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BARBARA KRAMBECK

 

Data e luogo di nascita: Rio De Janeiro

Ruolo: CENTRALE

Numero:

Squadre precedenti: Flamenco, Ostuni, Aquila Azzurra Trani

 

Quali sono stati i motivi o le scelte che ti hanno portata dopo un anno molto buono nell’Ostuni (B2 gir. G) all’Aquila Azzurra Trani?

Dopo aver raggiunto la promozione in serie B1 con l’Ostuni, ho scelto di venire a giocare a Trani perché mio marito Paolo che gioca a basket doveva trasferirsi a Corato per giocare lì. Anche il mio ex allenatore Solombrino mi ha consigliato di venire qui e alla fine tra le due proposte che ho ricevuto dal Trani e dal Valenzano ho deciso di venire a Trani anche perché sapevo di trovare un clima familiare e altre giocatrici che come me sono mamme e possono capire certe esigenze. Per me tutto questo è stato fondamentale.

Puoi raccontarci un po’ la tua carriera pallavolistica?

Ho iniziato a giocare all’età di 9 anni a Rio De Janeiro nel Flamenco. All’età di 17 anni ho vinto una borsa di studio in un’Accademia Universitaria negli Stati Uniti dove mi sono potuta laureare e nel frattempo giocare a pallavolo. Sono rimasta lì fino al 1998. Nel 2000 mio marito ha avuto la cittadinanza italiana e quindi la possibilità di giocare a basket nel vostro paese e siamo venuti in Italia. Dal 2002 ci siamo spostati prima a Trapani, poi a Brindisi dove ho iniziato ad allenarmi nella formazione di B1 senza mai poter giocare e dove ho conosciuto anche Ida Taurisano, infine ad Ostuni nel momento in cui una nuova normativa mi permetteva di poter giocare. Lo scorso campionato per me è stato il primo dopo una lunghissima assenza, non avrei mai e poi mai potuto immaginare di poter ritornare a giocare a pallavolo.

Conoscevi Trani prima di venirci a giocare e come ti trovi?

Qui mi trovo benissimo, come detto l’ambiente ed il clima è quello giusto per conciliare un po’ tutte le cose per me. A differenza di Ostuni dove lo scorso anno più di una ragazza era nuova, qui ho trovato uno spogliatoio già affiatato e sia per me che per altre nuove ragazze è stato più facile adattarci. Con Rosa e Raffaella (Balducci) ho legato moltissimo, ora si tratta di adattarmi al meglio al gioco della palleggiatrice visto che è nettamente diverso dalla mia ex compagna e trovare la giusta formula chimica per fare un ottimo campionato.

Dopo “il mito” Mirela Sesti un’altra brasiliana al Trani nel suo ruolo, raccontaci un po’ se hai mai avuto l’occasione di conoscerla personalmente e che cosa provi a giocare nel ruolo che è stato suo

Ho conosciuto Mirela giovanissima in Brasile, avevo circa 12 anni e lei una ventina. Mi ricordo pochissimo ma già da allora era molto forte e famosa. L’ho rincontrata pochi anni fa quando giocava nel Palermo e venne a Brindisi per una partita. Lei si ricordò di me e ci salutammo con affetto. Purtoppo non ho avuto modo di vederla giocare qui in Italia in campionato e seguirla bene perché appunto ho ricominciato a giocare a pallavolo da pochissimo tempo.

A Trani hai preso il posto da centrale lasciato vuoto da Rossella Mastrototaro, una bandiera per la nostra tifoseria. Cosa ti senti di dire a Rossella e a noi tifosi?

Purtoppo non ricordo molto bene Rossella. Lo scorso anno quando il Trani venne ad Ostuni ricordo che un po’ tutta la squadra non giocò molto bene e vincemmo nettamente per 3 a 0. Nella gara di ritorno Rosella saltò quella partita per un infortunio quindi non mi sento in grado di dare giudizi. Spero soltanto di fare bene.

Che differenza c’è tra la pallavolo italiana e quella brasiliana?

E’ difficile giudicare due scuole molto forti di pallavolo quando manchi dal giro per parecchi anni. Sia l’Italia che il Brasile sono due nazioni che vantano una storia pallavolistica molto forte, basta vedere i risultati di entrambe le nazionali per avere un’idea. La crescita di un talento secondo me la fanno i vivai e come le società allenano da piccolissime le ragazzine, cioè la base di ogni singola giocatrice. Io ai miei tempi in Brasile già a 12 anni facevo 3 ore di allenamento al giorno tutti i giorni, un allenamento molto duro ma che dà i suoi frutti. Poi il resto la fa la passione che una persona porta dentro di se.

Quali sono i tuoi hobby?

Sono una ragazza tranquilla, quando posso resto a casa con mio marito e mio figlio. Mi piace la cucina italiana, specialmente la pizza!

Come riesci a conciliare i tuoi impegni pallavolistici con il tuo bimbo?

Vivo a Corato ed effettivamente con due genitori atleti è un po’ difficile trovare i tempi giusti. Per fortuna mio figlio è un bambino tranquillo e soltanto per 2/3 ore la settimana lo affidiamo ad una brava ragazza, per il resto si è già abituato a questo stile di vita senza problemi.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione e quelli futuri

Certamente di fare un campionato tranquillo. La società ha come obiettivo la salvezza, ma per me dire che puntiamo a salvarci è come dire che siamo scarse rispetto ad altre formazioni cosa che per me non è per nulla vero. Oltre a Rosa Ricci e Raffalella Balducci abbiamo una buona squadra con le sorelle Milillo, il capitano De Pinto e un’ottimo libero Marianna Del Rosso. Manca ancora, a mio avviso, un po’ di ricezione. Se riusciamo a migliorare questo fondamentale riusciremo ad attaccare meglio. Secondo me puntiamo da metà classifica in su…ricordo che anche lo scorso anno ad Ostuni siamo partiti per salvarci e alla fine siamo arrivate in B1 passando dai play off…

Qual è la squadra che temi di più quest’anno?

Nessuna in particolar modo. In generale si devono temere di più le squadre sulla carta meno forti perché in quelle partite hai tutto da perdere, mentre giocarsela contro squadre più forti come Pontecagnano o Mercato San Severino non avendo nulla da perdere, si finisce quasi sempre per giocar bene.

Qual è il tuo mito sportivo?

La giocatrice di pallavolo brasiliana Virna Dias, trovo che sia davvero molto forte.

Articolo a cura del Gruppo Afecionados Trani 1999

www.afecionadostrani.it

 

 

 

 

 

 

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