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Ci puoi raccontare
un po’ la tua carriera pallavolistica?
Ho iniziato a
giocare a pallavolo molto piccola, ad 8 anni nel 1995. Sinceramente non
c’avevo mai pensato fino al giorno in cui fui consigliata ad iniziare
nell’Aquila Azzurra da Albino che in quegli anni mi accompagnava nel
pulmino a scuola. Poi man mano ho iniziato con le selezioni provinciali e
il campionato Provinciale allenata da Josè Lai. In seguito ho giocato in
Prima Divisione sempre qui a Trani allenata da Giuseppe Zagara prima della
mia esperienza al Molfetta in serie D lo scorso campionato.
Dopo una promozione
col Molfetta dalla serie D alla serie C ritorni a Trani all’Aquila Azzurra.
Quali sono le tue aspettative per questa stagione?
Innanzitutto sono
felicissima di essere tornata, anche se a Molfetta sono stata molto bene
avevo un gran desiderio di tornare a casa anche perché lo scorso anno
vedevo le mie ex compagne giocare in B2 e mi mordevo le mani…
Certamente sono
rimasta spiazzata nell’apprendere che sarei entrata nella rosa della prima
squadra. Mentalmente ero proiettata a giocare e vincere il campionato di
serie D sempre qui a Trani.
Ad inizio
preparazione si parlava di un tuo impiego nella seconda squadra in serie D
con Raffaella Papagno. Poi una serie di situazioni ti hanno portata con
merito in prima squadra a giocare anche scampoli di partite. Sei
soddisfatta o avresti preferito disputare un campionato di categoria
inferiore ma da titolare?
Come detto non
immaginavo di giocare in B2 ma in serie D e questa per me è stata una
grossa sorpresa. Detto questo sono molto felice di far parte della rosa
della prima squadra, giocare nella stessa squadra di Rosa Ricci è il
massimo.
Come ti sei trovata
a Molfetta e che differenze hai potuto notare rispetto alla società
tranese?
A Molfetta mi sono
trovata molto bene. Abbiamo disputato un campionato sofferto e alla fine
ai play off siamo riusciti a salire in serie C. La società molfettese è
comunque ben organizzata, una differenza che ho notato è che a Molfetta ci
allenavamo un po’ di più con 2 ore e mezza di allenamenti tre volte la
settimana più pesi, molto massacrante. Comunque allenarsi con Ricci e
Balducci è tutta un’altra cosa.
Quest’anno più di
uno scambio tra l’asse Trani – Molfetta: il tuo arrivo con la tua compagna
Cristina D’Agostino e il trasferimento in verso contrario di Titti Delvino.
Sei felice di essere tornata?
Sono felicissima di
aver rincontrato Cristina. In verità consigliai io al mister di puntare
come seconda alzatrice proprio sulla D’agostino visto la partenza di
Rossella di Bari e sono felice di rincontrarla. E pensare che proprio al
termine dei play off ci mettemmo a piangere pensando di non vederci più…Ci
tengo a sottolineare che quest’anno lo spogliatoio è davvero fantastico e
tutte noi ragazze ci consideriamo allo stesso livello, penso ci sia il
miglior clima per disputare un buon campionato.
Un po’ tutti stanno
evidenziando che hai la potenzialità per diventare la “nuova rivelazione”
del vivaio tranese. Secondo te è proprio così ed eventualmente cosa ti
manca per fare il salto di qualità per entrare titolare nel sestetto
biancazzurro?
Questi complimenti
ovviamente mi fanno piacere, Nico Aurora qualche giorno fa mi ha
paragonato ad un gioiello ma in realtà io non mi ritengo ne un fenomeno ne
tantomeno un gioiello perché mi conosco e conosco i miei limiti.
Certamente l’esperienza di Molfetta mi è servita molto e ora devo soltanto
lavorare per crescere tecnicamente e soprattutto fare esperienza sul
campo. Qui in squadra ci sono tante ragazze forti, basti pensare alle
sorelle Milillo, ho soltanto da imparare da loro oggi per poter migliorare.
C’è un’atleta a cui
ti ispiri?
Beh, si. E’ Rosa
Ricci. Rosa per me è un mito anche per la sua estrema umiltà. E’ molto
precisa e mi rompe spesso e volentieri le scatole in allenamento ma lo fa
per farmi crescere ed ha sempre stampato il sorriso in faccia, una
bellissima cosa.
Cosa fai nella vita
oltre a giocare a pallavolo?
Studio ragioneria e
un domani vorrei intraprendere carriera militare. Se non ci riuscissi
vorrei continuare a giocare a pallavolo e lavorare allo stesso tempo.
Per te la pallavolo
è solo un hobby o qualcosa di più?
Certamente qualcosa
in più. Lo scorso anno il mio allenatore Franco Papagni mi consigliò anche
di prendere il patentino per allenare anche se alla fine non se ne fece
nulla.
Che differenze
sostanziali hai trovato tra la serie D e la B2?
Innanzitutto la
velocità. In serie D si ha un gioco molto più lento e poi la statura, in B
sembrano tutte delle giganti
Ci tenevo infine
salutare innanzitutto Josè Lai, poi il mio ex allenatore Franco Papagni,
il mio ex presidente della Pegaso Molfetta Vincenzo Pappagallo, sono molto
contenta di aver ritrovata in squadra Raffaella Papagno e Cristina
D’Agostino e faccio davvero un imbocca al lupo ad Adriana Iasparro per il
suo infortunio
Articolo a cura del Gruppo Afecionados Trani 1999
www.afecionadostrani.it
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