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GRUPPO AFECIONADOS VOLLEY TRANI 1999    ----   1999 - 2009 DA 10 ANNI ORGOGLIOSI DI ESISTERE    ----

 

 STAGIONE SPORTIVA 2008/2009 (SERIE B2 GIR. G)

LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ROSALBA DI CORATO

 

Prima della partita di Coppa Italia con il Ribera (e poi vinta con l'accesso alla Final Four) abbiamo avuto il piacere di intervistare la centrale numero 6 della Primadonna Collection Trani, Rosalba di Corato, un talento puro della nostra terra che oltre ad essere una delle centrali più richieste da mezza Puglia per le sue qualità tecniche è davvero una persona fantastica sotto l'aspetto umano e dei valori in cui crede. Non possiamo che augurarle di incorniciare uno dietro l'altro tanti bei ricordi (sportivi e non) qui a Trani.

La tua lunga carriera  “ufficialmente” inizia a 17 anni nella Fiore di Puglia Andria in Serie C per poi salire sempre con l’Andria targata Intissimo nel 2000 in B1 per poi passare da Taranto, Noci,Massafra, San Vito dei Normanni, Soverato, Modica e Siracusa sempre tra la B2 e B1. Quali di queste piazze hanno lasciato in te un segno o dei ricordi indelebili?

In realtà la mia carriera ha inizio direttamente a 16 anni in prima divisione nella Fiore di Puglia Andria allenata da Annagrazia Matera senza aver fatto centri CAS o minivolley,e lo preciso perché prima ho semplicemente giocato a pallavolo in oratorio. Ognuna di queste squadre mi ha lasciato dei ricordi ovviamente vissuti sia in maniera positiva che negativa ma se devo scegliere una squadra in particolare,ne scelgo due.. Modica perché è stato un campionato giocato in B1 con ottimi risultati ottenuti senza molta fatica e dove mi sono sentita davvero a mio agio e Massafra invece perché nonostante i risultati della stagione non proprio felici,come giocatrice sono esplosa definitivamente e di lì in poi posso dire di essermi affermata.

Cosa ti ha spinto a venire a giocare a Trani quest’anno vista la lunga corte del San Vito dei Normanni che milita in A2?

Ho deciso di venire a giocare a Trani innanzitutto per una questione logistica e affettiva. Sono stata diversi anni lontana da casa e sentivo l’esigenza di tornare. L’esperienza vissuta lontano dalla tua terra per me è importantissima e la consiglio a tutte le giocatrici per crescere ma alla lunga diventa pesante. L’Aquila Azzurra Trani mi ha offerto una buona occasione ed ha allestito una gran bella squadra con degli obiettivi importanti e ho deciso di accettare, seppur la A2 poteva essere molto allettante ho preferito scegliere di fare un campionato da titolare e guadagnarmi la fama sul campo piuttosto che stare per molto tempo in panchina. Poi sono una persona che quando prende una decisione la mantiene e non si guarda indietro interrogandosi sui ma e sui se per cui anche oggi confermo appieno la mia scelta.

Negli ultimi anni il movimento pallavolistico del nord barese sembra aver ingranato la marcia giusta con le varie realtà di Andria, Molfetta di B e Terlizzi/Bisceglie di C oltre, ovviamente al Trani. Pensi che ci sono ancora margini di miglioramento o nuove società che si potranno affacciare in serie nazionali prossimamente?

Effettivamente da qualche anno molte piazze si stanno muovendo molto bene ed è bello vedere le nostre realtà immerse anche nei campionati nazionali, situazioni che sino a pochi anni fa non esistevano e questo non può far altro che rendermi orgogliosa della mia terra,anche nelle altre realtà.

Parliamo del campionato: alla diciassettesima giornata l’Aquila Azzurra Trani guarda tutte le altre squadre dall’alto dei suoi 45 punti avendo accumulato un vantaggio di 7 punti sul Matera vero spauracchio del girone. Molti potrebbero dire campionato in discesa, ma è davvero così?

Non lo ritengo un campionato in discesa anzi, ci aspetta un girone di ritorno molto difficile con scontri molto ostici soprattutto fuori casa (vedi Matera, Taranto su tutte n.d.r.) Le altre squadre si sono affiatate maggiormente oltre ad essersi rinforzate e ritengo che la retrocessione di cinque squadre al posto di quattro renderà il campionato da qui in poi molto combattuto. In più si sa che quando arriva la capolista le avversarie giocano più rilassate visto che non hanno nulla da perdere quindi confermo che il campionato è tutt’altro che in discesa.

Ad inizio campionato non hai dimostrato subito il tuo reale valore in campo, soltanto dopo un paio di mesi sei entrata “a regime” trascinando spesso e volentieri la squadra. Hai trovato difficoltà di ambientamento iniziali o di intesa con la palleggiatrice?

Si è vero, ho trovato un po’ di problemi di intesa con il palleggiatore,ma questo è normale quando metti insieme in una squadra due ruoli come il palleggiatore ed il centrale che non hanno mai giocato insieme prima d’ora. Ma ci tengo a precisare che non ho avuto mai problemi con Rosa e che anzi ho un feeling molto bello con lei fuori e dentro la palestra perché è una grande persona come poche.

Parlaci un po’ di te, di che cosa ti occupi oltre la pallavolo, di come trascorri la tua giornata tipo, hobbies ecc.

Mmm…fare shopping è un hobbies?? Scherzi a parte vi dirò che tornando a casa dopo anni non è semplice trovare subito un occupazione seria. Io ho sempre puntato sulla pallavolo e vissuto di pallavolo come mio sostegno e anche se mi capitava di pensare a cosa potessi fare oltre la pallavolo non ho avuto mai un idea ben precisa. Per il momento sono una giocatrice. Oltre la pallavolo mi piace navigare in internet e provare a ballare balli latino-americani.

Hai un mito sportivo a cui ti ispiri?

Non ho mai avuto un mito sportivo di grande calibro come ad esempio grandi giocatrici di serie A o cose del genere. I miei piccoli-grandi miti sono sempre state le mie compagne di squadra, da loro ho appreso tanto,perché per me la pallavolo non è solo il gioco fine a se stesso,ma soprattutto “valori” che si trasmettono,e che cerco di riportare nella mia vita quotidiana e mai più che loro con cui sei a contatto tutti i giorni possono realmente darti,perciò confermo appieno che sono tutte loro i miei piccoli-grandi miti.

Il momento più bello della tua carriera

Di momenti belli e brutti ne ho passati tanti,come tutti del resto,ma se dovessi scegliere direi la promozione in B1 con il San Vito dei Normanni,perché le emozioni che ti da una stagione da titolare dove sei sempre in testa alla classifica, dove sai che in ogni partita vinta che contribuisce a vincere il campionato, c’è anche tanto del tuo lavoro e del tuo sacrificio,beh ritengo che non si potrebbe essere ricompensati in modo migliore.

… e quello più brutto?

Anche se ci sono stati momenti meno piacevoli io penso sempre che nelle cose brutte non bisogna mai guardare il lato negativo ma bisogna cercare di prendere sempre il lato buono delle cose, perciò in fondo anche se ho attraversato momenti non molto felici,sono riuscita sempre a trarne qualcosa di buono,un insegnamento per crescere e diventare più forte.

Sabato ci aspetta la trasferta a Ribera per i quarti di finale di Coppa Italia, un appuntamento importante sia per la società che per i tifosi perché l’opportunità di arrivare ad una storica Final Four è davvero a portata di mano. Con che spirito e con che motivazioni ti appresti a partire per la Sicilia?

Con lo stesso atteggiamento di come affrontiamo le partite di campionato perché questa partita non è da meno, è una partita anch’essa importante visto che personalmente non sono mai arrivata alla Final Four, quindi non credo la prenderemo sotto gamba.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON MINA ANNESE

 

A tutti i tifosi dell'Aquila Azzurra facciamo il nostro personale regalo pubblicando l'intervista a Mina Annese, la numero 5 della Primadonna Collection Trani intervistata subito prima della gara di campionato contro la Nati a Taranto. La ringraziamo per la disponibilità e le facciamo un grosso imbocca al lupo per il campionato iniziato davvero alla grande.

Dopo piccole parentesi di tennis, pallamano e atletica a 10 anni hai scelto la pallavolo. Raccontaci qual è stato il tuo percorso sportivo sino ad oggi

Beh si, ho fatto un po’di tutto, non sapevo cosa fare e devo essere grata al cartone tv Mila e Shiro se oggi sono qui a giocare a pallavolo. Si, dico sul serio, quel cartone e la vicinanza della palestra mi ha fatto intraprendere la mia carriera pallavolistica iniziata nella Molfetta Volley quando la società militava in B1 già a 15 anni. A Molfetta rimasi per 3 anni, l’ultimo anno giocato in B2 sino al mio infortunio quando stetti ferma un anno e la società disputò il campionato di serie C. L’anno successivo andai al Manfredonia, avevo 18 anni e giocai in serie B2, un anno abbastanza travagliato. L’anno successivo decisi di andare al Bari Volley in B1 e giocai, tra le altre, anche con Paolo Capuano e Serena Masino. Ricordo che arrivammo nelle prime cinque posizioni. Dopo Bari approdai al Soverato sempre in B1, un anno per me fantastico in cui sono cresciuta maggiormente soprattutto grazie all’aiuto del mister Nino Gagliardi un allenatore, secondo me, molto capace.

Dopo Soverato ho giocato ad Aversa in B2 e poi al Brindisi in B1 dove ho rincontrato mister Gagliardi e ho ripreso a crescere come atleta. Conoscendo già il metodo di lavoro ho lavorato molto bene. Dopo Brindisi arriviamo ai giorni d’oggi dove ho militato per due anno al Valenzano in B2, al primo anno abbiamo disputato i play off e al secondo tentativo siamo approdate direttamente in B1 vincendo il campionato. Due anni certamente felici per l’ottimo rapporto con la società e per il gruppo che si era creato, certamente un bell’ambiente.

La scelta di lasciare Valenzano e la B1 è stata tua o della tua ex società?

Sicuramente è stata una scelta molto ponderata. All’inizio non volevo andar via e loro volevano che io rimanessi a Valenzano ma poi piccole incomprensioni con la società mi hanno portato a scegliere Trani anche perché sapevo che qui si stava allestendo una squadra per poter salire di categoria.

In estate l’Azzurra Molfetta ti ha fatto una lunga corte ma alla fine hai scelto di venire a giocare a Trani, come motiveresti questa scelta?

Hai ragione, l’Azzurra Volley Molfetta mi ha fatto una corte spietata, mi hanno cercata in tutti i modi e io per questo gli rispetto molto. Se avessi scelto Molfetta sarei stata a casa ma loro avevano altri obiettivi, sono neopromosse in B2 e certamente non mi potevano garantire un campionato di vertice come me lo garantiva l’Aquila Azzurra Trani, quindi alla fine ho scelto di di vestire la maglia biancazzurra.

Qual è la partita che vorresti rigiocare per cambiare le sorti del destino?

L’ultima partita dei play off contro il Catania quando giocavo nel Valenzano e proprio nei play off si infortunarono prima Diletta Calò e dopo Paola Cesario. Quella gara non posso scordarmela.

Quale giocatrice vorresti portare con te nella Primadonna Collection?

Miriam Mascaro, Anna Pericolo, Sabina Cosentino e la mia grande amica Paola Cesario su tutte

Raccontaci le tue emozioni nel giocare contro l’Azzurra Molfetta, la squadra della tua città

Emozioni certamente forti perché Molfetta l’ho lasciata nell’anno in cui mi sono infortunata e non avevo mia giocato prima di allora nel nuovo palazzetto Paolo Poli tranne qualche amichevole. Ringrazio tanto tutta la società dell’Azzurra Molfetta per la bella accoglienza e la gente sugli spalti.

Tra tutte le esperienze fatte in altri club quale ti è rimasta nel cuore?

Soverato e Valenzano per i bei momenti che ho trascorso.

Secondo te il Trani può ripercorrere il cammino trionfale fatto dal Valenzano in cui hai militato lo scorso anno? E che differenze hai trovato tra i due club?

Sicuramente si anche perché secondo me quando si vincono i campionati si devono avere le idee ben chiare anche per l’anno seguente e Trani ce l’hanno. Non ho trovato molte differenze tra i due club, sono entrambe società serie e disponibili e non mi manca davvero nulla. Magari Trani ha uno staff medico più pronto come attrezzature.

Quali sono i tuoi hobbies?

Computer e shopping su tutti, mi devo tenere negli acquisti perché ho davvero le mani bucate!

Oltre a Mirko dei Beehive che altra musica ascolti?

Ligabue e tutta la musica R&B. Di italiano mi piace di tutto un po’ ma non tutto (ndr. Tutto chiaro no??)

La fascia elastica che porti al braccio destro che ti contraddistingue è un portafortuna?

Diciamo di si, in realtà sono molto scaramantica e prima di ogni partita faccio un po’ di cose che mi hanno portato bene. Quest’anno ho aggiunto anche la fascia. Ho in realtà un altro amuleto che non vi dico cos’è ne tanto meno dove si trova e vi sfido a scoprire di che si tratta…chi mi vede bene può scoprirlo…

Tre aggettivi per descrivere l’Aquila Azzurra

Serietà, spirito di gruppo e spumeggiante sotto parecchi versi

Nel giro di pochi giorni affronteremo due volte il Taranto in campionato e coppa Italia, formazione che come noi aspira al salto di categoria e subito dopo capodanno il 4 gennaio incontreremo la corazzata Matera qui a Trani. Sino ad ora che squadra ti ha più impressionato e quale squadra è più attrezzata per vincere il torneo?

Quest’anno non c’è la squadra ammazza campionato, il nostro cammino dipende molto da noi. Fino a quando riusciremo a fare il nostro gioco non abbiamo rivali. Anche il Matera che sembrava aver ucciso il campionato, dopo aver perso col Turi è tornata sulla terra. Anche il Taranto quando l’affrontammo in amichevole prima del campionato mi piacque molto per il bel gioco, sarà un bel campionato fino alla fine.

A grande richiesta infine tengo a precisare che le mie scarpe gialle sono comodissime e sono del parere che bisogna spezzare ogni tanto gli schemi e uscire fuori dalle righe, è questo il motivo per cui le indosso!

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON PALMA MONITILLO

 

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Anche quest'anno abbiamo iniziato in esclusiva la girandola di interviste delle nuove giocatrici arrivate a Trani nella Primadonna Collection. Andremo in ordine di arrivo iniziando proprio da Palma Monitillo, la leonessa altamurana proveniente dalla Lines Tradeco Altamura di A1. Un inizio un po' altalenante per lei ma siamo certi che riuscirà con la sua grinta e la sua determinazione a trovare i giusti sincronismi e ad integrarsi al meglio nella squadra e speriamo togliersi molte soddisfazioni con indosso la maglia dell'Aquila Azzurra Trani.

 

Nome

 

Palma Monitillo

 

Età

 

21 anni

 

Da quanto tempo mastichi pallavolo?

 

Mastico pallavolo da 11 anni ormai, da quando avevo 10 anni. Ho iniziato nella Quartarella Altamura per poi passare nella Clemente Leonessa Volley Altamura. Ho iniziato facendo un anno di mini volley nei centri Cas e l’anno seguente sono entrata nel settore giovanile. A 14 anni facevo la panchina in serie C e giocavo nell’under 13. Ho debuttato in serie C all’età di 15 anni in Altamura – Parabita, una gara valevole per i play out poi purtoppo persi. Sempre a 15 anni sono stata convocata nella selezione provinciale regionale,poi ho trascorso 4 mesi bellissimi nella Tradeco Altamura e li conobbi per la prima volta Rosa Ricci, Roberto Brattoli, Edilma Costa, Elena Busto, tutte grandissime atlete. Dopo questa piacevole parentesi alla Tradeco sono ritornata alla Clemente Altamura in serie D e con le mie compagne siamo riusciti a vincere il campionato e ritornare in serie C dove ho militato altri 3 anni conoscendo Roberta e Pino (Valente e mister Filannino ndr) riuscendo ad approdare anche in B2. Dopo la B2 lo scorso anno ho militato in serie A1 con la Lines Altamura allenata da Gianni D’Onghia e Gianni Moschetti in seconda poi costretta ed emigrare a Cesena e oggi eccomi qui al Trani.

 

Cosa ti ha spinto a venire a giocare qui a Trani e come ti stai trovando?

 

Qui a Trani e con la società in particolare mi stò trovando benissimo così come nella squadra che già in parte conoscevo. Dopo l'acquisizione del titolo di serie A1 da parte del Cesena mi sono ritrovata senza squadra e l’Aquila Azzurra mi ha contattata, ho accettato perché la società è seria e perché sapevo che si stava allestendo una squadra per poter salire di categoria, speriamo bene!

 

Hai dei rituali scaramantici prima di ogni partita?

 

Tutta la squadra è scaramantica, personalmente non è che ne abbia di particolari: conservo lo stesso posto nel riscaldamento oppure manteniamo le stesse persone che attaccano per prima ma in fin dei conti sono consapevole che non servono a niente…

 

 

Oltre a giocare a pallavolo di che altro ti occupi nella vita?

 

Studio biologia all’università di Bari e sono al terzo anno

 

Pallavolo a parte, quale altro sport ti sarebbe piaciuto praticare?

 

Beh, io ho iniziato con la pallamano già da 5 anni, a fine anni novanta infatti ad Altamura c’era la squadra che giocava in A1 e mi appassionai anch’io. Ho giocato fino a 13 anni di cui per ben tre anni ho conciliato pallamano con pallavolo, poi alla fine ho scelto per il volley. Un altro sport che mi piacerebbe praticare è il tennis.

 

Tre aggettivi per descrivere Palma Monitillo

 

Testarda, solare e caparbia

 

Hai un mito sportivo a cui ti ispiri?

 

Io stravedo per Elisa Togut, mi piace moltissimo per come gioca. Un’altra giocatrice che ammiro è Edilma Costa, la forte brasiliana che salta dal beach al volley indoor.

 

Che differenze hai trovato tra la serie A1 dove hai militato con la Lines Volley Altamura e la B2?

 

Le differenza sono tantissime e non posso dirtele tutte, ti dico solo che la cosa nettamente diversa è il rapporto con la società che ad Altamura era molto più professionale e meno confidenziale mentre a Trani ho trovato un clima più familiare.

 

Nella stagione passata in A1 e in B2 sino ad oggi quale giocatrice ti ha impressionato maggiormente?

 

In B2 sicuramente Rosa Ricci

 

Parlando di questo campionato, te lo aspettavi così difficile ad inizio stagione o pensavi fosse più abbordabile? E chi secondo te sono le squadre favorite per la vittoria finale?

 

Abbiamo perso due partite con Tuglie e Potenza che potevamo certamente vincere; dobbiamo ancora crescere e personalmente devo superare qualche difficoltà di troppo nel passare dal ruolo di laterale, dove ho sempre giocato,ad opposta. Secondo me per questo campionato ce la giochiamo noi e il Matera, non vedo nessun altra.

 

Quale giocatrice vorresti portare con te al Trani?

 

Se potessi porterei Maria del Rosario Romanò

 

Ti senti di dire qualcosa ai tanti tifosi che ti seguono al palazzetto e su internet?

 

Innanzitutto saluto tutti i tifosi altamurani che in tutti questi anni mi hanno sostenuta e i nuovi tifosi di Trani promettendo di dare sempre il massimo sul campo

 

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 STAGIONE SPORTIVA 2007/2008 (SERIE B2 GIR. G)

 

 

LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ROBERTA VALENTE

 

 

(si ringrazia Nico Aurora per la gentile concessione della foto)

 

 

Dopo sette anni di pellegrinaggio in giro per i campi di pallavolo pugliesi, è tornata nella sua città ad indossare la maglia dell'Aquila Azzurra Roberta Valente, opposta della Primadonna Collection con cui abbiamo avuto una lunga e piacevole chiacchierata e che ringraziamo per la massima disponibilità augurandole degli anni ricchi di soddisfazioni con la maglia del Trani.

Dopo 7 anni ritorni a giocare nella squadra della tua città, felice di aver ritrovato in squadra qualche tua ex compagna e quali emozioni hai provato ad indossare nuovamente la maglia dell'Aquila Azzurra?

 Sono molto contenta di essere ritornata a giocare a Trani nell'Aquila Azzurra. Ho iniziato qui la mia carriera a 13 anni e il mio ultimo campionato giocato qui è stata una serie C nel 1999/2000. Mi fa piacere indossare nuovamente questa maglia e in campo cerco sempre di dare il massimo per fare bella figura davanti ai tifosi. Ovviamente sono contenta anche di aver ritrovato qualche mia compagna di qualche anno fa come Laura, Rossellina e Marianna.

 Per diversi anni hai militato in diverse squadre, raccontaci la tua carriera e cosa ti ha lasciato ogni squadra in cui sei stata

 Come detto ho iniziato nell'Aquila Azzurra nel 1993  fino alla stagione 1999/2000 in serie C. Dopo quel campionato, a 20 anni, decisi di smettere con la pallavolo ma mister Pino Filannino mi propose di seguirlo a Margherita nella New Team Volley e io accettai quasi per una sfida personale e proprio a Margherita ho giocato per 4 anni in serie C. Nella stagione 2004/05 sono stata nel Terlizzi in serie D con cui ho vinto il campionato e sono riapprodata in C. Nel 2006, sempre allenata da Pino Filannino, mi sono trasferita ad Altamura in serie C e finalmente sono riuscita sul campo a vincere il campionato e ad approdare in B2. Dopo Trani, a Margherita si può dire che ho fatto la gavetta giocando sia da centrale che da palleggiatrice. A Terlizzi, invece, ho imparato ad essere protagonista, nel senso che dopo 4 anni di serie C insieme a Josè Lai affrontavamo un campionato di D sostenendo la squadra con tutta la nostra esperienza maturata in questi anni. Ho bei ricordi anche di Altamura in cui giocavo sia come centrale che come opposta, con questa squadra sono riuscita ad arrivare in B2: un sogno che si realizza.

 La tua carriera per anni ha seguito quella di mister Pino Filannino, un caso o una scelta?

 Decisamente una scelta. Secondo me Pino è uno dei migliori allenatori che abbiamo nel nostro territorio.

 Come mai non sei rimasta a giocare a Trani in questi anni?

 Non sono rimasta a Trani perchè ho deciso di seguire mister Pino Filannino. Quest'anno è tornato a Trani ed ho condiviso la sua scelta.

 Come ti sei trovata, a distanza di tempo, nel ritornare in questa società e in questo palazzetto? Hai trovato novità o dei cambiamenti?

 Mi sono trovata benissimo nel tornare, qui a Trani le atlete si può dire che vengono "coccolate" con tante piccole attenzioni che la società ha verso le sue giocatrici. Basti dire che abbiamo 2 divise e l'acqua in allenamento non manca mai. Ti ho detto le prime due cose che mi sono venute in mente a paragone magari di altre mie ex società in cui tutte queste attenzioni non c'erano. Poi qui a Trani il calore del pubblico e dei tifosi è speciale.

 Parliamo di questa stagione: ad inizio campionato gli amici di Napoli, sponda Orion, ci davano per favoriti per la vittoria del torneo. Classifica alla mano invece la squadra da battere sembrerebbe proprio il Napoli. Credi che la Primadonna Collection Trani possa lottare per degli obiettivi particolari? E personalmente invece cosa ti aspetti?

 Personalmente mi aspetto di migliorare ancora perchè sono convinta che un'atleta, anche se arriva ad una certa età, può sempre migliorare se ha umiltà e la capacità di seguire il mister. Come obiettivo certamente puntiamo a vincere il campionato perchè possiamo farcela.

 Sulle nuove compagne invece cosa ti senti di dire?

 Per risponderti sulle nuove compagne ti chiedo un po' di tempo in più per conoscerle meglio ma comunque mi sembrano tutte alla mano e mi piace come caricano la squadra: vogliono che tutte noi diamo sempre il massimo.

 In questi anni hai vissuto parecchi derby, cosa si prova a giocare contro il Trani da tranese?

 Giocare contro l'Aquila Azzurra è stato vivere un derby, c'è sempre quella voglia di dimostrare alla squadra della tua città che anche se non giochi nel tuo ambiente puoi comunque crescere e naturalmente in campo cercavo di dimostrarlo.

 Qual è il ricordo più bello che racchiudi dentro di te in tutta la tua carriera?

 Il ricordo più bello certamente è legato alla vittoria del campionato di serie D col Terlizzi. Ricordo quella stagione perchè è stato l'anno in cui mi sono sentita più in armonia con le mie compagne e anche perchè, pur essendoci trovate a combattere da sole senza una società che ci "coccolava", abbiamo raggiunto il massimo degli obiettivi come la vittoria del torneo.

 C’è un’atleta che hai preso come modello?

 Certo che c’è, è Norma Ruggiero, la forte schiacciatrice argentina che vestì la maglia dell’Aquila Azzurra a fine anni novanta in serie A2. Un’ autentico modello da seguire per me dal punto di vista caratteriale!

 Il tuo punto forte ed il tuo tallone d'Achille nel volley

 Una cosa in cui devo migliorare è la ricezione. Un punto forte? Beh, non penso di averne dei particolari, posso dire che so fare più cose come l'opposta, la centrale o l'alzatrice grazie alle mie esperienze ma, comunque, cerco sempre di migliorarmi.

 Parlaci della Roberta Valente fuori da un campo di pallavolo

 Sono laureata in psicologia e i miei hobby sono dipingere e leggere. Mi piacerebbe cominciare a lavorare come psicologa per aiutare le persone e per combattere qualsiasi forma di pregiudizio, cosa che non sopporto.

 Un pregio e un difetto del tuo carattere?

 Un pregio sicuramente la sensibilità, mentre come difetto vi posso dire che spesso e volentieri perdono troppo…

 Nella tua carriera pallavolistica c’è una partita che ricordi in maniera particolare?

 La partita contro la New Team Margherita con la maglia dell’Altamura in serie C quando nella gara più importante della stagione riuscimmo a vincere in casa e salire, quella sera, in serie B2 e condannammo loro a disputare i play out…

 Per concludere, la sconfitta di Valenzano, così netta ed inaspettata per come è arrivata, lascia certamente una cicatrice nel volto della stagione ma può essere archiviata come un’incidente di percorso alla luce della bella prestazione di domenica scorsa con il Massafra e in previsione delle prossime partite con Scafati e Ostuni?

 Certo, il risultato di Valenzano brucia ma è una sconfitta che può essere messa da parte e non preclude la stagione perché ci saranno altre partite ancora più importanti. Ricordo che quando ero ad Altamura perdemmo ad inizio campionato con un’altra diretta concorrente, l’Amatori Bari, e fummo pesantemente criticate ma alla fine vincemmo comunque il campionato.

 Vuoi lanciare un saluto a tutti i tifosi e gli appassionati sul web?

 Ringrazio tutti i tifosi che seguono la nostra squadra con un calore e una passione che non avevo mai conosciuto prima e soprattutto voi Afecionados che fate davvero tanto, soprattutto sul web.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ANGELICA TRICARICO

 

 

 

(si ringrazia Nico Aurora per la gentile concessione della foto)

 

 

 

Prima della gara in casa con lo Scafati abbiamo intervistato la schiacciatrice numero 7 della Primadonna Collection Trani nel suo primo anno con la maglia dell'Aquila Azzurra. Vista la sua giovane età gli auguriamo di poter continuare a giocare a pallavolo anche a grandi livelli e la ringraziamo per i complimenti che a fine intervista ci ha fatto, per noi non esistono giocatrici titolari e panchinare, esiste un'unica grande squadra che è l'Aquila Azzurra Trani.

Ci stiamo organizzando anche per terminare tutte le interviste con i nuovi arrivati e quindi con Pino Filannino e Anita Casalino oltre a Isa Azzollini tempo permettendo entro la fine dei play off ;-)  o subito dopo.....abbiate pazienza!

Raccontaci la tua carriera pallavolistica dagli inizi ad oggi

Ho iniziato a giocare nel Terlizzi, la mia città, all’età di 10 anni; poi pian piano sono arrivata a giocare in serie D e dopo in C nel Valenzano nella stagione 2004/05 una stagione importante per voi vista la promozione dell’Aquila Azzurra in serie B2. L’anno successivo sono andata a Terlizzi sempre in serie C e nel 2006/07 ad Adelfia dove abbiamo disputato i play off e per pochissimo non siamo arrivate in B2. E quest’anno sono felicissima di essere arrivata qui a Trani nell’Aquila Azzurra.

Sei stata il primo acquisto ufficiale dell’Aquila Azzurra targata 2007/08, cosa ti ha spinto a venire a giocare a Trani e come ti trovi?

Inizio col dire che non mi aspettavo di essere chiamata a giocare nel Trani, per me essere qui è un sogno. Anche se sapevo che non avrei avuto molto spazio e che avrei fatto molta panchina volevo venire qui a Trani per la voglia di imparare e migliorare grazie ai due tecnici e in parte ci sono riuscita anche grazie all’aiuto di qualche mia compagna di squadra. Purtroppo mi sono trascinata da Adelfia un problema alla spalla che, sia io che l’intero staff, non siamo riusciti a risolvere completamente e non ho potuto dare il meglio di me in allenamento perché sentivo dolore. Peccato non aver giocato qualche scampolo di gare quando sotto cura il dolore sembrava essere passato.

Quando sei giunta nella Primadonna Collection conoscevi già qualche tua compagna di squadra?

Non ho mai avuto modo di giocare con nessuna mia compagna prima di quest’anno ma conoscevo già Roberta Valente (ex Terlizzi) e Antonella Civita e Marianna del Rosso di vista.

Di cosa ti occupi quando non giochi a pallavolo?

Studio giurisprudenza e lavoro

Quali sono i tuoi hobbies?

Mi piace leggere e fare dolci al cioccolato al punto di farli anche la notte per     via del poco tempo che ho a disposizione.

Che obiettivi ti poni nel mondo della pallavolo?

La pallavolo non la vedo come un lavoro perché ritengo di avere altri obiettivi nella vita ma è una grande passione e non riuscirei a starne senza.

Il ricordo più bello come atleta sino ad oggi?

Certamente la promozione dalla serie D alla C con la maglia del Terlizzi a 17 anni mentre gli anni più belli sino ad oggi li ho passati ad Adelfia e a Valenzano.

Ultimamente ci sono state prestazioni e risultati molto contrastanti, qual è la vera Aquila Azzurra? Quella vista nel derby vinto con la capolista Valenzano o quella di Manfredonia?

Spero che la vera Primadonna Collection Trani sia quella vista col Valenzano, dobbiamo soltanto migliorare un po’ la ricezione e restare sempre concentrate sino alla fine.

Solo 4 partite alla fine di questo campionato con la Primadonna Collection ad un passo dai play off. Che sensazioni hai sulle gare finali e, secondo il tuo parere, che campionato è stato?

Vi dico solo che sono fiduciosa per il finale di campionato, non aggiungo nient’altro.

     Un saluto a tutti i tifosi e gli appassionati che vi seguono su internet

Vorrei ringraziare soprattutto voi Afecionados in particolare che avete pensato anche a noi della panchina.

Vorrei fare infine i complimenti al presidente Chieppa che con il suo carisma riesce a tenere saldo lo spogliatoio e a tenermi a freno quando sono un po’ nervosa…

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ANITA CASALINO

 

 

 

 

(si ringrazia Nico Aurora per la gentile concessione della foto)

 

 

Come promesso, anche dopo il campionato abbiamo deciso di restare vicini alla squadra andando ad intervistare Anita Casalino, giovane libero numero 12 della Primadonna Collection Trani. Anche se giovanissima ci ha colpiti molto per la sua maturità e per la passione nella pallavolo e non possiamo che fargli un imbocca al lupo per la sua carriera pallavolistica

 

Anche se sei solo all'inizio, raccontaci un po' come hai iniziato a muovere i primi passi nel mondo della pallavolo

Ho iniziato a giocare a 12 anni grazie ad un’amica di mia sorella che mi propose di venire a giocare nell’Aquila Azzurra ed io iniziai quasi per scherzo dopo aver praticato danza per anni. Ho iniziato dal mini volley allenata da Beppe Zagaria e Stella Noviello per circa un mese. Subito dopo sono entrata nell’under 15 allenata da Laura De Pinto.I primi due anni ho giocato da attaccante ma ben presto Laura  cambiò il mio ruolo facendomi diventare libero. Ricordo che in allenamento mi aiutava anche Graziana Scillipoti in quel periodo.

Con la prima squadra ho iniziato ad allenarmi ad agosto scorso per la preparazione ma non pensavo minimamente di entrare nella rosa, fino a quando Toni (Chieppa ndr) mi disse una sera che sarei entrata in squadra. Ero felicissima ed agitatissima allo stesso tempo, non me lo aspettavo proprio. Inizialmente  è stato difficile ambientarmi sia per il mio carattere un po’ chiuso che per il metodo di allenamento dei due mister (Chieppa-Filannino). A facilitarmi in questo devo dire che è stata anche la mia età,poichè essendo la più piccola sono stata molto “accudita” e coccolata un po’ da tutte le ragazze, che mi hanno aiutata tantissimo.

 Cosa fai nella vita di tutti i giorni quando non giochi a pallavolo?

Studio, mi piace molto leggere e stare con le mie amiche.

C'è una giocatrice a cui ti ispiri quando giochi a pallavolo?

Certo! Laura De Pinto è il modello a cui mi ispiro. Mi piace il suo carattere molto combattivo a differenza del mio molto fragile.Quando gioca ce la mette tutta, l’ammiro molto per questo e anche per come ha saputo portare avanti insieme alla pallavolo anche lo studio.

Che differenze trovi quando giochi in Prima divisione giovani e in prima squadra?

E’ tutto completamente diverso. Per assurdo ho incontrato più difficoltà nella Prima Divisione Giovani che non in prima squadra perché hanno due ritmi diversi ed è difficile sapersi ambientare e portare avanti  entrambi. Il mio mister della prima Div. Giovani Dino Fiorella mi ha tranquillizzata molto anche a livello psicologico ed è stato molto comprensivo.

Parlaci un po' del campionato di Prima Divisione Giovani di cui fai parte

Questo è il secondo anno che giochiamo la Prima Divisione Giovani ed è il primo anno con Dino Fiiorella dopo essere state allenate per tanto tempo da Laura De Pinto. Come differenza ho notato che Laura ci aiutava più a livello psicologico avendo fatto forse il nostro stesso percorso, mentre Dino è più diretto, più “duro” se vogliamo ma anche molto disponibile quando ci vede un po’ giù. Devo dire sono due allenatori fantastici.

Lo scorso anno è andata meglio perché siamo arrivate al primo posto ma senza riuscire a superare i turni successivi per accedere in serie D. Quest’anno è stato un campionato più difficile in un girone a 6 squadre con 3 squadre nettamente più forti: Trani, Bisceglie ed Altamura. Noi siamo arrivate terze a meno due punti dalla capolista Altamura per una brutta sconfitta interna per 3 a 0 proprio con le murgiane dopo essere riuscite tuttavia nell’impresa di vincere a Bisceglie.

E' da poco terminato il campionato di serie B2 di cui tu hai fatto parte della rosa ma non hai avuto molto spazio anche per la tua giovane età. Ti aspettavi una Primadonna Collection al terzo posto?

Si vedeva sin dagli inizi che c’era la voglia di vincere il campionato, peccato davvero per le trasferte di Manfredonia e Ostuni che ci hanno tagliato le gambe. La mia difficoltà iniziale era la paura di sbagliare che mi ha bloccata per un bel pò. Tuttavia ricordo chiaramente il mio debutto nel campionato cadetto, il 2 febbraio 2008 con l’Aversa, in cui ero già più tranquilla. Devo dire che Rosa Ricci con Laura De Pinto mi hanno aiutato molto dandomi molti consigli, ho fatto addirittura un patto con Rosa:per ogni bagher sbagliato mi avrebbe dato uno schiaffo…anche se alla fine pur sbagliando è stata buona e non me ne ha dato neanche uno.

Pallavolisticamente parlando, dove vuole arrivare Anita Casalino?

Il mio primo obiettivo è crescere caratterialmente, aprirmi, riuscire ad essere più fredda nei momenti di difficoltà, senza farmi coinvolgere troppo emotivamente. Aspiro ovviamente ad arrivare in alto con costanza perché della pallavolo non  so fare a meno. Spero i risultati vengano da se con questi presupposti.

Parlaci dei tuoi progetti per il futuro ad iniziare dal prossimo campionato

Spero di poter essere ancora in prima squadra anche il prossimo anno per poter continuare a crescere. Ho notato che in solo un anno qualche differenza in positivo l’ho raggiunta e mi ritengo abbastanza soddisfatta, spero di non bruciare questa occasione e di continuare in meglio.

Per il resto proseguirò con gli studi che hanno bisogno di tanto sacrificio.

Infine vorrei ringraziare i due tecnici della prima squadra per l'enorme pazienza che hanno avuto nei miei riguardi e tutte le compagne della serie B2 per avermi aiutato in campo e fuori soprattutto Rosa Ricci e Laura De Pinto le mie terze e quarte allenatrici.

Saluto anche tutte le ragazze della Prima Divisione Giovani e il mister Dino Fiorella.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ANTONELLA CIVITA

 

 

(si ringrazia Nico Aurora per la gentile concessione della foto)

 

 

Prima della gara di Salerno abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonella Civita, la centrale numero 6 dell'Aquila Azzurra è al suo primo anno con la maglia della società di piazza Dante ma non nuova a Trani visto i due anni passati con l'Accademia dello Sport. Auguriamo ad Antonella un'ottimo campionato perchè oltre a meritarselo per ciò che fà in campo è da elogiare per le tante attività che svolge lontana dai campi di pallavolo.

 

Questa è la tua prima stagione nell’Aquila Azzurra, raccontaci a che età hai iniziato a giocare a pallavolo e le tue impressioni qui a Trani

Questo è il mio primo anno nell’Aquila Azzurra ma in passato ho giocato qui a Trani con la maglia dell’Accademia dello Sport in prima divisione. Ho iniziato a giocare a pallavolo all’età di 16 anni, relativamente tardi rispetto alle ragazzine di oggi ed ho iniziato nel settore giovanile dell’Andria Volley, la mia città. A 19 anni andai a giocare nell’Audax Andria, ricordo che vincemmo il campionato di prima divisione e salimmo in serie D. Destino volle che la società comprò i diritti di serie C quell’anno e, dopo un campionato fantastico, approdammo addirittura in B2. Nel giro di due anni passai dalla prima divisione alla serie B2 crescendo ed imparando tantissime cose in pochissimo tempo. Dopo la B2 per motivi di lavoro sono stata ferma per qualche anno e nel 2003/2004 ricominciai proprio da Trani, nell’Accademia come detto, per un paio di stagioni. Ho dei bei ricordi di questi 2 anni perché mi sono trovata bene sia nella squadra che col mister Beppe Laminafra. Nel 2005/2006 scelsi di giocare nella A.S.D. Barletta in serie D riuscendo a vincere il campionato e andare in C. La serie C, l’anno scorso la giocai con la magli a del Terlizzi e finalmente quest’anno in B2 con l’Aquila Azzurra, una tappa a cui tenevo molto perché, oltre a trovarmi bene qui a Trani, trovo ci sia un’ottima organizzazione e qualità nel lavoro che si fa, oltre che molta considerazione nelle giocatrici.

Cosa ti ha spinto a venire a giocare qui a Trani?

Innanzitutto la vicinanza alla mia città, in secondo luogo la stima per la società competitiva e con molta esperienza che gode di una buona nominata per le cose buone che ha fatto in questi anni. Mi ha spinto a venire qui a Trani anche la voglia di ritornare a giocare in B2 dopo un po’ di anni di serie D e C, la serie B2 è un campionato che rimpiangevo da tempo e qui ho deciso di rimettermi in discussione.

Ritorni in B2 dopo averci giocato con la maglia dell’Intissimo Andria qualche anno fa avendo come compagne di squadra, e che compagne, Isa Azzollini, Raffaella Balducci e Giusy Caterina. Hai trovato delle differenze sul livello del campionato di serie B a distanza di anni e come hai trovato le tue “nuove” compagne?

Beh, la prima differenza tra questi due campionati è averli vissuti in due società diverse con due allenatori diversi. Pino Filannino e Toni Chieppa hanno caratteristiche diverse rispetto ad Anna Grazia Matera ma tutti sono degli ottimi allenatori. Parlando della serie B2 vi posso dire che il livello è un po’ calato rispetto a qualche anno fa e sulle mie “nuove” compagne vi dico che sono identiche rispetto ai tempi di Andria, non sono cambiate affatto. Andavamo d’accordo prima e a maggior ragione adesso.

Dopo un inizio stagione in panchina pian piano hai iniziato a giocare prima in punta di piedi ed oggi con continuità rendendo meno amara l’assenza di Barbara Krambeck. Ti senti motivata dal calore del pubblico e della stima apertamente dichiarata dei due tecnici intorno a te?

Sono felicissima di giocare, ovviamente avrei preferito entrare per merito sul campo e non grazie all’infortunio di una mia compagna di squadra ma sono cose che nella pallavolo possono capitare. Certo, avrei voluto che specialmente in qualche partita mi fosse dato più spazio, ovviamente è un discorso in generale riferito a tutte le ragazze che quest’anno stanno giocando un po’ meno lavorando molto durante gli allenamenti.

Il pubblico certamente mi dà una spinta in più e motivazione durante la gara ma anche i consigli del mister sono importantissimi per me.

Per chi segue l’Aquila Azzurra da diversi anni certamente non ha potuto dimenticare altre due ragazze andriesi che hanno fatto la storia qui a Trani come Anna Grazia Matera e Lycia Romano. Vedi loro come due punti di riferimento o hai altre giocatrici a cui ti ispiri?

Anna Grazia Matera è il mio punto di riferimento perché sono cresciuta con lei prima giocandoci insieme e in seguito avendola come allenatrice. Con Lycia Romano non ho avuto modo di giocarci ne di vederla giocare anche perché lei ebbe un brutto infortunio ma ne ho sentito parlare molto bene.

Oltre a giocare a pallavolo cosa ti piace fare?

Pallavolo a parte sono la presidente di una associazione culturale ad Andria, la Tablinum. Organizziamo varie manifestazioni culturali come festival musicali giovanili e collaboriamo molto spesso con altri enti ed il comune di Andria per manifestazioni o eventi cittadini più importanti come ad esempio la Fiera d’Aprile ed il Festival Castel dei Mondi.

Parliamo un po’ del campionato. Guardando la classifica troviamo la Primadonna Collection Trani al secondo posto a meno 4 dalla capolista Valenzano, te lo aspettavi ad inizio stagione e che aspettative ti poni fino alla fine del campionato?

Si, me lo aspettavo di essere nelle prime posizioni già da settembre quando ho iniziato ad allenarmi con la squadra. Io spero di vincerlo questo campionato ed andare finalmente in B1 anche perché ogni squadra nell’arco di un campionato ha dei cali e quindi i giochi sono aperti.

L’Aspav Valenzano è riuscito ad imporsi sul difficilissimo campo dell’Orion Napoli, è proprio lei la squadra più accreditata al successo finale? O nello scontro diretto tutto può essere messo in discussione?

Il Valenzano sicuramente è una buona formazione, ma il campionato è tutto da giocare. Certo con noi, nella partita di andata, devo dare atto che si sono preparati molto bene studiando i minimi dettagli ma noi a Valenzano non abbiamo proprio giocato. Il nostro obiettivo è quello di impegnarci e giocare bene.

Guardando al futuro ti vedresti come allenatrice?

Come allenatrice no, l’ipotesi di allenare non la prendo proprio in considerazione perché ho una voglia matta di giocare ancora per qualche anno. 

Ci racconti i momenti più belli e meno belli della tua carriera?

Il ricordo più bello è certamente la vittoria del campionato di serie C con la maglia dell’Andria perché ero piccolissima e un anno prima giocavo ancora in prima divisione. Il momento meno bello è quando sono stata costretta a lasciare la pallavolo e sentivo dentro me come se mi mancasse qualcosa di importante.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON DORIANA BISCEGLIA

 

 

 

(si ringrazia Nico Aurora per la gentile concessione della foto)

 

 

Nel suo primo anno con la maglia della Primadonna Collection Trani abbiamo intervistato Doriana Bisceglia, la schiacciatrice di Mattinata  numero 1 timida soltanto fuori da un campo di gioco.  Anche se molto giovane ha maturato una buona esperienza e siamo certi abbia la stoffa per diventare una giocatrice che fà la differenza in campo.

 

Parlaci della tua carriera pallavolistica sino ad oggi

 

Ho esordito nel Mattinata, la mia città, con le giovanili e le rappresentative regionali all’età di 14 anni, in seguito ho proseguito giocando in prima divisione.  Dopo la prima rappresentativa regionale sono andata al Manfredonia in serie C disputando il primo anno i play out riuscendoci a salvare e il secondo anno i play off. In quell’anno vincemmo anche i campionati regionali under 18.

Di pari passo in estate ho partecipato ai campionati italiani giovanili di beach volley piazzandomi anche al terzo posto in coppia con Luciana La Torre che gioca tuttora al Manfredonia.

 

Di cosa ti occupi  quando non giochi a pallavolo?

 

Studio, mi piace leggere, ascoltare musica e vedere film.

 

Sappiamo che in estate giochi a beach volley a livello agonistico, come mai questa passione e che differenze ci sono rispetto alla indoor?

 

La differenza sostanziale è che nel beach si gioca in 2 e quindi è importantissimo il feeling che si và ad instaurare con la compagna di gioco.Io e Luciana tecnicamente ci compensiamo molto bene e grazie a questa disciplina posso dire di essere cresciuta molto insieme a lei. Un’altra differenza è che il beach volley è molto più faticoso rispetto all’indoor e di conseguenza richiede una più adeguata preparazione fisica. Se mi chiedi a che disciplina sono più affezionata ti rispondo il beach, tant’è vero che avrei preferito intraprendere la carriera di giocatrice di beach volley ma non essendoci tante strutture in Italia che si occupano del settore,ho deciso di continuare da dove ero partita.

 

Come ti trovi qui a Trani dopo i tuoi primi 5 mesi?

 

A Trani mi trovo bene, ho instaurato un buon rapporto con le mie compagne di squadra anche se essendo un po’ timida non sono riuscita ancora ad aprirmi con tutte. Sono rimasta veramente sorpresa dall’affetto e dall’appoggio di tutti coloro che direttamente o indirettamente vengono a contatto con noi.

 

Dove vuole arrivare Doriana Bisceglia guardando al futuro in questo sport?

 

Mi piacerebbe fare tante promozioni di fila fino alla serie A,vi sembrerò un po’ troppo ambiziosa,ma sono consapevole che affinchè quest’utopia diventi realtà,dobbiamo lavorare e migliorare ancora tanto,senza perdere mai la speranza. La giocatrice a cui mi ispiro è Dora Sollo (Aversa B1),che l’anno scorso ho avuto il piacere di vedere giocare,una ragazza piccolina,ma con una grinta e determinazione davvero invidiabili.

 

Lo scorso anno hai giocato nello Spes Matera in B1, che differenza hai trovato tra la B1 appunto e il campionato di quest’anno di B2?

 

Si, lo scorso anno ho militato nel Matera ma purtroppo ho dovuto fare molta panchina. La differenza sostanziale tra la B1 e la B2 di oggi è il ritmo di allenamento settimanale e un ritmo di gioco più veloce,ma penso che una buona giocatrice di B2 possa tranquillamente fare la differenza anche in B1.

 

Dopo aver affrontato tutte le squadre del girone di andata che impressione hai avuto sulle nostre avversarie? Qual’è la squadra e la giocatrice che più ti hanno impressionato?

 

Non c’è, secondo me, una differenza abissale tra la prima in classifica e l’ultima,e sicuramente le squadre che mirano alla salvezza sono molto competitive e,man mano lo diventeranno sempre di più.Non posso dire neanche che ci sia una squadra che mi ha impressionato particolarmente,una marcia in più su cui può contare il Valenzano è sicuramente quella di avere in panchina,praticamente un’altro sestetto titolare,ma d’altro canto loro non hanno le nostre stesse individualità.

Le giocatrici più forti e complete del campionato sono secondo me Alessandra Piccione dell’Ostuni e Maria Grazia Sforza del Napoli.

 

Chi secondo te ha più chance di salire in B1 quest’anno?

 

Iniziamo col dire che questo è un campionato apertissimo,e la squadra che se lo aggiudicherà sarà quella che saprà tener testa a tutte le squadre,mantenendo lucidità,forma fisica e voglia di vincere fino alla fine.

 

Volevo ringraziare, infine, il presidente Chieppa e tutta la società che quest’anno hanno voluto scommettere su di me, io ce la sto mettendo tutta e spero di essere il più possibile di aiuto a questa squadra.

 

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON GIUSY CATERINA

 

 

(si ringrazia Nico Aurora per la gentile concessione della foto)

 

 

 

Come di consueto ogni anno abbiamo il piacere di intervistare i nuovi acquisti dell'Aquila Azzurra Trani e quest'anno abbiamo iniziato con il numero 9 della Primadonna, la schiacciatrice Giusy Caterina, un'atleta molto famosa nell'ambiente di cui se ne parla da tempo molto bene è finalmente arrivata a Trani e con enorme piacere qualche giorno fà l'abbiamo incontrata e abbiamo fatto una piacevole chiacchierata. Cogliamo l'occasione per ringraziarla e di augurargli di continuare a vincere con la maglia biancazzurra.

 

 

Prima di giungere a Trani avevi già fatto parlare di te nell'ambiente quindi iniziamo col chiederti di raccontarci un po' la tua carriera pallavolistica

 

 Ho iniziato all'età di 17 anni, quindi non giovanissima, in prima divisione a Corato, la mia città.

Col passare del tempo sono approdata nell'Intissimo Andria in serie B2 allenata da Anna Grazia Matera e sono rimasta ad Andria ben 5 anni arrivando a conquistare la serie B1. Giocando ad Andria ho conosciuto giocatrici che ho poi ritrovato proprio quet'anno nel Trani come Raffaella Balducci, Isa Azzollini e Antonella Civita.

Dopo la parentesi di Andria sono stata in altre squadre in Puglia, Campania e Calabria per circa sei anni sempre in serie B.

Lo scorso anno ho giocato nel Mercato San Severino vincendo il campionato di B2 e arrivando in B1.

 

 Un palmares di tutto rispetto quindi che evidenzia le tue qualità  minimo da B1. Come mai però non hai continuato la tua avventura al Mercato San Severino potendo giocare in B1 e sei arrivata nell'Aquila Azzurra che milita in un campionato inferiore?

 

Per almeno un paio di motivi: il primo è che volevo avvicinarmi a casa e fare trasferte più vicine per restare più in famiglia e il secondo motivo che mi ha spinto a venire a giocare a Trani è stato un mix di cose inizando dalla società che mi è sempre piaciuta così come il calore del pubblico. Mi piaceva tutto l'ambiente insomma.

 

Che differenze hai trovato qui a Trani rispetto ad altri club in cui hai giocato?

 

Bene o male nessuna differenza rilevante.

 

Che c'è oltre la pallavolo nella tua vita?

 

C'è la mia famiglia e mio marito che gioca a sua volta a pallavolo ad Andria (Fabio Spescha, opposto Agrinatura Manzoni Sport serie C N.d.r.)

 

Quali sono i tuoi hobbies?

 

Beh, veramente ne ho tanti come uscire, giocare con le mie nipotine ma anche seguire altri sport che ho anche praticato in passato come il pattinaggio, il basket la ginnastica artistica, l'equitazione....devo dire che vengo anche da una famiglia amante dello sport in generale tant'è vero che anche mio fratello gioca a basket.

 

Qual'è il ricordo più bello che c'hai in tanti anni di carriera e quello che vorresti dimenticare?

 

Il mio ricordo più bello è senza dubbio la gara tra Intissimo Andria e Salerno il primo anno in B1 in cui riuscimmo a vincere a Salerno per 3 a 1 una partita memorabile, ricordi brutti invece non ne ho.

 

Parlando del campionato più vicino a noi che vede una Primadonna Aquila Azzurra al secondo posto in classifica, ti senti di dare un pronostico sul campionato?

 

Pronostici non ne dò, è indubbio che squadre come il Trani, il Salerno che abbiamo affrontato recentemente e l'Orion Napoli sono molto vicine e lotteranno per le primissime posizioni. Se mi chiedi che spero ti dirò che vedo l'Aquila Azzurra nelle primissime posizioni e che cercheremo di arrivare al primo posto.

 

 

Ringraziamo Giusy Caterina per la disponibilità e le auguriamo un campionto al vertice ricco di soddisfazioni personali e di squadra.

 

 

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ISA AZZOLLINI

 

 

Dopo tanti anni abbiamo avuto il grande piacere di intervistare Isa Azzollini, bandiera dell'Aquila Azzurra oltre che giocatrice storica con un passato in serie A1 e capitano biancazzurro in A2. Dopo diversi anni è tornata a Trani vincendo la Coppa Puglia e con una promozione in B2 all'attivo sempre a grandissimi livelli. La nostra speranza è che possa ancora calcare i campi di gioco il prossimo campionato perchè con la sua esperienza e serietà può dare ancora molto a tutto l'ambiente e soddisfazioni a noi tifosi immaginadola già con un futuro da allenatrice.

Oggi dire Isa Azzollini significa dire Aquila Azzurra Trani, una storia lunga 18 anni con la maglia biancazzurra cucita addosso. Ti senti il punto di riferimento di questa società?

Beh, mi piacerebbe sentirmi il punto di riferimento. In realtà in tanti anni ci sono state tante ragazze più forti di me. E’ vero, con la maglia del Trani  ho disputato tanti campionati e posso dire di essere stata sempre abbastanza costante e non è stato difficile passare tutto questo tempo in questa società perché è composta da persone semplici che mi somigliano, quindi adattarmi per me è stato facile.

Ripercorriamo un po’ la tua carriera: debutti in C1 nella volley Molfetta nel 1986 a 15 anni e dopo 4 anni a soli 19 anni approdi nell’Aquila Azzurra in serie A2….continua tu…

Si è vero, ho iniziato a Molfetta in serie C1 allenata da Corrado Minervini, il mio primo mister. Sono stata per 4 anni vincendo anche nell’ultima stagione il campionato e approdando in serieB2. In realtà l’Aquila Azzurra mi voleva anche prima ma, non essendo maggiorenne e non avendo l’auto per arrivare a Trani ad allenarmi, fui costretta ad attendere la maggiore età. Il primo anno in A2 fui allenata da Roberto Brattoli e feci molta panchina contendendomi il posto con Anna Ferrante, solitamente Roberto mi faceva entrare al tredicesimo punto (con l’allora set a 15) per ricevere e non dovevo sbagliare. Ricordo che quell’anno in squadra arrivò anche la prima straniera: l’americana Tracy Clark. In tanti anni ho ricoperto svariati ruoli, il mister mi impiegava per ricezione e difesa ma alla fine ero considerata il jolly della squadra ricoprendo più ruoli e diventando universale.

Dopo 6 anni di Aquila Azzurra in serie A2 e A1 approdai all’Acmei Bari in B1 ancora allenata da Roberto Brattoli con un altro ex Trani: Nicola Capocasale.

Dopo l’anno a Bari andai alla Sidis Lanciano allenata da Daniele Litterio, un gran personaggio, e rimasi per due anni in B1. Ho un bel ricordo di Lanciano, una gran bella esperienza in una società molto attenta ad investire molto sui provini di giovani giocatrici.

Dopo Lanciano sono ritornata in puglia ad Andria in B2, una società con grandi ambizioni allenata da Anna Grazia Matera e li ricoprivo i ruoli in posto 4 e posto 2. Ricordo tra le altre ragazze Elisabetta Cestino (oggi al Molfetta di B2), Eva Ceccatelli, Raffaella Calducci, Rosalba di Corato, Giusy Caterina, Antonella Civita insomma molte ragazze che poi ho rincontrato qui a Trani. Vincemmo subito il campionato di B2 approdando in B1. L’anno seguente la società costruì un vero squadrone inserendo nell’organico gente come la Micheletto e la Felicetti. Arrivammo ad un passo dai play off già al primo anno sfiorando la A2 e poi per vari motivi a fine anno la società fu costretta a sciogliersi. Sempre quell’anno mi sposai e a febbraio 2002 ricomincia ad allenarmi con l’Aquila Azzurra.

Se noi ti diciamo 10 Aprile 1994 tu cosa ci rispondi?

Il giorno che siamo approdati in serie A1. Bellissimo….mi ricordo tanti pianti…..Ricordo molto bene l’ultima partita in casa col Bari, venivamo già dalla vittoria col Firenze che ci permise di vincere il campionato ma eravamo anche reduci dalla sconfitta di Messina quindi ci tenevamo a finire in casa con una bella vittoria e così fù…ci fù una gran festa…

Gli anni della serie A, per chi gli ha vissuti, sono ricordi indelebili che non sbiadiscono col tempo. Descrivici qualche partita di A1 o A2 che ti è rimasta impressa e che ricordi volentieri

Come detto, ricordo molto bene la partita col Bari l’anno che salimmo in A1. Brattoli mi fece entrare e con le mie ultime due schiacciate vincemmo la partita. In quegli anni ci furono tante belle partite, certamente non posso dimenticarmi la partita col Matera in A1 in casa con tantissimo pubblico e con le tifoserie gemellate.

Raccontaci che rapporto avevi con le ex compagne di serie A e se continui ancora a sentirti con qualcuna

Con Rosa Ricci mi vedo tutt’ora giocando ancora insieme a Trani, ricordo che quando la ritrovai a distanza di anni sembrava che ci fossimo lasciate ieri. Ho avuto difficoltà a sentirmi con le altre ragazze di altre regioni, oggi certo con i cellulari e le e-mail è più facile ma qualche anno fa non era proprio così. Capita che mi vedo spesso con Paola Capuano, Ida Taurisano, Teresa Leo, tutte ragazze pugliesi insomma.

All’età di 24 anni diventi il capitano dell’Andra Lingerie Trani in A2 e il 14 aprile 1996 nello spareggio salvezza in casa con il Castellana conquisti il punto della vittoria al tie-breack riuscendo a murare l’ultimo assalto ospite. Descrivici che emozione hai provato in quell’istante e dopo una settimana a Vicenza nell’ultima gara di campionato vinta  e con la salvezza conquistata in extremis

Wow che memoria! In realtà non è che mi ricordo proprio questo particolare ma se lo dici tu ci credo….scherzi a parte non ho un buon ricordo dell’ultima serie A2 rispetto magari a voi tifosi. Una brutta esperienza per le varie sconfitte e con vari problemi anche di spogliatoio. Mi ricordo molto bene però di qualche giocatrice come Norma Ruggiero, una grande. La rincontrai in Sardegna quando militavo nel Lanciano, una gran bella persona.

Qual è stato il tuo rapporto con i vari mister che si sono susseguiti nel tempo?

Sono nata come palleggiatrice grazie al mio primo mister Corrado Minervini di Molfetta. Con gli anni Roberto Brattoli si può dire mi abbia cresciuta e mi ha fatto vedere com’era la pallavolo seria, con lui ho imparato tutti i fondamentali. Per me Roberto era una garanzia e con lui ho ottenuto i migliori risultati.

A Lanciano sono stata allenata da Daniele Litterio, con lui non mi sono mai scontrata anche avendo idee diverse. Ricordo che non concepiva come potessi prendere in ricezione tutte le palle che mi tirava riuscendo a capire il punto esatto dove sarebbe caduta la palla. Una volta addirittura mi fece allenare con la sola luce delle lampade di emergenza ma riuscii sempre a ricevere grazie agli insegnamenti di Brattoli: la ricezione è soltanto un fatto mentale e di concentrazione.

Toni Chieppa si può dire abbia seguito le orme di Brattoli visto che è stato per diversi anni suo secondo.

Cosa ti ha spinto a ritornare a giocare a Trani in serie C dopo 6 anni e rimetterti in discussione? E come fai a conciliare la tua vita sportiva con quella di mamma?

Dopo l’esperienza di Andria e dopo essermi sposata sentivo il bisogno di ritornare a calcare il campo da gioco. Spinta da Emilio (il marito ndr) sapendo che a Trani c’era una squadra che stava giocando in serie C decisi di tornare visto le belle esperienza trascorse. Per quanto riguarda il conciliare la vita sportiva con la mamma ti rispondo con una battuta dicendoti che il vero problema non è mio figlio ma mio marito….

Qual è il ricordo più bello come atleta nell’Aquila Azzurra?

Il ricordo più bello della serie A è semplicemente di come viveva la città in quegli anni per la pallavolo. Non c’era bar, locale o negozio senza un poster o un calendario della squadra e noi atlete venivamo letteralmente fermate per la strada, bellissimo.

Lo scorso anno, dopo svariati anni di Aquila Azzurra, la nostra tifoseria ti ha consegnato il Premio alla carriera, un giusto tributo ad una grande atleta che per anni ha onorato questa maglia. Commenti ed emozioni.

In tanti anni ho ricevuto molti premi e riconoscimenti sia dal mondo della pallavolo che dall’atletica ma ricevere un premio da voi tifosi è stata una grande emozione……mi ha fatto molto piacere e lo custodisco gelosamente

Parliamo dell’ultimo campionato di B2, un ottimo piazzamento o un gran rammarico visto che siamo riusciti a battere le prime due della classe approdate poi in B1?

Certamente è stata persa una grande occasione. Quest’anno la stagione è stata caratterizzata da molti alti e bassi dovuti in molti frangenti da incertezza ed insicurezza da parte di tutti, abbiamo gestito male l’approccio di qualche gara. Peccato, ci siamo fatti sfuggire una buona opportunità perché la squadra per vincere il campionato sulla carta l’avevamo noi. Secondo me è mancato anche un po’ il gruppo in alcuni momenti chiave, un aspetto molto importante che alla lunga ha pesato.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e che consigli ti senti di dare ai giovani pallavolisti che si affacciano a questo sport?

L’esperienza che ho fatto io vorrei che la provassero anche gli altri per ciò che mi ha dato la pallavolo. Questo sport ti insegna l’educazione, il rispetto delle regole anche se bisogna fare i conti anche con i momenti brutti, utili anche questi per farti crescere. Progetti per il futuro? Certamente continuare a fare la mamma ma mi piacerebbe molto anche allenare (lavoro permettendo), il pensiero di continuare a stare su un campo da gioco ed allenarmi anche dopo aver smesso mi alletta.

Nella tua lunga carriera sportiva qual è la giocatrice con quale avresti voluto giocare o che ammiri di più?

Ho avuto l’onore di giocarci insieme: è Mirela Sesti, l’ex centrale dell’Aquila Azzurra in A1 e A2. Aveva ed ha una muscolatura che non potete immaginare anche grazie al preparatore atletico del tempo Savino Liso e a me piaceva tantissimo. Ricordo il ritiro e la preparazione atletica negli anni della serie A a Madonna di Campiglio in piena estate…potete immaginare che tempi!

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 STAGIONE SPORTIVA 2006/2007 (SERIE B2 GIR. G)

 

LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON BARBARA KRAMBECK

 

 

Quali sono stati i motivi o le scelte che ti hanno portata dopo un anno molto buono nell’Ostuni (B2 gir. G) all’Aquila Azzurra Trani?

Dopo aver raggiunto la promozione in serie B1 con l’Ostuni, ho scelto di venire a giocare a Trani perché mio marito Paolo che gioca a basket doveva trasferirsi a Corato per giocare lì. Anche il mio ex allenatore Solombrino mi ha consigliato di venire qui e alla fine tra le due proposte che ho ricevuto dal Trani e dal Valenzano ho deciso di venire a Trani anche perché sapevo di trovare un clima familiare e altre giocatrici che come me sono mamme e possono capire certe esigenze. Per me tutto questo è stato fondamentale.

Puoi raccontarci un po’ la tua carriera pallavolistica?

Ho iniziato a giocare all’età di 9 anni a Rio De Janeiro nel Flamenco. All’età di 17 anni ho vinto una borsa di studio in un’Accademia Universitaria negli Stati Uniti dove mi sono potuta laureare e nel frattempo giocare a pallavolo. Sono rimasta lì fino al 1998. Nel 2000 mio marito ha avuto la cittadinanza italiana e quindi la possibilità di giocare a basket nel vostro paese e siamo venuti in Italia. Dal 2002 ci siamo spostati prima a Trapani, poi a Brindisi dove ho iniziato ad allenarmi nella formazione di B1 senza mai poter giocare e dove ho conosciuto anche Ida Taurisano, infine ad Ostuni nel momento in cui una nuova normativa mi permetteva di poter giocare. Lo scorso campionato per me è stato il primo dopo una lunghissima assenza, non avrei mai e poi mai potuto immaginare di poter ritornare a giocare a pallavolo.

Conoscevi Trani prima di venirci a giocare e come ti trovi?

Qui mi trovo benissimo, come detto l’ambiente ed il clima è quello giusto per conciliare un po’ tutte le cose per me. A differenza di Ostuni dove lo scorso anno più di una ragazza era nuova, qui ho trovato uno spogliatoio già affiatato e sia per me che per altre nuove ragazze è stato più facile adattarci. Con Rosa e Raffaella (Balducci) ho legato moltissimo, ora si tratta di adattarmi al meglio al gioco della palleggiatrice visto che è nettamente diverso dalla mia ex compagna e trovare la giusta formula chimica per fare un ottimo campionato.

Dopo “il mito” Mirela Sesti un’altra brasiliana al Trani nel suo ruolo, raccontaci un po’ se hai mai avuto l’occasione di conoscerla personalmente e che cosa provi a giocare nel ruolo che è stato suo

Ho conosciuto Mirela giovanissima in Brasile, avevo circa 12 anni e lei una ventina. Mi ricordo pochissimo ma già da allora era molto forte e famosa. L’ho rincontrata pochi anni fa quando giocava nel Palermo e venne a Brindisi per una partita. Lei si ricordò di me e ci salutammo con affetto. Purtoppo non ho avuto modo di vederla giocare qui in Italia in campionato e seguirla bene perché appunto ho ricominciato a giocare a pallavolo da pochissimo tempo.

A Trani hai preso il posto da centrale lasciato vuoto da Rossella Mastrototaro, una bandiera per la nostra tifoseria. Cosa ti senti di dire a Rossella e a noi tifosi?

Purtoppo non ricordo molto bene Rossella. Lo scorso anno quando il Trani venne ad Ostuni ricordo che un po’ tutta la squadra non giocò molto bene e vincemmo nettamente per 3 a 0. Nella gara di ritorno Rosella saltò quella partita per un infortunio quindi non mi sento in grado di dare giudizi. Spero soltanto di fare bene.

Che differenza c’è tra la pallavolo italiana e quella brasiliana?

E’ difficile giudicare due scuole molto forti di pallavolo quando manchi dal giro per parecchi anni. Sia l’Italia che il Brasile sono due nazioni che vantano una storia pallavolistica molto forte, basta vedere i risultati di entrambe le nazionali per avere un’idea. La crescita di un talento secondo me la fanno i vivai e come le società allenano da piccolissime le ragazzine, cioè la base di ogni singola giocatrice. Io ai miei tempi in Brasile già a 12 anni facevo 3 ore di allenamento al giorno tutti i giorni, un allenamento molto duro ma che dà i suoi frutti. Poi il resto la fa la passione che una persona porta dentro di se.

Quali sono i tuoi hobby?

Sono una ragazza tranquilla, quando posso resto a casa con mio marito e mio figlio. Mi piace la cucina italiana, specialmente la pizza!

Come riesci a conciliare i tuoi impegni pallavolistici con il tuo bimbo?

Vivo a Corato ed effettivamente con due genitori atleti è un po’ difficile trovare i tempi giusti. Per fortuna mio figlio è un bambino tranquillo e soltanto per 2/3 ore la settimana lo affidiamo ad una brava ragazza, per il resto si è già abituato a questo stile di vita senza problemi.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione e quelli futuri

Certamente di fare un campionato tranquillo. La società ha come obiettivo la salvezza, ma per me dire che puntiamo a salvarci è come dire che siamo scarse rispetto ad altre formazioni cosa che per me non è per nulla vero. Oltre a Rosa Ricci e Raffalella Balducci abbiamo una buona squadra con le sorelle Milillo, il capitano De Pinto e un’ottimo libero Marianna Del Rosso. Manca ancora, a mio avviso, un po’ di ricezione. Se riusciamo a migliorare questo fondamentale riusciremo ad attaccare meglio. Secondo me puntiamo da metà classifica in su…ricordo che anche lo scorso anno ad Ostuni siamo partiti per salvarci e alla fine siamo arrivate in B1 passando dai play off…

Qual è la squadra che temi di più quest’anno?

Nessuna in particolar modo. In generale si devono temere di più le squadre sulla carta meno forti perché in quelle partite hai tutto da perdere, mentre giocarsela contro squadre più forti come Pontecagnano o Mercato San Severino non avendo nulla da perdere, si finisce quasi sempre per giocar bene.

Qual è il tuo mito sportivo?

La giocatrice di pallavolo brasiliana Virna Dias, trovo che sia davvero molto forte.

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 STAGIONE SPORTIVA 2005/2006 (SERIE B2 GIR. G)

 

 

LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ROSA RICCI

 

 

Alla vigilia della partita tra Montescaglioso - Trani abbiamo avuto il grande piacere di fare qualche domanda a Rosa Ricci, grande palleggiatrice ai tempi della serie A e oggi ancor più grande nel ritornare nella città che più l'ha amata a ricoprire lo stesso ruolo di regista:

Dal nostro invito lo scorso anno in serie C per la partita spareggio tra Trani e Valenzano ne è passata di acqua sotto ai ponti, quali sono state le emozioni di quella serata

L'emozione di ritornare a Trani in quel palazzetto pieno è stata grande, mi sono trovata un po' spaesata a dir la verità tra tutta quella gente ma sono stata felicissima nel ritrovare Isa Azzollini con cui abbiamo parlato per tutta la partita

Che effetto fà quindi ritornare dopo più di 10 anni a Trani? Trovi qualcosa di cambiato o è rimasto tuttocome allora?

Tornare a Trani per me, come dicevo, è sempre una grande emozione. Ricordo molto bene il mio ritorno a Trani con la casacca della Sodeca Bari in qualche partita di campionato di A2 (si giocò a Trani per impraticabilità del palazzetto di Bari n.d.r.), fui molto emozionata e felice nel rivedere dopo qualche anno l'ambiente "Aquila Azzurra" pur giocando con un'altra squadra.

Laura de Pinto in una nostra precedente intervista ha speso parole di elogio per te sia a carattere umano che tecnico, le cronache sui giornali ti esaltano così come noi tifosi: cosa senti di poter dare a questa piazza che tanto ti ama e che obiettivi ti prefiggi per questa stagione?

Innanzitutto ringrazio Laura per le belle parole che ha detto su di me. Io in questa squadra mi sento un po' come la "nonna" che da consigli. Obiettivi...beh io sono sempre stata del parere che si scende sempre in campo con determinazione e che ogni partita abbia una storia a se. Non importa se è una partita tra amici o contro la prima in classifica, bisogna sempre giocarsela fino all'ultimo e poi vinca il migliore. E' questa la mentalità giusta. Quest'anno l'obiettivo della società è la salvezza, ma per me bisogna sempre puntare a fare di più come ad esempio ad arrivare nella zona play off. Bisogna sempre vedere oltre e migliorarsi sempre...Sò che la gente si aspetta sempre il massimo da me ecco perchè il mio impegno deve essere doppio e comunque anche in serie B non si smette mai di imparare...

Guarda, è proprio questo che ci piace di te, la professionalità che ci metti in quello che fai. E poi se tutte le nonne fossero come te... La scelta di Tornare a giocare a Trani è stata una scelta di "cuore", come te anche Isa Azzollini qualche stagione fà ha fatto il grande ritorno con ottimi risultati

 Ho fatto la scelta di tornare a Trani per restare più vicino a Paolo (suo figlio n.d.r.), anche se non vi nascondo di aver ricevuto proposte anche dalla Tradeco Lines Altamura (di serie A2) per giocare ancora in serie A ma alla fine ho scelto Trani sia per la mia famiglia, come detto, e anche perchè sapevo che avrei trovato un'ambiente ed una società ottima che anche nei momenti di difficoltà non mi ha mai lasciata sola e mi è stata vicina.

In tanti anni di pallavolo tra Trani - Bari- Altamura e Matera c'è un campo o una tifoseria che ti piacerebbe rincontrare?

Senza ombra di dubbio dove mi sono trovata meglio è proprio Trani, al secondo posto ci metterei Matera. Mentre Altamura è un posto con una tifoseria un po' particolare...a Bari poi non ci ritornerei...

Un ultimo commento alla nostra tifoseria invece...

Beh, ovviamente dalla seria A si è un po' ridimensionata ma sono felicissima di vedere ancora che siete sempre presenti e ancor di più sono felice di sentire come i piccoli tifosi che mi hanno vista in serie A qualche anno fà mi ricordano ancora e oggi continuano a sostenere L'Aquila Azzurra. Per noi ovviamente siete molto importanti.

Un ringraziamento particolare a Rosa per la sua grande disponibilità, le auguriamo davvero il meglio sia per la sua vita privata che per la sua "nuova" avventura con la maglia del Trani.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ROSSELLA DI BARI

 

A quanti anni hai incominciato a giocare?

Ho iniziato a giocare all’età di 7 anni, si può dire quasi per caso. Nella mia scuola elementare compilai un questionario dell’Aquila Azzurra Trani e addirittura alla domanda “che sport ti piacerebbe fare” scrissi tennis! Da lì fui chiamata comunque dall’Aquila Azzurra per sostenere un provino per la mia altezza che a quella età era superiore alla media e da lì iniziai prima nel mini volley allenata proprio da Toni Chieppa, poi le varie under 13, 14, 18 sino alla B2 attuale.

Mi ricordo che i primi anni ci allenavamo nella palestra delle suore Ventura e poi alla Baldassarre e iniziai non come alzatrice ma come laterale. Poi in un campionato di serie D presi il posto dell’alzatrice infortunata e da allora sono rimasta in quel ruolo.

Oltre all’Aquila Azzurra hai giocato in qualche altra società?

No

Che altro fai nella vita oltre a giocare a pallavolo?

Studio Fisioterapia. Lo scorso anno giocato da titolare ho avuto poco tempo per dedicarmi al meglio allo studio, mentre quest’anno, visto che sono la seconda palleggiatrice dopo Rosa, ho più tempo per studiare

Quali sono i tuoi hobby?

Viaggiare e fare shopping

Cosa hai provato quando la società vi ha comunicato che sarebbe ritornata Rosa Ricci a Trani?

Per me è stata una grandissima emozione, quasi non ci credevo! Dovete sapere che Rosa è sempre stata il mio idolo sin da piccolissima, ho sempre indossato la maglia numero 3 in suo onore e stravedevo per lei. Il giorno che tornò a Trani dopo tanto tempo, lo scorso campionato nella partita primato Trani-Valenzano, ero davvero nervosa anche se concentrata per la partita. Quando andai in battuta e la vidi non capì più niente e sono state le mie compagne di squadra della panchina a farmi mantenere la calma e la lucidità. Certamente chiunque di noi la domenica vuole giocare e ho subito capito che per me non ci sarebbe stato molto spazio quest’anno ma da Rosa stò imparando moltissimo, soprattutto in ricezione, e mi sarà molto utile per il futuro.

In questi anni si sono alternate, oltre a te, anche altre palleggiatrici come Manu Martulli e Rosa Ricci appunto, cosa hai imparato da entrambe?

Da Manu spero niente. Caratterialmente siamo differenti. Lei in campo è molto severa, quando qualcuno sbaglia la rimprovera perché vuole che certi errori non si ripetano ma io la penso diversamente. La pallagiatrice deve cercare di dare equilibrio all’intera squadra e anche se sa che l’alzata era perfetta e l’attacco è stato sbagliato deve sempre motivare e incoraggiare chi ha sbagliato altrimenti tutta la squadra ne risente.

Da Rosa invece, come ridicevo prima, stò imparando moltissimo, soprattutto in difesa e in tutti i fondamentali in generale.

Che differenza trovi che ci sia tra la passata B2 e quella di quest’anno che vi vede ai vertici?

Secondo me la vera differenza la stà facendolo lo spogliatoio. Due anni fa ci furono dei problemi proprio su questo punto, problemi ormai risolti. Poi non conoscevamo bene la serie B2 e il livello tecnico a differenza di quest’anno.

Qual è il tuo più bel ricordo che hai in tutti questi anni e il meno bello?

Il più bello sicuramente la convocazione per le selezioni provinciali e regionali per due anni di fila a 14 e 15 anni, sono ricordi che non si dimenticano. Le finali le giocammo a Castellana e mi ricordo che vincemmo il torneo provinciale ed io ero il capitano. Proprio lì conobbi Liviana Milillo.

Un altro bel ricordo è anche la promozione in B2 dello scorso anno. Mentre il ricordo meno bello è legato alla finale under 18 contro Il Noci, giocato proprio a Trani al Tensostatico 2 anni fa.

Qual è il campo o la squadra che vorresti rincontrare? E qual è,al contrario, il campo che eviteresti di andarci volentieri?

Beh,giocherei ancora col Valenzano perché è sempre uno spettacolo, sia in campo che fuori con le tifoserie gemellate. Una squadra che eviterei di giocarci è il Lynx Bari, lo scorso anno giocammo a Triggiano in una palestra scolastica e vincemmo per 3 a 2 e ci fu una discussione con la squadra di casa per via delle docce ed altro...

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ROSSELLA MASTROTOTARO

 

 

A che anno hai iniziato a giocare a pallavolo e in che società hai cominciato a muovere i primi passi?

Ho iniziato a giocare a pallavolo nel settembre del 1990 all’età di 9 anni per pura casualità. Sin da 6 anni ho iniziato a praticare sport come nuoto, basket, pattinaggio ma nell’estate del 1990 mi avvicinai alla pallavolo grazie ad un corso gratuito estivo che organizzò l’Aquila Azzurra Trani e fui “scoperta” proprio da Gino Melodia, un allenatore di Altamura che all’epoca curava il centro CAS di Trani e che mi scelse per entrare nella rosa. Di quel gruppo ricordo che facevano parte anche Angela Palmiotto e Teresa Di Clemente. Ricordo con piacere che più avanti negli anni nel 1996 fui convocata in panchina in serie A2 per le gare casalinghe mentre contemporaneamente giocavo in serie D allenata da Franco Marzocca. Quell’anno fù bellissimo sia perché ebbi la fortuna di assaporare la serie A e anche perché vincemmo il campionato e salimmo in serie C.

Oltre all’Aquila Azzurra in che altre società hai militato?

Ho avuto soltanto un’esperienza oltre Trani, quella di Margherita alla New Team nella stagione 2000/2001, l’anno seguente alla retrocessione dell’Aquila Azzurra in serie D. La società mi propose di fare quest’esperienza anche perché sulla panchina del Margherita sedeva Pino Filannino (ex Aquila Azzurra ndr). Ho un bel ricordo di quell’anno, le ragazze e la società mi accolsero bene e facemmo un bel campionato al vertice. Ricordo che arrivammo terze con l’Amatori Bari che vinse il campionato e purtroppo non avemmo l’opportunità di fare i play off destinati soltanto alla seconda classificata. Se fossimo salite in serie B2 quasi sicuramente sarei rimasta lì, invece il destino mi ha riportato l’anno seguente a Trani a riaffrontare nuovamente un campionato di C con il ritorno immediato in quella serie dopo un anno di purgatorio in D.

Oltre la pallavolo che, pensiamo occupa un posto importante nella tua vita, di che altro ti occupi nel tempo libero o per professione?

Sono molto occupata per via del mio lavoro, faccio parte della cooperativa Prometeo di Trani e stò lavorando come educatrice di ragazzi diversamente abili alla scuola media Baldassarre e contemporaneamente porto avanti altri progetti sempre nel sociale in collaborazione con la Coop. Etnie di Bisceglie e la Caritas della nostra diocesi come ad esempio il progetto Sossa che mi vede consulente legale per l’orientamento dei detenuti extracomunitari sia nel carcere femminile che maschile di Trani. Non vi nascondo che con molto orgoglio io con altri soci abbiamo fondato anche una cooperativa tutta nostra.

Abbiamo letto su qualche articolo pubblicato che il tuo mito sportivo è Mirela Sesti, l’indimenticata centrale dell’Aquila Azzurra al tempo della serie A. Spiegaci un po’ il perché e cosa ti ricordi di quegli anni fantastici

Il tutto è nato da una cena che facemmo qualche anno fa con degli amici e tra questi c’era anche Nico Aurora che mi domandò che giocatrice mi piaceva in serie A e io risposi Mirela Sesti. Da ragazzina vedevo fare la 9 da due campionesse come Rosa Ricci e Mirela Sesti e oggi il destino ha voluto che al posto della Sesti ci sono io a fare la centrale sempre con Rosa al mio fianco e per me è un grandissimo onore ricoprire quel ruolo che è stato di Mirela.

Descrivici un po’ i tuoi pregi e difetti

Beh, da buon Leone sono testarda e logorroica ma anche ottimista, solare ed onesta con tutti. Sono anche molto orgogliosa di tutto ciò che faccio e delle cose in cui ci metto tutta me stessa.

Progetti per il futuro a breve e lungo termine?

Certamente continuare a giocare a pallavolo, lavorare per quello che ho studiato e continuare ancora a studiare perché non mi sento per niente arrivata e, infine, quando economicamente potrò farlo sposarmi.

In tutti questi anni, chi maggiormente ti è stata vicina e ti ha seguita e incoraggiata nel mondo della pallavolo?

Sicuramente la mia famiglia con mio padre in primis e Pasquale, il mio ragazzo.

Se avessi soltanto un desiderio da esprimere che cosa chiederesti?

A 24 anni mi ritengo pienamente soddisfatta di quello che ho, ho un lavoro, gioco a pallavolo e mi diverto, c’ho un fidanzato che mi vuole bene quindi non desidero niente di più di quel che ho dalla vita….anzi c’è una cosa che vorrei: un Lucano!

Dopo una fine 2005 un po’ in salita per la squadra con i tanti infortuni, l’inizio del 2006 è ritornato ad essere davvero spumeggiante sia per il gioco che per i punti pesanti raccolti. E’ un caso che questa rinascita sia avvenuta in concomitanza con il tuo recupero dopo l’infortunio alla mano e al rientro del capitano De Pinto?

Secondo me si, anche se c’hai ragione quando dici che i molti infortuni ci hanno condizionato negativamente nell’ultima parte dell’anno. Troppe volte sia io che molte di noi sono state costrette a non allenarsi bene o affatto per via degli infortuni che ci hanno pesantemente danneggiato e poi domenica in gara si vedeva quanto soffrivamo. Certamente con l’ingresso di Laura è subentrata una maggiore determinazione perché è il capitano ma non ci sono in squadra individualità, siamo tutti bene o male sullo stesso piano Ricci e Balducci a parte.

Parlaci un po’ di questo bel campionato che ci state regalando e di come lo stai affrontando magari rispetto ad altri campionati precedenti

Quest’anno ci stiamo togliendo tante soddisfazioni, a dar retta ai media siamo partiti a pari livello del Cellino ad esempio se non peggio e invece sul campo stiamo navigando in zona play off. Certamente quest’anno c’è stata una crescita psicologica e tecnica e un modo di affrontare le gare nettamente diverso, temprato dopo la figuraccia rimediata 2 anni fa. Dentro di noi c’è una gran voglia di riscatto e sono sicura che se fossimo state ripescate nello scorso campionato di B2, forti dell’esperienza, avremmo saputo affrontare le partite in modo diverso.

Dopo l’infortunio di Titti Delvino in serie B l’anno seguente con molto fair play gli hai ceduto la maglia numero 7 che fedelmente portavi da qualche stagione…nello spogliatoio quindi si è rivenuta a creare un rapporto saldo tra voi ragazze dopo qualche malumore nella scorsa B2?

Per parecchio tempo ho indossato la maglia numero 7 e il mio ragazzo che gioca a basket il numero 6 e in quell’anno decidemmo di scambiarci rispettivamente i numeri, io il 6 e lui il 7. Il mio numero piaceva a Marianna Del Rosso ma alla fine lo diedi molto volentieri a Titti Delvino che lo desiderava dopo l’infortunio..

Che sensazione ti fa giocare insieme a Rosa Ricci e negli anni scorsi con Isa Azzollini?

Rosa per me è una campionessa vera. Da sola e mezza squadra e l’altro quarto di squadra è Raffaella Balducci. Con Rosa, visto i nostri ruoli, ho un rapporto molto stretto, siamo praticamente in simbiosi e lei non smette mai di darmi consigli che memorizzo e li faccio miei perché so che tutto ciò che dice l’ha provato e l’ha vissuto. Praticamente,senza nulla togliere al nostro mister, Rosa è l’allenatrice in campo. Anche Isa è stata importante, come Rosa ha avuto la forza di rimettersi in discussione ritornando a giocare in serie che in realtà non le competono e ci ha trasmesso molte sue esperienza di gioco. Però visti i nostri ruoli differenti in campo non tanto la seguivo in attacco ma quanto in difesa e in ricezione dove è imbattibile.

Qual è il campo, la città o la tifoseria che vorresti rincontrare?

Certamente mi è piaciuto molto il clima che siè venuto a creare tra la vostra tifoseria e la tifoseria del Valenzano, quindi il Valenzano mi piacerebbe rincontrarlo per il clima di gemellaggio che si respira durante le gare. Mentre mi piacerebbe rincontrare per giocarci contro il Margherita, Modugno e Amatori Bari perché c’ho dei buoni ricordi in quanto in queste partite c’è sempre stata una grande carica emotiva che accompagnava le gare e che le rendeva uniche.

 

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON SERENA MILILLO

Nella tua carriera pallavolistica hai giocato nel Giovinazzo, nel Bari, nel Valenzano e infine a Trani. Dove ti sei trovata meglio? Raccontaci un po’ di differenze tra i club

Nel Giovinazzo ho iniziato la mia carriera pallavolistica e mi sono trovata molto bene, giocare nella squadra della propria città è sempre il massimo e comporta un minor stress per i vari spostamenti. Non vi nascondo che se un domani ci sarà la possibilità di ritornarci magari con una squadra migliorata in serie C ci farei un pensierino. Nella mia parentesi di due anni a Bari mi sono trovata bene la prima stagione allenata da Donato Radogna perché ci ha molto incoraggiate mentre un po’ meno la seconda stagione quando il mister Nesic oltre a non farci giocare in partita ci teneva in disparte anche negli allenamenti. Negli ultimi anni a Trani mi sono trovata molto bene, agli inizi con alti e bassi ma soprattutto in quest’ultima stagione tutte noi ragazze dello spogliatoio siamo diventate molto affiatate e c’è un bel clima.

Come mai hai deciso di giocare a pallavolo dopo un’avvio promettente di carriera nel tennis?

A tennis ho giocato fino a quando ho potuto, ho iniziato davvero presto nella mia città, Giovinazzo, e con mia sorella Liviana eravamo bravine a tal punto da incontrarci sempre in finale. Continuare significava andare a Bari e alla nostra età di 14/15 anni per noi è stato impossibile. Poi abbiamo iniziato a giocare a pallavolo e abbiamo deciso di abbandonare il tennis.

Come vivi il rapporto dentro e fuori il campo con tua sorella Liviana?

Il nostro rapporto è splendido, ci diamo sempre man forte sia in campo che fuori e non riuscirei ad immaginare di giocare in una squadra senza di lei ecco perché nelle varie squadre dove abbiamo giocato abbiamo fatto sempre coppia fissa e così continueremo a fare.

Cosa fai oltre a giocare a pallavolo?

Studio Scienze Politiche all’università di Bari e, incrociando le dita, per dicembre penso di laurearmi.

Ti senti al top della carriera o, secondo te, hai margini di miglioramento?

Sicuramente io penso che almeno sino a quarant’anni c’è sempre da imparare nella pallavolo quindi non mi sento al top. I miglioramenti importanti si hanno durante gli allenamenti, se ci si impegna a fondo non si può che migliorare.

Vuoi fare della pallavolo una professione nell’immediato futuro (magari allenando) o la vedi come un hobby?

Nella mia vità non metto la pallavolo al centro di ogni cosa. Per me la cosa più importante è avere una famiglia. La pallavolo certo è importante per me ma la vedo come un hobby, seppur impegnativo. Se mi piacerebbe allenare? E perché no. L’idea di allenare non mi dispiacerebbe in un futuro.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno certamente è quello di avere una famiglia.

Avete mai pensato tu e Liviana di dividervi sportivamente?

No. Come detto prima siamo una coppia e giochiamo sempre insieme, così come insieme prendiamo queste decisioni.

Come sei caratterialmente lontana dal campo di pallavolo?

In campo mi descriverei come una persona che da l’anima, ecco perché non vorrei mai stare fuori o in panchina. Non sono certamente una persona passiva ma so essere equilibrata secondo i momenti: quando è il momento di fare la pazza la faccio, quando è il caso che stia al mio posto resto al mio posto, ecco tutto. Nella vita privata più o meno mi rispecchio abbastanza.

Descrivici dal tuo punto di vista com’è andato questo campionato quasi giunto al termine con la salvezza in tasca…

Secondo me questo campionato è andato molto bene. Chi poteva dire che a 5 giornate dal termine eravamo già salve? E’ forse anche per questo che ci siamo un po’ rilassate nelle ultimissime partite.

A tal proposito volevamo sapere se eri d’accordo con le affermazione del Presidente e cioè che per motivi di sovraffollamento dell’impianto del Pala Assi da molte società anche piccole siete costrette ad allenarvi non a sufficienza e poi ne risentite il calo fisico soprattutto nei tie-break

Forse è così ma non penso sia vero al 100%. Abbiamo accusato la stanchezza in qualche tie-break soprattutto nel girone di ritorno quando la fatica comunque si sarebbe fatta sentire.

Ad inizio stagione non era certissima la tua permanenza a Trani e per fortuna alla fine sei rimasta. Alla luce di questo campionato giocato da protagonista, quali sono gli obiettivi per la prossima stagione?

Quello che dite è vero ma a fine stagione scorsa ho parlato con il mister e non abbiamo avuto problemi. In questo campionato ho cambiato ruolo, da centrale ora gioco da opposta e soprattutto mi stò allenando molto meglio in settimana a differenza dell’anno passato. Il tutto mi ha premiata visto che questa stagione ho giocato si può dire sempre. Mi chiedete se resterò. A essere sincera ho ricevuto parecchie offerte ma penso che resterò perché qui ho trovato un gruppo davvero affiatato e un ambiente con voi tifosi che neanche a Bari nell’anno dalla A1 ho trovato. Poi se mi arriva un’offerta di 10.000 euro al mese…..

Ci tenevo a fine intervista di fare un ringraziamento a Mario!

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON TITTI DELVINO

 

E’ quasi finito il girone d’andata del campionato di B2, che sensazioni e quali diversità rispetto allo scorso anno di serie C e allo scorso campionato di B2

Le differenza sono tante, quest'anno rispetto alla serie B di due anni fà abbiamo due giocatrici in più come Rosa Ricci e Raffaella Balducci che fanno la differenza. Certamente non ho un buon ricordo di quella serie B per via del mio infortunio e perchè non facevamo squadra. Sicuramente l'anno successivo è stato l'anno della rinascita non solo per me ma per tutti, sono ritornata a giocare da titolare dopo il lungo stop e abbiamo vinto il campionato, per me il più bel ricordo, una gioia immensa.

Ci puoi tracciare un bilancio su questi primi 3 anni all’Aquila Azzurra?

Sicuramente buoni. A Trani mi trovo bene. Come detto prima, ho vissuto momenti bruttissimi come l'infortunio e bellissimi come la promozione in B. Gli avvenimenti brutti però mi hanno temprata e fatto crescere molto, ora mi sento più forte e sento di aver accumulato anche quel tipo di esperienza.

Come ti è cambiata la vita dopo il grave infortunio capitato 2 anni fa? E come hai visto dal di fuori la squadra in quello sfortunato campionato?

L'infortunio è stata la cosa più brutta della mia carriera. Sono rimasta ferma praticamente un anno ed ho pensato seriamente di smettere di giocare a pallavolo. Poi grazie alla mia famiglia, a Francesco e a voi che mi avete dato la forza e incoraggiato nei momenti più difficili sono riuscita a recuperare e a ritornare a giocare. Non dimenticherò mai quando nell'ultima partita in casa durante la contestazione al mio arrivo al palazzetto mi avete osannato. Sono cose che ti rimangono dentro per sempre.

Nella tua carriera da pallavolista hai giocato nel Bitonto, Perugia e Trani. Puoi descriverci un po’ gli ambienti che hai incontrato e se ci sono state delle differenze di allenamento o di tipo societario ad esempio tra questi 3 club?

Ho iniziato a Bitonto, l'ambiente lì era amatoriale e la pallavolo era vissuta e vista soltanto come un divertimento con poche chance di poter ambire a qualcosa di più. Poi ho avuto la fortuna di essere allenata da un ottimo allenatore che si è trasferito nelle giovanili del Perugia (prima squadra in serie A) e mi ha fatto la proposta di seguirlo. Ovviamente ho accettato e ho giocato in serie C a Perugia vincendo il campionato. Il clima lì era molto rigido, la pallavolo veniva vista non soltanto come sport ma quasi come un lavoro. Devo molto a questa società che mi ha permesso di crescere tantissimo anche se con grandi sacrifici e doppi allenamenti al giorno. Trani è un po' la via di mezzo tra Bitonto e Perugia, la pallavolo viene vista ancora come sport anche se la si prende seriamente ovviamente.

Cosa ti ha spinto a venire a giocare all’Aquila Azzurra? E lo rifaresti di nuovo?

Per motivi personali ho dovuto lasciare Perugia e mi sono messa in cerca di una squadra. Su internet ho visitato anche il vostro sito internet e ho scelto Trani anche se qualcuno me lo sconsigliava. L'idea di giocare a Trani mi affascinava molto.

E’ inutile negarlo, quest’anno stai trovando meno spazio almeno fino ad ora, rispetto agli scorsi campionati anche perché le altre compagne di squadra si sono dimostrate altrettanto brave e la società si è rinforzata comprando Graziana Scilipoti. Stai soffrendo un po’ la panchina o pensi soltanto a farti trovare pronta dal mister quando ti chiama in causa?

Direi il falso se non vi dicessi che stò soffrendo a stare in panchina ma ogni qualvolta il mister mi chiama cerco di dare davvero il massimo. Per me bene o male siamo tutti allo stesso livello di esperienza e preparazione quindi ce la giochiamo tutte per un posto in squadra. Se proprio devo trovare una cosa che non tanto mi piace a Trani però è che devi sempre dimostrare il tuo valore di partita in partita, non si dà molta importanza a quello che hai fatto in passato e questo un po' mi dispiace.

Come vivi il rapporto con le altre compagne di squadra? C’è competizione tra di voi o collaborazione/amicizia?

Nella squadra c'è una sana rivalità sportiva, ma ci sono anche forti amicizie come ad esempio la mia con Rosa Ricci e Raffalella Balducci che cercano sempre di darti dei consigli per crescere.

Oltre che di pallavolo ti occupi di qualcos’altro nella vita?

Sono iscritta alla facoltà di Economia e Commercio. Poi nel tempo libero mi piace cantare e ballare...

C’è un campo, una città o una tifoseria che ti farebbe piacere rincontrare? Commenti e consigli sulla nostra tifoseria, sito internet ecc.

A Trani ribadisco che stò bene ma sicuramente sono stata altrettanto bene a Perugia e ci ritornerei. Come tifoseria quella che mi ha più colpito siete proprio voi che ci seguite sempre, sia in casa che in trasferta che negli allenamenti. Poi curate un bel sito internet sempre aggiornato, che chiedere di più? Fate già tantissimo

 Sperando che tu ritorni a Perugia almeno tra vent'anni ad allenare al massimo il settore giovanile, volevamo ringraziarti di cuore da parte nostra per la tua disponibilità e per l’amicizia che si è venuta a creare praticamente da subito con te. Sono cose che vanno ben al di là dello sport e che speriamo rimangano negli anni.

Da parte mia contraccambio almeno nella stessa maniera se non di più e vi ringrazio per l'incoraggiamento che mi date e per come mi incitate sempre.

Dopo le interviste a Rossella Mastrototaro e Toni Chieppa pubblicate rispettivamente sulla rivista Più Volley di Febbraio e Marzo 06, vi proponiamo l'intervista completa dedicata a Titti Delvino in edicola sul numero di Aprile

Nella tua carriera da pallavolista hai giocato nel Bitonto, Perugia e Trani. Puoi descriverci un po’ gli ambienti che hai incontrato e se ci sono state delle differenze di allenamento o di tipo societario ad esempio tra questi 3 club?

Ho iniziato a Bitonto, l'ambiente lì era amatoriale e la pallavolo era vissuta e vista soltanto come un divertimento con poche chance di poter ambire a qualcosa di più. Poi ho avuto la fortuna di essere allenata da Pasquale Moramarco che si è trasferito nelle giovanili del Perugia (prima squadra in serie A) e mi ha fatto la proposta di seguirlo. Ovviamente ho accettato e ho giocato in serie C a Perugia vincendo il campionato. Il clima lì era molto rigido, la pallavolo veniva vista non soltanto come sport ma quasi come un lavoro. Devo molto a questa società che mi ha permesso di crescere tantissimo anche se con grandi sacrifici e doppi allenamenti al giorno. Trani è un po' la via di mezzo tra Bitonto e Perugia, anche qui ho incontrato un ottimo tecnico come Toni Chieppa e la pallavolo viene vista ancora come sport anche se la si prende seriamente ovviamente.

Ci puoi tracciare un bilancio su questi primi 3 anni all’Aquila Azzurra?

Sicuramente buoni. A Trani mi trovo bene. Come detto prima, ho vissuto momenti bruttissimi come l'infortunio e bellissimi come la promozione in B. Gli avvenimenti brutti però mi hanno temprata e fatto crescere molto, ora mi sento più forte e sento di aver accumulato anche quel tipo di esperienza.

Come ti è cambiata la vita dopo il grave infortunio capitato 2 anni fa? E come hai visto dal di fuori la squadra in quello sfortunato campionato?

L'infortunio è stata la cosa più brutta della mia carriera. Sono rimasta ferma praticamente un anno ed ho pensato seriamente di smettere di giocare a pallavolo. Poi grazie alla mia famiglia, a Francesco e a voi che mi avete dato la forza e incoraggiato nei momenti più difficili sono riuscita a recuperare e a ritornare a giocare. Non dimenticherò mai quando nell'ultima partita in casa durante la contestazione al mio arrivo al palazzetto mi avete osannato. Sono cose che ti rimangono dentro per sempre.

A che giocatrice di serie A1 (se esiste) ti paragoni o ti ispiri?

Mi piace molto la Aguero che gioca nel Novara. Ebbi la fortuna di conoscerla personalmente qualche anno fa quando giocavo a Perugia e lei era in serie A1 proprio con la squadra perugina, una giocatrice eccezionale.

Cosa ti piacerebbe fare quando tra 20 anni smetterai di giocare a pallavolo?

Sicuramente mi piacerebbe rimanere ancora nell’ambiente, magari facendo l’allenatrice del settore giovanile, mi piacerebbe trasmettere ai ragazzi che per la prima volta si affacciano al mondo della pallavolo un po’ della mia esperienza accumulata in questi anni di volley.

Ti senti al top della carriera o senti che puoi ancora crescere e migliorarti ulteriormente?

Sicuramente non sono ancora arrivata al top, sento che posso crescere e migliorare notevolmente non in un fondamentale in particolare ma in senso generale. Sicuramente giocare a questi livelli in una serie importante come la B ti aiuta a crescere e imparare molto sul campo di gioco.
 

La classifica attuale di serie B2 rispecchia secondo te i reali valori in campo o qualche squadra ha fatto di più o di meno rispetto alle aspettative e al suo potenziale?

Secondo me la classifica rispecchia bene i reali valori delle singole squadre in questo campionato di serie B2, c’è un Aversa meritatamente al comando e le dirette inseguitrici come Potenza, Napoli e Ostini sono di prima fascia. Il Valenzano? Certamente si è svegliato un po’ in ritardo ma la squadra vista a Trani merita la salvezza e come squadra pugliese me lo auguro.

Secondo te questo gruppo è pronto a fare il grande salto nel prossimo futuro? In altre parole, può ancora migliorare fino ad arrivare al traguardo della B1 nei prossimi anni?

Secondo me questo è un buon gruppo che con l’apporto di Rosa Ricci e Raffaella Balducci può fare grandi cose. Penso che guardando nell’immediato futuro ci sia tutto il potenziale per salire di categoria almeno sulla carta, poi stà a noi dimostrarlo sul campo di partita in partita.

Cosa rappresenta per te la pallavolo?

Per me la pallavolo rappresenta almeno metà della mia vita ed è per me il modo di dare spazio alla mia personalità. Certamente non sono tutte rose e fiori e sappiamo benissimo che dietro un risultato ci sono sacrifici enormi ma i risultati e le vittorie ricompensano appieno le fatiche fatte.

Ci racconti la tua giornata tipo con e senza la pallavolo?

La mattina la dedico allo studio mentre il pomeriggio agli allenamenti. Quando non ci alleniamo in serata esco con gli amici e mi piace cantare e suonare la chitarra.

Qual è il tuo film preferito?

The man of honor

Hai la possibilità di scegliere di andare ad un concerto gratis: chi artista sceglieresti?

Uno fra Anastasia e Alex Britti

In tutti questi anni, chi maggiormente ti è stata vicina e ti ha seguita e incoraggiata nel mondo della pallavolo?

Certamente il mio ragazzo che mi è stato sempre vicino anche nei momenti meno felici.

Se avessi soltanto un desiderio da esprimere che cosa chiederesti?

Beh, la prima cosa che mi viene in mente è quella di giocare una partita con la maglia della nazionale!

Fai delle diete particolari come sportiva?

Non ho una dieta specifica, il giorno prima della gara mi mantengo un po’ mentre la domenica mangio pasta in bianco e una fettina di carne.

Sei stuperstiziosa?

Si, infatti indosso un ferrettino nei capelli in ogni partita e addirittura per scaramanzia abbiamo fatto cambiare il menù pre partita all’Hotel Trani e abbiamo vinto col Salerno…

Che altro sport segui oltre la pallavolo?

Seguo il calcio e la squadra del mio ragazzo e gli altri sport in generale

Quali sono gli obiettivi che ti prefiggi per il futuro?

Laurearmi in Economia e Commercio e continuare a giocare a pallavolo ad alti livelli

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON TONI CHIEPPA

 

 

Sei sulla panchina dell’Aquila Azzurra ormai da una vita con nostro grande piacere, ma da quanti anni alleni e come hai iniziato?

Alleno ormai da vent’anni. Ho iniziato  a giocare all’età di 14 anni e ad allenare mentre frequentavo l’ISEF, soprattutto per mettere un po’ in pratica ciò che stavo studiando. Da giocatore ho avuto esperienze sino alla  serie C maschile sempre nell’Aquila Azzurra  con  Pino Filannino con il quale ho condiviso anche alcune tra le esperienze più esaltanti da allenatore ( A2 95/96) . La prima squadra che ho allenato è stata l’under 16 maschile dove ha mosso i primi passi Beppe Fabiano che ancora oggi gioca in categorie nazionali. Anno dopo anno sono passato in prima divisione femminile e poi in serie C a fare il secondo di Michele Drago fino alla storica parentesi degli anni 90 dalla serie A2 alla serie A1 sempre come secondo ma di Roberto Brattoli  , contemporaneamente curavo il settore giovanile (dal quale sono emerse alcune delle giocatrici che fanno parte dell’attuale gruppo di B2) sempre coadiuvato da tanti allenatori del circondario come Gino Melodia oltre al già citato Pino Filannino. Poi nella stagione 1995/96 mi fu affidata  la serie A2  come primo allenatore ; il resto è storia recente : dalla serie D del 96/97 alla B2 di oggi .

Alla luce dei tuoi trascorsi da giocatore nella maschile e dalla tua esperienza, che differenza c’è tra la pallavolo femminile e la maschile e quale è più difficile allenare?

Sono due realtà essenzialmente diverse. Oggi ci sono molte differenze, la maschile si basa sulla fisicità , in 6/8 secondi  l’azione termina e, ad esempio, ci sono impostazioni di muro diverse mentre nel femminile capita di assistere ad azioni più prolungate e ad una maggiore varietà di combinazioni d’attacco e poi altri fattori come la battuta , per esempio meno frequente quella in salto , almeno nelle categorie più basse , e comunque abbastanza ficcante grazie all’altezza diversa della rete .

Nella femminile  se vogliamo c’è più fantasia, il tono muscolare delle ragazze è diverso e si cerca di mantenere la concentrazione per più tempo per permettere di dare il massimo per tutta l’azione.

Che rapporto hai avuto per tanti anni da secondo con Roberto Brattoli in serie A e come hai vissuto l’ultimo avvincente campionato di A2 nel 1995/96 alla guida per la prima volta da mister?

Con Roberto ho avuto un rapporto splendido. Ovviamente ognuno di noi manteneva il proprio ruolo e riuscivamo comunque ad integrarci uno con l’altro dando sempre un unico punto di riferimento alla squadra e quindi penso che siamo “cresciuti” insieme sotto tanti punti di vista ; ho un buon  ricordo sia dei momenti belli che abbiamo passato che di quelli meno felici soprattutto in serie A1 quando le cose stavano andando meno bene. Siamo stati sempre uniti nelle decisioni che dovevamo affrontare. Ricordo volentieri anche il fratello di Riccardo Liso, Savino che curava la preparazione e le mani d’oro Giovanni Paradiso che ancora oggi ci accompagnano.

La stagione 1995/96 per me invece è stato davvero un banco di prova, una specie di tesi di laurea all’università della pallavolo. Ricordo che in quell’anno rimase dalla A1 soltanto Isa Azzollini, lGraziana Minunni e Paola Capuano e integrai la rosa con alcune ragazze delle giovanili tra cui Danila De Liso (oggi a Valenzano in B2) e altre giocatrici italiane in cerca di affermazione come Valeria Marletta (ancora oggi in A1) , Eva Ceccatelli, Stefania Cassuscelli ( campionessa di beach volley) e la naturalizzata Norma Ruggero . Inoltre  mi ricordo molto volentieri della cubana Norka Latamblè  per il suo contributo in campo e  fuori sia a livello umano che di scambio tecnico ; alla fine facemmo un campionato in cui soffrimmo un po’ ma la salvezza finale conseguita nella gara di Vicenza fu come una promozione .

Di tutte le giocatrici che hai allenato, quale ti è rimasta nel cuore? E qual è la giocatrice più forte che hai allenato a Trani?

A primo impatto mi verrebbe da dire Rosa Ricci anche perché la conosco da quando lei aveva 16 anni  ma in generale mi sono rimaste tutte nel cuore. Certamente la giocatrice con più potenza fisica è stata Rita Ockratckova mentre la giocatrice più forte che ho allenato, tecnicamente parlando,  è stata senza dubbio Tatiana Anoufrieva ( entrambe a Trani nella stagione 93/94)  proveniente dalla scuola dell’Uralocka ( del mitico Karpol); vederla allenare sembrava di sfogliare un manuale della pallavolo . Davvero molto tecnica  su tutti i fondamentali.

Se dovessi scegliere, per scherzo, una squadra da allenare che sceglieresti?

Beh, il Bergamo…anzi no, l’Aquila Azzurra dell’A2 che vinse il campionato e andò in A1, davvero una bella squadra . Anche se il sogno è allenare la nazionale…( scherzo, si capisce)

Questo campionato di B2 ci vede finalmente protagonisti nella parte alta della classifica , cosa secondo te ha fatto la differenza rispetto al passato campionato di B2 e dove possiamo ancora migliorare per fare il salto di qualità?

Certamente il collettivo è cresciuto molto sia tecnicamente che come gruppo e sicuramente una grande mano la dà la presenza di Rosa Ricci e Raffaella Balducci che, come ben sapete, due anni fa non c’erano. Quest’ anno l’obiettivo primario è la salvezza ma se poi ad un certo punto restiamo in corsa per un posto play off ce lo giocheremo. Come ho già detto le ragazze della squadra sono migliorate molto in pochi anni,  ma  c’è ancora molto da lavorare per arrivare al top del rendimento del gruppo , soprattutto nella continuità oltre che naturalmente negli aspetti tecnici individuali di ogni singola atleta .

In tutti questi anni qual è stato il tuo più grande rimpianto da allenatore e la tua più grande gioia?

La gioia più grande ovviamente la serata in cui salimmo in serie A1 in casa con il Firenze, mentre il mio più grande rimpianto è aver perso la serie A1 per quoziente set e con una squadra, anche se più debole di quella dell’anno precedente , che in fin dei conti poteva salvarsi .

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON BENEDETTA DI VENOSA

Ci puoi raccontare un po’ la tua carriera pallavolistica?

Ho iniziato a giocare a pallavolo molto piccola, ad 8 anni nel 1995. Sinceramente non c’avevo mai pensato fino al giorno in cui fui consigliata ad iniziare nell’Aquila Azzurra da Albino che in quegli anni mi accompagnava nel pulmino a scuola. Poi man mano ho iniziato con le selezioni provinciali e il campionato Provinciale allenata da Josè Lai. In seguito ho giocato in Prima Divisione sempre qui a Trani allenata da Giuseppe Zagara prima della mia esperienza al Molfetta in serie D lo scorso campionato.

Dopo una promozione col Molfetta dalla serie D alla serie C ritorni a Trani all’Aquila Azzurra. Quali sono le tue aspettative per questa stagione?

Innanzitutto sono felicissima di essere tornata, anche se a Molfetta sono stata molto bene avevo un gran desiderio di tornare a casa anche perché lo scorso anno vedevo le mie ex compagne giocare in B2 e mi mordevo le mani…

Certamente sono rimasta spiazzata nell’apprendere che sarei entrata nella rosa della prima squadra. Mentalmente ero proiettata a giocare e vincere  il campionato di serie D sempre qui a Trani.

Ad inizio preparazione si parlava di un tuo impiego nella seconda squadra in serie D con Raffaella Papagno. Poi una serie di situazioni ti hanno portata con merito in prima squadra a giocare anche scampoli di partite. Sei soddisfatta o avresti preferito disputare un campionato di categoria inferiore ma da titolare?

Come detto non immaginavo di giocare in B2 ma in serie D e questa per me è stata una grossa sorpresa. Detto questo sono molto felice di far parte della rosa della prima squadra, giocare nella stessa squadra di Rosa Ricci è il massimo.

Come ti sei trovata a Molfetta e che differenze hai potuto notare rispetto alla società tranese?

A Molfetta mi sono trovata molto bene. Abbiamo disputato un campionato sofferto e alla fine ai play off siamo riusciti a salire in serie C. La società molfettese è comunque ben organizzata, una differenza che ho notato è che a Molfetta ci allenavamo un po’ di più con 2 ore e mezza  di allenamenti tre volte la settimana più pesi, molto massacrante. Comunque allenarsi con Ricci e Balducci è tutta un’altra cosa.

Quest’anno più di uno scambio tra l’asse Trani – Molfetta: il tuo arrivo con la tua compagna Cristina D’Agostino e il trasferimento in verso contrario di Titti Delvino. Sei felice di essere tornata?

Sono felicissima di aver rincontrato Cristina. In verità consigliai io al mister di puntare come seconda alzatrice proprio sulla D’agostino visto la partenza di Rossella di Bari e sono felice di rincontrarla. E pensare che proprio al termine dei play off ci mettemmo a piangere pensando di non vederci più…Ci tengo a sottolineare che quest’anno lo spogliatoio è davvero fantastico e tutte noi ragazze ci consideriamo allo stesso livello, penso ci sia il miglior clima per disputare un buon campionato.

Un po’ tutti stanno evidenziando che hai la potenzialità per diventare la “nuova rivelazione” del vivaio tranese. Secondo te è proprio così ed eventualmente  cosa ti manca per fare il salto di qualità per entrare titolare nel sestetto biancazzurro?

Questi complimenti ovviamente mi fanno piacere, Nico Aurora qualche giorno fa mi ha paragonato ad un gioiello ma in realtà io non mi ritengo ne un fenomeno ne tantomeno un gioiello perché mi conosco e conosco i miei limiti. Certamente l’esperienza di Molfetta mi è servita molto e ora devo soltanto lavorare per crescere tecnicamente e soprattutto fare esperienza sul campo. Qui in squadra ci sono tante ragazze forti, basti pensare alle sorelle Milillo, ho soltanto da imparare da loro oggi per poter migliorare.

C’è un’atleta a cui ti ispiri?

Beh, si. E’ Rosa Ricci. Rosa per me è un mito anche per la sua estrema umiltà. E’ molto precisa e mi rompe spesso e volentieri le scatole in allenamento ma lo fa per farmi crescere ed ha sempre stampato il sorriso in faccia, una bellissima cosa.

Cosa fai nella vita oltre a giocare a pallavolo?

Studio ragioneria e un domani vorrei intraprendere carriera militare. Se non ci riuscissi vorrei continuare a giocare a pallavolo e lavorare allo stesso tempo.

Per te la pallavolo è solo un hobby o qualcosa di più?

Certamente qualcosa in più. Lo scorso anno il mio allenatore Franco Papagni mi consigliò anche di prendere il patentino per allenare anche se alla fine non se ne fece nulla.

Che differenze sostanziali hai trovato tra la serie D e la B2?

Innanzitutto la velocità. In serie D si ha un gioco molto più lento e poi la statura, in B sembrano tutte delle giganti

Ci tenevo infine salutare innanzitutto Josè Lai, poi il mio ex allenatore Franco Papagni, il mio ex presidente della Pegaso Molfetta Vincenzo Pappagallo, sono molto contenta di aver ritrovata in squadra Raffaella Papagno e Cristina D’Agostino e faccio davvero un imbocca al lupo ad Adriana Iasparro per il suo infortunio

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON CRISTINA D'AGOSTINO

 

 

Raccontaci la tua carriera pallavolistica

 

Ho iniziato a giocare a pallavolo all’età di 11 anni nella Pegaso Molfetta nel ruolo di centrale. Negli anni ho militato nell’under 14, under 16 fino ai campionati di serie D e serie C. Solo da tre anni gioco nel ruolo di palleggiatrice e lo scorso anno sempre con la Pegaso (l’attuale Azzurra Volley) siamo saliti in serie C dopo i play off.

 

Dopo aver disputato e vinto il campionato di serie D nella Pegaso Molfetta questo è il tuo primo anno a Trani. Come ti stai trovando?

 

A Trani mi trovo bene, l’ambiente è buono e mi sono subito ambientata con le mie compagne di squadra. Certo mi è dispiaciuto lasciare la squadra in cui ho militato per anni ma giocare in serie B2 è stata un’occasione troppo importante per rifiutare.

 

Conoscevi l’Aquila Azzurra e l’ambiente che la circonda, come la nostra tifoseria, lo staff tecnico, qualche giocatrice della squadra…

 

Conoscevo abbastanza bene l’Aquila Azzurra anche perché c’ho giocato contro parecchie volte, sia in campionato in serie C che in qualche amichevole. Conoscevo anche il mister Toni Chieppa e sapevo di trovare molta gente al palazzetto a seguirci. Della squadra conoscevo bene Benedetta Di Venosa e Raffaella Papagno, il resto delle ragazze le conoscevo soltanto di vista.

 

Come mai hai deciso di venire a Trani e lasciare la tua ex formazione della tua città?

 

Ho deciso di venire a Trani con un filo di rammarico perché, come detto, lasciare la squadra della propria città dove si è giocato per tanti anni è difficile ma ho preferito di gran lunga Trani innanzitutto per il campionato di B2 ed anche perché a Molfetta quest’anno con la creazione della nuova società Azzurra Volley e con la nuova allenatrice Annagrazia Matera sarei diventata la seconda o terza palleggiatrice dopo Rossella Di Bari in serie C. Quindi ho preferito fare la seconda di Rosa Ricci in B2.

 

Cosa ti aspetti da questo campionato di B2 e con quali motivazioni parti?

 

Ho grandi motivazioni nel fare bene e crescere sotto le mani del mister Toni Chieppa e di Rosa Ricci che è una grande e fare esperienza in un campionato come la serie B in cui non avevo mai giocato in passato.

 

 Dopo la partenza della nostra seconda palleggiatrice Rossella Di Bari proprio alla Pegaso sei arrivata a Trani, raccontaci le tue prime impressioni sulla società, sul pubblico e sul campionato

 

Per la società ti posso dire che si prestano molto per qualsiasi evenienza e cercano sempre di venirti in contro. Sul pubblico ti dico subito che è davvero tanto rispetto a quello che ci veniva a vedere a Molfetta. Il pubblico qui è vario, nel senso che non trovi soltanto i familiari o gli amici ma c’è anche tanta gente appassionata a questo sport che ti segue e per me è una novità escludendo soltanto la finalissima play off col Trepuzzi in cui anche a Molfetta il palazzetto si riempì.

 

Quali sono i tuoi “miti” sportivi?

 

Mi piace molto la palleggiatrice della nazionale Lo Bianco e Del Piero visto che sono juventina… ammiro molto anche Rosa Ricci.

 

Che desktop hai sul tuo computer?

 

Ho una bellissima foto scattata durante le finali play off col Molfetta insieme ad Adriana Iasparro

 

Qual è il tuo cantante e film preferito?

 

Mi piace molto Liga. Film preferito? Non saprei…l’Allenatore nel pallone!

 

Cosa fai oltre a giocare a pallavolo e quali sono i tuoi hobby?

 

Ho lavorato come barista per due anni e oggi stò lavorando saltuariamente. Come hobby mi piace molto giocare a calcetto, ho giocato per parecchio tempo in serie C nel Giovinazzo ma oggi ho dovuto smettere per dedicarmi completamente alla pallavolo.

 

Ci tenevo a salutare il mio ex allenatore e presidente Franco Papagni e Vincenzo Pappagallo ed i nuovi dirigenti Vincenzo Giancastro e l’allenatrice Annagrazia Matera oltre a tutte le mie ex compagne di squadra in particolar modo Maria, Silvia e Mara, mia sorella Liana da Torino che mi segue grazie al vostro sito e un abbraccio a Benedetta Di Venosa e Adriana Iasparro per il suo recupero.

 

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON GRAZIANA SCILLIPOTI

 

 

Dopo Rosa Ricci abbiamo avuto il piacere di intervistare il secondo nuovo acquisto di questa stagione: Graziana Scilipoti alla vigilia del delicato e importante incontro tra capoliste Aversa e Trani. Siamo stati tutti colpiti nel vedere una ragazza giovane come lei avere davvero le idee chiare su cosa vuole fare, sugli obiettivi da raggiungere e soprattutto con l'umiltà e la grandissima voglia di emergere.

 

In che squadra e in quale campionato hai giocato lo scorso anno?

L'anno scorso ho giocato nella squadra della mia città, Barcellona Pozzo di Gotto in sicilia,  così come anche due anni fà in serie C

Come ti trovi a Trani e quali sono le differenze sostanziali tra la tua ex squadra e la tua città di origine?

A Trani mi stò trovando bene, mi hanno accolta nei migliori dei modi anche se certamente essere lontana dalla mia città 10 ore e lasciare la mia famiglia e i miei amici non è stato facile. Le differenze tra Barcellona e Trani non sono tantissime a livello di città, entrambe hanno circa 50.000 abitanti e siamo a 5 minuti di auto dal mare. La maggiore differenza è l'ambiente a Barcellona, così come in altre città della sicilia che ho giocato, c'è una differenza di mentalità di fondo. A Barcellona per vedere una squadra di livello un po' superiore come il Giarre lo scorso anno in serie B2 dovevo farmi 3 ore di auto, qui in puglia invece ci sono tante squadre importanti a pochi chilometri di distanza. Poi c'è la possibilità di farti notare dagli avvistatori di altre squadre, sei più seguita in pratica. In Sicilia sotto questo punto di vista siamo un po' chiusi in noi stessi.

Ma è proprio vero che a "scoprirti" è stata capitano Laura De Pinto?

Si, è proprio vero e a Laura ne sarò grata per tutta la vita. Ci siamo conosciute in Sicilia questa estate durante il campus. Io allenavo la mia squadra di giovanissime. Un giorno per caso giocai a pallavolo con Laura nel tempo libero e lei mi fece la proposta si fare un provino a Trani per entrare nella squadra che avrebbe militato in B2. Arrivai a Trani ad agosto, feci il provino e sia il mister Toni che la società mi diedero l'ok e d oggi sono qui.

Già dalla partita di coppa Italia a Castellana ci hai subito colpito positivamente. Oltre a giocare bene vediamo in te la giusta serietà e professionalità nello stare in campo che non guasta mai, durante il campionato hai convinto anche il mister tant'è vero che stai giocando quasi sempre, ti aspettavi di giocare con tanta regolarità in serie B2 e di ritrovarti prima in classifica?

Mmm, domanda bella articolata, cercherò di darti una risposta altrettanto articolata! Beh, su questo punto di vista sono molto umile. Io sono opposta e nell'Aquila Azzurra non mi aspettavo di trovare un'altra opposta. Il mister quasi sempre mi fà giocare da laterale e anche se i due ruoli per me sono differenti ma io rispetto e stò agli ordini del mister. Tra me, Serena e Titti c'è un po' di sana rivalità agonistica e, secondo me va bene così. Speso sono partita dalla panchina e ho dimostrato in campo di saper entrare anche durante la partita ed entrare subito nel match. Io penso che chi stà in panchina non debba piangersi addosso ma si deve far trovare sempre pronta e dare il 100% in campo quando è chiamata dal mister.

Siamo daccordo con te, lamentarsi non serve a niente, l'obiettivo è il bene dell'intera squadra e nell'arco di un'intera stagione ci sarà modo di giocare per tutte. Prima di venire a Trani conoscevi l'Aquila Azzurra e l'ambiente caldo del pubblico tranese Quali sono stati i motivi che ti hanno spinta a venire a Trani?

No, non conoscevo l'Aquila Azzurra anche per il motivo che ti dicevo prima, non mi immaginavo di uscire dalla Sicilia e giocare in B2. I motivi che mi hanno spinto a venire qui è la voglia che c'ho di giocare e di dimostrare cosa sono in grado di fare.

A tal proposito, sicuramente un po' esagerando, ci siamo ricordati di un'altra ragazza che al suo tempo lasciò la sua città (Copertino) e le sue amicizie per trasferirsi a Trani da giovanissima e giocare. Questa giocatrice si chiama Vania Mello. Poi pian piano ne ha fatta di carriera  andando in serie A e in nazionale...

Beh, è inutile negare che la mia aspirazione è quella di migliorare molto tecnicamente, visto che sono ancora grezza e aspirare a categorie superiori e poi alla nazionale.

Che effetto fà giocare con compagne di squadra del calibro di Rosa Ricci?

Rosa prima di vederla non la conoscevo ma ho imparato a conoscerla sul campo, è davvero forte come si diceva in giro e sotto rete fà davvero cose fantastiche.

Ti facciamo una domanda cult che stiamo proponendo a tutte: Qual'è il campo di gioco, la città o la tifoseria che vorresti rincontrare?

Ti dico la città in cui non ritornerei: Catania. Ci siamo affrontate spesso nei campionati minori nelle finali e tra di noi di Barcellona c'è un accesa rivalità.

Un giudizio sulla nostra tifoseria organizzata?

Certamente è un grosso piacere vedere sempre come ci seguite in casa e in trasferta e come da 2 metri ci incitate a gran voce durante la partita. Questo mi dà la giusta carica per rendere di più e dare sempre il meglio di me. A Barcellona invece c'era poca gente che ci seguiva e non avevamo una tifoseria organizzata come la vostra. Poi se volete un giudizio vi dirò che siete molto ironici...

Che siamo ironici non ce l'aveva mai detto nessuno e ti ringraziamo! Ultima domanda: obiettivi nell'immediato e futuri, nell'immediato magari giocare già contro l'Aversa?

Nell'immediato si, giocare e soprattutto vincere contro l'Aversa, loro hanno già perso una gara con il Potenza quindi sono battibili anche se sappiamo che sono un'ottima squadra. Obiettivi futuri, come già detto, è di migliorarmi sempre di più....

Ringraziamo Graziana per la lunga intervista che ci ha concesso e aspettando che ci insegni come si cucinano i funghi ripieni di carne le facciamo un imbocca al lupo per la stagione e per la carriera sperando che resti a Trani il più a lungo possibile.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON LAURA DE PINTO

 

 

Alla vigilia della delicata partita in trasferta a Valenzano molto gentilmente Laura ci ha concesso l'intervista poco prima l'allenamento di rifinitura:

Il 16 ottobre è iniziata ufficialmente la nuova stagione targata 2005/2006, quali sono i propositi per quest'anno e quali sono stati sostanzialmente i cambiamenti tra la B2 di 2 anni fà e questa

Siamo molto felici di affrontare nuovamente un campionato come questo di serie B. I cambiamenti rispetto a 2 anni fà sono notevoli, innanzitutto dall'ultimo campionato di B2 abbiamo imparato molto così come dallo scorso campionato. Due anni fà venivamo da un campionato di serie C vinto e non sapevamo il livello tecnico della categoria superiore e partita dopo partita l'abbiamo imparato spesso e volentieri a nostre spese, tutto questo ripeto per mancanza di esperienza sul campo. Per fortuna il campionato vinto della scorsa stagione è stato di un buon livello, quindi ci siamo confrontati già con buone squadre quindi sentiremo meno il gap tecnico tra la serie C e la B di quest'anno. Poi avendo in squadra elementi come Raffaella Balducci e Rosa Ricci ti facilita un po' le cose...

A tal proposito volevamo chiederti che effetto fà essere oggi il capitano dell'Aquila Azzurra e come ci si sente ad avere appunto Rosa nella stessa squadra ed essere il suo capitano appunto

Per me essere il capitano da sempre una grande emozione. L'emozione di giocare con Rosa è tanta come la sua professionalità. E poi non è vero che gli impartisco le direttive in campo, anzi è il contrario! A parte gli scherzi, avere Rosa in squadra per noi è importantissimo, sia a livello tecnico che soprattutto a livello personale. Si mette sempre a disposizione della squadra per darci sempre consigli data la sua grandissima esperienza. Senza dubbio siamo cresciuti sotto rete con lei e Raffaella.

C'è voglia di riscatto a livello personale rispetto all'ultimo campionato di B che ti vide purtoppo ferma ai box per buona parte? A proposito, come ti senti fisicamente dopo il fastidioso infortunio alla schiena?

Finalmente stò bene, ho recuperato e non vedo l'ora di scendere in campo e spaccare tutto già dalla prossima partita di Valenzano!

Ci fà molto piacere vederti in queste condizioni e motivata, un ultima domanda: cosa ti senti di dire a noi tifosi e agli altri appassionati che vi seguiamo sempre?

Indubbiamente il vostro apporto per noi è fondamentale, sentire i propri tifosi che ti incitano anche quando le cose non stanno andando bene per noi è la carica giusta che ci porta spesso a rientrare in partita, siete quindi molto importanti.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON LIVIANA MILILLO

 

 

Nella precedente intervista  Rossella di Bari ci raccontava che ti ha conosciuto nelle finali del torneo provinciale a Castellana qualche anno fa, magari partendo proprio da li raccontaci un pò la tua carriera sportiva dagli inizi ad oggi…

Si, con Rossella ci siamo conosciute proprio nelle finali regionali e abbiamo giocato per due anni consecutivi nella stessa squadra allenata da Roberto Brattoli e come secondo Piero Zampetta. Inutile dirvi che quelle selezioni per me furono importantissime perché fui visionata da qualche dirigente del Bari Volley e l’anno successivo andai a giocare con mia sorella Serena proprio nel Bari in serie A all’età di 16 anni. In questa stagione giocai le prime 7 partite titolare per poi sedermi in panchina e contemporaneamente giocavo nel Valenzano in serie D e ricordo che affrontai l’Aquila Azzurra che militava appunto in D quell’anno. L’anno seguente continuai a rimanere nella rosa del Bari in A giocando in contemporanea nel campionato giovanile. L’anno successivo lasciai Bari per tornare a Giovinazzo e giocare in serie C dove affrontai nuovamente l’Aquila Azzurra che mi notò e mi volle con se l’anno seguente in serie B2.

Come mai hai scelto come sport proprio la pallavolo?

A dirvi il verò ho iniziato a giocare a tennis sin dall’età di 9/10 anni a Giovinazzo. Ho giocato per 3 anni ed ero bravina al punto tale da giocare anche tornei al di fuori della mia città. Giocavo con mia sorella e spesso ci paragonavano alle sorelle Williams, anche perché mia sorella di nome si chiama anche Serena…poi ad un certo punto conobbi la pallavolo e ci fù un periodo che giocavo in contemporanea a tennis e a pallavolo e alla fine mi sono completamente innamorata del volley

Cosa fai nella vita oltre a giocare a volley?

Oltre a giocare studio Scienze Giuridiche di Impresa all’Università di Bari e non vi nascondo che mi piacerebbe lavorare un domani nell’azienda di mio padre (Milillo Trasporti ndr) anche per dare un seguito e una certa continuità al grosso lavoro che dal nulla ha fatto mio padre. Oltre allo studio quindi mi piace ascoltare musica e soprattutto mi piace uscire e vivere la vita

La prossima avversaria sarà la capolista Aversa, all’andata vinse facilmente per 3 a 0 ma affrontò un Trani non al meglio, come andrà secondo te, il ritorno tra le mura amiche?

Certamente non vogliamo ripetere la figuraccia dell’andata. Sicuramente abbiamo avuto problemi fisici, mi ricordo che Rosa Ricci non si allenò per tutta la settimana e che Rossella Mastrototaro ebbe un infortunio alla spalla in allenamento e comunque non giocammo al meglio. Si spera che in casa con l’apporto del pubblico amico riusciamo almeno ad agguantare un punto portando l’Aversa al tie-break.

Da quando sei arrivata a Trani nell’Aquila Azzurra anno dopo anno sei cresciuta molto sia tecnicamente che in altri fondamentali, a 21 anni ti senti già al top o hai ancora margini di crescita?

E’ verissimo, sono cresciuta moltissimo tecnicamente da quando sono arrivata a Trani ma non mi sento di essere arrivata ancora al top. So che posso ancora migliorare e non si finisce mai di imparare come ci dice giustamente Rosa. Sono cresciuta grazie al mister Toni Chieppa e grazie al campo su cui ho fatto esperienza in questi anni.

Dove pensi possa arrivare questa squadra quest’anno e nel prossimo campionato? O meglio, questo gruppo può realmente puntare alla B1 già da quest’anno?

Non mi sento di dire che possiamo puntare alla B1 già da quest’anno, la nostra massima aspirazione è agguantare il quarto posto e arrivare a giocarci i play off. Diciamo che sarebbe il massimo risultato che possiamo fare anche se, comunque vada, questa rimane una grande stagione rispetto a quella di 2 anni fa in cui prendevamo schiaffoni in faccia da tutti quanti. Siamo cresciute e lo stiamo dimostrando coi fatti sul campo.

Qual è il tuo più bel ricordo che hai in tutti questi anni e il meno bello?

Certamente il più bello è la promozione in serie B2,anche perché per me era la prima della carriera. Il meno bello quando sono svenuta 2 anni fa in B2 in casa contro il Pick Up Potenza.

Cosa ti ha spinto a venire a giocare a Trani con tua sorella Serena?

Io e Serena giochiamo sempre insieme, siamo come un “pacchetto” e siamo voluti venire a Trani perché significava per noi la prima vera sfida oltre l’esperienza in A. E poi sapevamo che a Giovinazzo non potevamo crescere più di tanto e comunque lottavamo per salvarci in serie C, mentre arrivare a Trani significava giocare in serie B2 e comunque crescere come altete.

Obiettivi nell’immediato futuro e sogni nel cassetto?

Beh, ovviamente laurearmi e poi fare i soldi! Scherzo!! Vivere al meglio per tutto il resto della mia vita e magari ritornare a giocare in serie A…

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON MARIANNA DEL ROSSO

 

 

Da quanti anni giochi a pallavolo e cosa ti ha spinto ad iniziaiare?

Ho iniziato all'età di 8 anni, nel 1993 con l'Aquila Azzurra Trani e mi ha spinto ad incominciare quest'avventura l'amore e la passione che ho per questo sport

Oltre l'Aquila Azzurra hai giocato in altre squadre?

No, ho sempre militato in questa società

Cosa rappresenta per te la pallavolo?

Per me la pallavolo rappresenta tutto, o quasi. E' certamente più di un hobby visto che sono iscritta anche a Scienze Motorie. Mi piace praticarla e mi piace insegnarla ai piccoli bambini del centro CAS che da pochissimo si sono affacciati a questo sport

Il ruolo di libero che hai in campo è stato scelto da te o dal mister? Come ti trovi in questo ruolo?

Il mio ruolo di libero fù scelto dal mister qualche stagione fà. Per me l'importante è giocare, quindi non mi sono fatta problemi nell'accettare questo ruolo. Prima, ti parlo della serie C di qualche stagione fà, con Isa Azzollini in campo per me trovare spazio era impossibile visto la classe che aveva Isa, quindi con Stefania Solofrizzo mi adattai al ruolo di libero e mi è stata di grande aiuto la stessa Azzollini che mi ha fatto migliorare molto in ricezione.

Che differenze hai trovato tra la serie B di due anni fà e quella di quest'anno?

Certamente il primo anno si può dire che eravamo un po' impreparate ad affrontare quel tipo di campionato. Non avevamo mai giocato in serie B, Manu Martulli a parte e ci andammo a sbattere contro. Poi quell'anno perdemmo in una botta sola Isa Azzollini e Raffaella Balducci e anche gli innesti nuovi come le sorelle Milillo e Titti Delvino con la stessa Policastro hanno voluto un po' di tempo per amalgamarsi nel gruppo e negli schemi. Quest'anno partiamo da un gruppo solido e collaudato ed in più abbiamo Rosa Ricci.

Proprio di Rosa volevamo parlare, chiedendoti come vivi il rapporto con lei

Rosa è stupenda, si può dire che per noi è fondamentale e tutto il nostro gioco passa da lei

Oltre che di pallavolo ti occupi di qualcos'altro nella vita?

Come detto, sono iscritta alla facoltà di Scienze Motorie

Come hai vissuto personalmente il distacco recente con Graziana Scilipoti e che cosa ne pensi della decisione della società?

Sono rimasta malissimo ovviamente, per me lei era come una sorella visto che spesso dormiva da me o io da lei oltre a mangiare e uscire insieme. Che dire...se la società ha fatto quello che ha fatto avrà avuto delle buone ragioni...

Quali sono gli obiettivi che ti prefiggi per il futuro?

Di migliorare sempre, in ogni campo. E poi di sposarmi col mio ragazzo.

C'è un campo, una tifoseria o una squadra che in genere ti farebbe piacere rincontrare? O una che, a differenza, non vorresti rincontrare e perchè?

Mah, sinceramente non ce n'è una in particolare...anzi si: il San Severo. Non la vorrei rincontrare, sono anti sportivi. In generale non ci sono anche tifoserie come la vostra nel nostro girone di serie B2, una tifoseria che ci è sempre vicina e che cura un sito internet sempre aggiornato con foto e soprattutto commenti a differenzadi altri siti un po' troppo vuoti o statici...

Ringraziamo Marianna dell'intervista e un imbocca al lupo per il preseguo del campionato da protagonista e per il futuro da parte nostra.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON MARY LOCONTE

 

 

Raccontaci un po’ la tua carriera pallavolistica

Ho iniziato a giocare a pallavolo all’età di sette anni nell’Aquila Azzurra Trani allenata da Beppe Laminafra. Dopo circa 2/3 anni lo stesso Laminafra fondò un’altra società l’Accademia dello Sport e passai in questa nuova società dove ho militato sino allo scorso campionato. Ho fatto minivolley fino all’età di 12 anni, poi ho iniziato con le under fino all’under 18 e fino allo scorso anno ho giocato nel campionato di prima divisione.

Che differenze  hai trovato tra l’Accademia dello Sport e l’Aquila Azzurra?

Grosse differenze non ne ho trovate. L’Aquila Azzurra certamente è di un livello più alto rispetto all’Accademia e gli allenamenti si tengono sempre al Pala Assi mentre noi li tenevamo al Tensiostatico tranne il venerdì. Di nuovo quest’anno per me c’è anche la giornata in sala pesi che non ho mai fatto prima e le trasferte che sono molto più lontane rispetto al campionato di prima divisione dello scorso anno.

Che aspettative future hai oltre la pallavolo?

Ora come ora sono concentrata quasi esclusivamente con la pallavolo. Il mio sogno è di riuscire un giorno ad approdare in nazionale. Per me la pallavolo è passione, una passione trasmessami da mia madre e da mia zia che qualche anno fa ha anche giocato con il nostro capitano Laura De Pinto. Certamente sono anche occupata con gli studi, frequento l’ITC e un domani vorrei iscrivermi all’università con indirizzo marketing.

Quali sono i tuoi hobbies?

Sicuramente uscire con i miei amici per divertirci e il computer.

Qual è il tuo cantante e film preferito?

Mi piace molto Eros Ramazzotti e come film Armageddon.

Cosa è stata la prima cosa che hai pensato quando l’Aquila Azzurra ti ha voluto con se?

Pensavo fosse uno scherzo! Il giorno di ferragosto mi telefona il mio ex presidente dell’Accademia per dirmi che l’Aquila Azzurra mi ha proposto di entrare nella rosa per la B2. Dopo averne parlato con i miei genitori ho accettato e sono contentissima di averlo fatto.

Chi è il tuo idolo sportivo?

In generale il mio idolo è Francesca Piccinini ma ci tengo a dire che nella squadra di quest’anno della Giodicart  sono tutti modelli da seguire, anche se io stravedo particolarmente per il “fenomeno” Raffaella Balducci.

Negli anni passati hai seguito i vari campionati dell’Aquila Azzurra?

Certo, ho seguito la serie B2 lo scorso anno e il venerdì che avevamo l’unico giorno di allenamento al Pala Assi arrivavo prima per poter seguire gli allenamenti della prima squadra della Giodicart

Infine volevo salutare la mia famiglia, mia zia di Roma e tutti coloro che mi hanno aiutato a fare la scelta che mi ha portato quest’anno nell’Aquila Azzurra e la mia ex squadra e società dell’Accademia dello sport.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON RAFFAELLA BALDUCCI

 In che squadra e in che serie hai giocato prima di arrivare a Trani nella stagione 2002/2003?

Ho iniziato nella squadra della mia città, Corato, non è proprio giovanissima, poi sono stata dai 21 anni per 4 anni ad Andria nell'Intissimo in serie C il primo anno, in B2 gli altri 2 e in B1 nel mio ultimo anno ad Andria e li mi sono formata come atleta e ho imparato molto. Nel 2001 mi trovavo a Padova per lavoro e ho giocato in serie C e sono venuta a Trani grazie al consiglio di Isa Azzollini proprio il 9 dicembre 2002, oggi sono tre anni precisi che mi trovo a Trani.

Sei arrivata il 9 dicembre e ti intervistiamo il 9 dicembre, allora era proprio destino! Dopo le scorse interviste al capitano e alle nuove arrivate abbiamo deciso subito di intervistarti perchè anche se sei a Trani da 3 anni si sà poco quanto nulla sul tuo conto. Per come ti vediamo noi (e ti ammiriamo molto per questo) sei molto professionale sul campo e tutt'altra persona fuori, tu come ti descriveresti?

Davvero sembro seria in campo? Beh,a volte scappa anche il sorriso ma non bisogna mai deconcentrarsi in gara neanche quando l'avversario è meno forte altrimenti rientra in partita. Mi piace allenarmi con professionalità, questo si, mi faccio 15 chilomentri per venire fin qua e mi alleno come si deve in settimana, a questo ci tengo molto altrimenti si arriva alla gara di domenica non al meglio.

Già nel primo anno in cui sei arrivata sino ad oggi noi della tifoseria, vedendo quello che facevi sotto rete, ti abbiamo subito coniato il soprannome "fenomeno" anche se qualcuna bonariamente ti prende un po' in giro...senti su di te la pressione che questo soprannome comporta o vivi la gara pensando soltanto a far bene?

Questo soprannome mi piace molto e ne vado fiera. Certo, quando scendo in campo avendo qualche anno di più di esperienza la gente si aspetta qualcosa in più da me e io mi impegno molto e non dispenso consigli anche in allenamento per le ragazze più piccole anche a costo di diventare assillante.A tal proposito volevo dirvi che per noi siete fondamentali, avere un punto di riferimento come voi fuori dal campo è importantissimo per me. Come è altrettanto fondamentale è avere Laura in campo, per me il capitano è la persona più importante e vederla fuori anche se comunque vicina non è la stessa cosa.

Augurandoci di avere al più presto Laura in campo volevamo chiederti come hai vissuto il rapporto con altre due grandi giocatrici come Isa Azzollini prima e Rosa Ricci oggi.

Con Isa ho un rapporto splendido, l'ho conosciuta ad Andria e vi garantisco che è una persona molto umile e dispensa tanti consigli a ragazze giovani, oltre ad essere molto forte tecnicamente. Poi come persona è fantastica. Anche Rosa è molto simile ad Isa per queste caratteristiche e tecnica e anche lei è una "ragazza spogliatoio".

 Nella scorsa stagione di serie B2, inutile negarlo, la tua mancanza al centro a far coppia con Rossella Mastrototaro si è sentita eccome, come hai vissuto quella stagione pur felice per te visto che hai dato alla luce tuo figlio?

Beh, in quell'anno ho dato alla luce Domenico, e un figlio per una donna è importantissimo. Per quanto riguarda l'Aquila Azzurra non vi nascondo che vedevo le altre mie compagne di squadra in difficoltà certamente non stavo bene, volevo entrare per dargli una mano. Non vedevo la voglia di ritornare a giocare, mi mancava la partita il sabato e gli allenamenti in settimana...

Oltre che di pallavolo ti occupi di qualcos'altro nella vita?

Oltre a mantenere una famiglia (che non è facile) quando posso aiuto mio cognato in una tabaccheria.

Prima di arrivare a Trani hai giocato con Isa Azzollini nell'Intissimo Andria prima in serie B2 e poi in B1. Descrivici un po' l'ambiente e le diversità con Trani. Ad Andria sei stata allenata da Anna Grazia Matera (oggi allenatrice dell'Indeco Molfetta di B1 maschile) e oggi a Trani come mister Toni Chieppa. Quali sono le differenze di allenamento tra i due e che differenza c'è ad essere allenata da una donna o da un uomo?

Son stata fortunata ad incontrare nella mia carriera sempre società che ti facevano sentire parte di una famiglia. Andria sotto questo punto di visto era molto simile a Trani, era per me un ambiente familiare e mi sono trovata molto bene come mi trovo bene a Trani. Non penso ci siano differenze tra come allena un uomo rispetto ad una donna, per me la differenza la fà la metodologia di lavoro. Anna Grazia Matera in settimana in allenamento pretendeva il massimo da te anche a costo di offenderti se non producevi il risultato che lei si aspettava. Ci allenavamo di più e con maggiore intensità. Toni pretende anche lui il massimo da noi ma il clima è più pacato, meno fiscale.

C'è un campo, una tifoseria o una città che ti farebbe piacere rincontrare?

Sono sincera, il calore e il tifo che ho trovato a Trani per me è il migliore. Anche ad Andria ci seguivano i tifosi ma non come voi, avevano più uno stampo calcistico. Per me quello che fate voi stando sempre vicino alla squadra in casa e trasferta è importantissimo. Per noi siete un punto di riferimento e l'dea di creare gli stendardi o striscioni con il nome delle giocatrici è altrettanto importante per noi, ci gasa in campo. Anche aver avuto l'idea di intervistrarci è bella, ci sentiamo partecipi e vi sentiamo più vicini. Comuqnue se devo scegliere oltre Trani una città in cui ritornerei direi Andria.

Infine volevamo chiederti se tra 15 anni quando smetterai di giocare col Trani ti piacerebbe fare l'allenatrice dei centri Cas.

A dire il vero non ci ho pensato al mio futuro fuori dai campi perchè mi ci vedo per molti anni ancora dentro! Comuqnue mi piacerebbe molto fare l'allenatrice, questo si.

 Ringraziamo Raffaella per l'intervista che ci ha concesso e le auguriamo di far bene ancora tanti anni ancora col Trani prima da giocatrice e poi da allenatrice.

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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON RAFFAELLA PAPAGNO

 

 

A che età hai incominciato a giocare a pallavolo e perchè?

 

Ho cominciato a giocare all'età di 13/14 anni, ricordo che facevo la seconda media. Ho iniziato un po' contro il parere di mia madre che pensava la pallavolo fosse uno sport violento, cosa che ovviamente non è, e vi assicuro che sin da piccola ho amato questo sport.

 

 Raccontaci le tue dificoltà che hai incontrato per arrivare a giocare in serie B2

 

Grosse difficoltà non ne ho incontrate, non ho dovuto fare grossi sacrifici o rinunciare a qualcosa. Ovviamente c'è sempre stata da parte mia la voglia di far bene e tutti i sacrifici che questo sport comporta ma difficoltà vere e proprie no.

 

 Indubbiamente il tuo rapporto con la tifoseria non è sempre stato idilliaco, ricordiamo bene il nostro "scontro" di pensieri quando ci fù la contestazione alla squadra in B2. Ora, a distanza di 2 anni, che ti senti di dire?

 

Bella domanda....si ricordo l'accaduto molto bene. Secondo me la contestazione non andava fatta. Per quello che è il mio pensiero non si dovrebbe mai contestare la propria squadra, in particolar modo l'Aquila Azzurra perchè contestandola si fà del male alla città e a Trani tengo molto. Bisogna essere coerenti in quello che si fà. Poi ovviamente non sono una che si riserva rancori verso altri, quindi passato l'accaduto per me era chiusa la parentesi senza strascichi. Oviamente in questi 2 anni ci siete stati accanto ed è anche un po' merito vostro il nostro ritorno in B2 quindi non c'è nessun problema oggi con voi della tifoseria.

 

Che differenze hai trovato nel passare dalla prima divisione alla serie cadetta? Riesci a conciliare entrambi i campionati?

 

Le difficoltà ovviamente sono enormi. In B2 c'è un gioco molto più veloce ed inizialmente mi ha messo un po' in difficoltà ,ma pian piano con l'aiuto della squadra stò migliorando. Anche entrare a campionato in corso in un gruppo per me nuovo non è stato facile, ma per fortuna ho trovato uno spogliatoi molto unito. In particolar modo mi stà aiutando molto la mia "compagna di reparto" Raffaella Balducci che mi grida spesso e mi dà consigli che io cerco di mettere sempre in pratica. Avere consigli da giocatrici del calibro di Ricci e Balducci è una grande soddisfazione e credo ciecamente a tutto ciò che mi dicono, se mi dovessero dire per assurdo che la terra è piatta per me la terra è piatta....stop. Per quanto riguarda il conciliare i due campionati non è facile. Dopo i due infortuni il mister Toni Chieppa mi ha chiamato a tempo pieno in prima squadra e mi alleno con loro adesso. In prima divisione avevo giocato le prime tre partite. Come detto ora come ora questo problema non c'è.

 

 Che fai oltre a giocare a pallavolo?

 

 Studio Scienze storiche sociali all'università di Bari

 

Quali sono i tuoi hobby?

 

Amo disegnare, a modo mio mi reputo un'artista.

 

Chi ti è stata vicina in questi anni motivandoti ad andare avanti e a chi vuoi dire grazie e perchè?

 

Vorrei ringraziare innanzitutto i miei allenatori, ad iniziare da Josè Lai che mi ha allenata da 13 anni sino ad un paio di anni fà. A lei devo moltissimo perchè mi è stata vicina ed incoraggiata. Devo molto anche a Giuseppe Zagaria (ex allenatore prima divisione) e ovviamente anche al mister Toni Chieppa che mi ha portata in prima squadra.

Devo molto anche alla mia famiglia, i miei amici ed al mio ex ragazzo.

Ci tengo a dedicare tutti i miei traguardi a mio padre scomparso 5 anni fà.

 

(Ricordiamo anche noi degli Afecionados con molto affetto il papà di Raffaella a cui leghiamo dei piacevolissimi ricordi risalenti ai tempi della serie C del 1999/2000 e della serie D dell'anno seguente quando in un palazzetto deserto ci sbracciavamo e ci sgolavamo insieme per le nostre aquile n.d.r.)

 

Quali sono i tuoi obiettivi nella vita a medio e lungo termine?

 

Certamente continuare a giocare a questi bivelli, magari sempre in B2 e cercare di fare della pallavolo anche un lavoro impegnandomi a migliorare sempre.

 

Ti piacerebbe fare esperienze fuori Trani?

 

A Trani mi trovo molto bene, dipenderà un po' dalle scelte che farà la società a fine stagione ma, se potessi, vorrei restare a Trani. Anche se, non vi nascondo, che fare nuove esperienze fuori non mi dispiacerebbe.

 

Quali sono i tuoi idoli (se ci sono) nello sport?

 

Il mio idolo è Rosa Ricci, è fortissima e rimango letteralmente a bocca aperta per le sue giocate, inoltre è una persona adorabile e di un'umiltà indescrivibile. Poi mi piacciono molto le ragazze della nazionale brasiliana e la Angeloni tra le italiane.

 

Quali sono i tuoi progetti sportivi per la prossima stagione?

 

Dipende dalla società, stare nel gruppo della prima squadra non mi dispiacerebbe affatto ma se è vero che ci sono le possibilità di giocare in serie D con l'Aquila Azzurra e riabbracciare tra le altre compagne anche Benedetta Di Venosa (quest'anno in prestito al Molfetta n.d.r.) mi piacerebbe davvero farne parte.

 

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INTERVISTA A PASQUALE AMORUSO, FONDATORE DELLA SOCIETA' DI PALLAVOLO AQUILA AZZURRA MELZO (MI)

 

 

 

Come mai hai scelto il nome "Aquila Azzurra" per la squadra di Melzo?

 

Ho scelto questo nome per l'amore che ho verso l'Aquila Azzurra Trani e per quello che mi ha dato nella pallavolo, ero probabilmente l'unico tifoso che andava in giro ai primi tempi della serie A2 specialmente al nord e la simpatia è stata questa, l'amore verso questa squadra.

Prima dell'Aquila Azzurra Melzo nella mia cittadina milanese c'era soltanto una piccola società di Pgs ma nessuna di federazione, abbiamo iniziato facendo un libro "Pallavolando insieme" poi di la abbiamo deciso di dare una realtà ben precisa iniziando praticamente da zero rivolgendomi inizialmente dai parroci e il primo anno abbiamo fatto questa esperienza all'oratorio chiamandoci Pallavolando Insieme e tutt'ora c'è ancora un torneo con questo nome e di là insomma è nata l'Aquila Azzurra. Per quanto riguarda il nome c'è stato un sondaggio tra i ragazzi e tra Blue Eagle e il nome attuale abbiamo preferito scegliere la versione italiana Aquila Azzurra Melzo.

 

Cosa ti ha spinto a fondare una squadra di volley e che difficoltà hai incontrato?

 

Mi ha spinto fortemente l'amore che ho per la pallavolo e quando il mio lavoro me lo ha consentito nel 1994 ho deciso di fondare questa società. A Melzo non c'era questa realtà, mi sono puntato fortemente da solo senza nessuno ed ho deciso di farlo e ci stò riuscendo, sono 10 anni di buoni risultati organizzativi, il nostro obiettivo ora è fare buoni risultati di gioco e crescere, ad esempio  puntare al titolo femminile under 14.

Per quanto riguarda le difficoltà ce ne sono state a livello economico, però ho rischiato sempre mettendo di tasca mia e attualmente abbiamo fatto una serie D maschile e contiamo 150 iscritti, lavoriamo solo esclusivamente con le quote associative e molti aimè mi chiedono come faccio e io gli rispondo che probabilmente al nostro interno c'è una buona gestione e organizzazione dove tutti hanno ovviamente tuta e borsone e questo è l'orgoglio mio, di Melzo e dei comuni limitrofi.

 

Che differenza hai trovato, se ce ne sono, tra la pallavolo giocata al nord e quella giocata al sud?

 

Prima di tutto c'è una differenza di gioco, al nord è più veloce ed è più tecnico. Se ad esempio esaminiamo l'ultima partita che ho visto tra Aquila Azzurra Trani e Autoluna Salerno di B2 è paragonabile ad una serie C nostra di medio livello, una B2 nostra ho avuto modo di vederla ed è molto più forte.

Per quanto riguarda le difficoltà delle società io non ho lavorato in Puglia ne tantomeno a Trani, sono stato giocatore e rappresentante ma niente di più. Da ciò che sento mi accorgo che qui a Trani c'è difficoltà a trovare le palestre e le ragazze, mentre al nord assolutamente di questo problema non ce n'è e vi garantisco che nel momento in cui una società deve aprire un'attività in un paio di anni tira su un buon livello e una buona organizzazione. Per quanto mi riguarda personalmente ho investito nella pallavolo a Melzo, ci stò riuscendo e le istituzioni comunali credono molto nel valore dello sport, esiste una consulta sportiva dove mia moglie attualmente è il presidente. Tra le iniziative che abbiamo proposto abbiamo voluto fortemente la festa dello sport a Melzo per incentivare proprio i ragazzi ad intraprendere un'attività motoria di squadra e c'è un forte investimento sulle attività sportive e mi sembra sia molto importante.

 

 Visto che qui al sud è molto difficile reperire sponsor o trovare gente che sia disposta ad investire nella pallavolo, ci puoi raccontare com'è la situazione al nord?

 

Dopo aver lavorato molto sulla realtà fisica della pallavolo cercando di diffonderla quanto più possibile, adesso stiamo cominciando a far capire a Melzo che esistiamo come realtà da 10 anni insieme ad una realtà sportiva molto vasta in una città di ventimila abitanti dove escludendo il calcio  esiste una squadra di serie B femminile di basket, serie D di basket maschile, il karatè ecc...

Noi quest'anno con la serie D maschile siamo stati privilegiati ad avere un piccolo sponsor che ci ha aiutato a vivere, altrimenti sarebbe stato difficile andare avanti ma dalla mia esperienza è molto più facile reperire uno sponsor nella nostra realtà.

 

Cosa ha rappresentato e cosa rappresenta per te l'Aquila Azzurra Trani e l'Aquila Azzurra Melzo?

 

L'aquila Azzurra Trani è stata per me la vera passione della pallavolo, chi mi ha conoscito può capire. Anche se non giocavo, anche se sono andato via, dove andava il Trani io ero con loro. Mi ricordo la famosa partita di Bergamo con la Foppapedretti in serie A quando Rosa Ricci prese una pallonata in volto e si fece male mi feci sentire sugli spalti, un 3 a 2 per Bergamo che probabilmente potevamo vincere ma è stata una bella partita. Ricordo la partita giocata a Castellanza in serie A2 nel 1996 quando ci furono cori razzisti a Norca Latamblè del Trani, contestai moltissimo l'arbitro e l'ambiente. Al ritorno seguì la partita a Trani, giocammo, vincemmo e sventolammo le bandiere biancazzurre e mi trovai a gioire per quella partita in particolare.

Per l'Aquila Azzurra Melzo mi auguro che segua le stesse orme di Trani, che iniziò a giocare in terza divisione nella piazza del Municipio e mangian mangiando è venuto l'appetito...vincere un campionato di prima divisione è stato già un successo per noi, chi lo sà, ne riparleremo tra 10/15 anni, mai dire mai alla provvidenza.

 

Parlaci dei pro e dei contro che hai riscontrato nel mondo della pallavolo per quello che hai visto e vissuto

 

Di contro probabilmente quasi niente, di positivo si. Secondo me la pallavolo è l'unico sport che fà l'educazione sportiva. Se si analizza il perchè, un motivo può essere che non c'è contatto fisico tra i giocatori, è la rete che da arbitro decide chi è il più forte. Tutti quanti noi che facciamo pallavolo insegniamo quel cerimoniale ai bambini di alzare la mano e chiedere scusa nel momento in cui si sbaglia e questo gesto negli altri sport non c'è.

Di contro c'è davvero poco, è uno sport ricco ma nello stesso tempo povero perchè è ancora ristretto anche se i numeri francamente ci danno ragione specialmente negli ultimi anni. Togliendo il calcio siamo il secondo sport in Italia dicendo grazie anche alle nazionali vincenti ma anche alla nostra cultura di educazione sportiva che viene molto ben accettata dai genitori a scapito proprio di sport "di contatto" come il calcio

 

Come vedi il mondo arbitrale visto che ne fai anche parte?

 

Parlando a livello regionale il livello degli arbitri è sceso perchè a volte non c'è neanche il numero di arbitri che le gare richiedono. Io arbitro le partite di terza divisione, il livello di gioco ovviamente è basso e si vuol alzare il livello degli arbitri ma non ci si riesce perchè il numero degli iscritti stà calando. Se ci fossero stati più iscritti ci sarebbe una selezione per alzare il livello, cosa che purtroppo non accade.

 

Raccontaci un po'  le emozioni che hai provato a ritornare in questo ormai storico palazzetto

 

Io sono andato via da Trani relativamente presto, in B1 se non sbaglio, ma comunque quando il Trani è andato in serie A facevo la spola Trani-Melzo e ho visto delle partite. Ricordo molto bene una ragazzina di nome Rosa Ricci e un'altra ragazzina di nome Vania Mello che a 15 anni giocava già a Trani ed era impressionante vederla giocare, umile che piano piano è arrivata a diventare campionessa mondiale. Penso sia l'orgoglio di Trani e di tutta la pallavolo in generale.

Mi sono tornati in mente dei bei ricordi, gli anni della serie A e di tutte le trasferte che mi feci al nord, è stato bello. Poi si è presentata la triste realtà di un sogno che era svanito però penso che Trani comunque piano piano si sia rialzando e spero che tutta la cittadinanza risponda bene e che si ritorni a fare una pallavolo di alto livello e spero anche che il comune in questo caso francamente dia una mano a tutte le socetà sportive perchè non è possibile che una società che fà progetti e che gioca in serie B2 come l'Aquila Azzurra debba fare un'ora e mezza di allenamento, quando dovrebbe fare minimo tre ore di lavoro al giorno. Se si vogliono dei risultati bisogna avere le strutture.

 

Ad inizio campionato, in tempi non sospetti affermavi che quest'anno ci toglieremo parecchie soddisfazioni ed effettivamente è andata così. E' stata una giusta intuizione?

 

Da quello che ho letto e da quello che seguivo, vedendo un po' le giocatrici che sono tornate a Trani e quelle che sono rimaste convinte di fare bene, capì subito a pelle che campionato sarebbe stato.

Da tifoso dico che non si è andati ai play off perchè si sono infortunate delle ragazze, perchè se la squadra era compatta senza gli infortuni io sono convinto che il Trani arrivava nelle prime 4 posizioni per giocarsela. A settembre veremo chi ci sarà e farò un secondo pronostico, fino ad ora ci ho azzeccato.

 

Il tuo sogno nel cassetto?

 

Il mio sogno è un sogno che spero si realizzi l'anno prossimo probabilmente alla fine di giugno e cioè che l'Aquila Azzurra Trani venga a Melzo per fare un quadrangolare con delle squadre del nord. Sarei molto orgoglioso se si riuscissi ad organizzare questo evento.

 

 

Ringraziamo Pasquale per la disponibilità e gli auguriamo tutto il bene possibile per la sua Aquila Azzurra Melzo entrata anche nelle nostre simpatie.

 

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