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LE INTERVISTE DEGLI AFECIONADOS: A TU PER TU CON ISA AZZOLLINI

 

 

Dopo tanti anni abbiamo avuto il grande piacere di intervistare Isa Azzollini, bandiera dell'Aquila Azzurra oltre che giocatrice storica con un passato in serie A1 e capitano biancazzurro in A2. Dopo diversi anni è tornata a Trani vincendo la Coppa Puglia e con una promozione in B2 all'attivo sempre a grandissimi livelli. La nostra speranza è che possa ancora calcare i campi di gioco il prossimo campionato perchè con la sua esperienza e serietà può dare ancora molto a tutto l'ambiente e soddisfazioni a noi tifosi immaginadola già con un futuro da allenatrice.

Oggi dire Isa Azzollini significa dire Aquila Azzurra Trani, una storia lunga 18 anni con la maglia biancazzurra cucita addosso. Ti senti il punto di riferimento di questa società?

Beh, mi piacerebbe sentirmi il punto di riferimento. In realtà in tanti anni ci sono state tante ragazze più forti di me. E’ vero, con la maglia del Trani  ho disputato tanti campionati e posso dire di essere stata sempre abbastanza costante e non è stato difficile passare tutto questo tempo in questa società perché è composta da persone semplici che mi somigliano, quindi adattarmi per me è stato facile.

Ripercorriamo un po’ la tua carriera: debutti in C1 nella volley Molfetta nel 1986 a 15 anni e dopo 4 anni a soli 19 anni approdi nell’Aquila Azzurra in serie A2….continua tu…

Si è vero, ho iniziato a Molfetta in serie C1 allenata da Corrado Minervini, il mio primo mister. Sono stata per 4 anni vincendo anche nell’ultima stagione il campionato e approdando in serieB2. In realtà l’Aquila Azzurra mi voleva anche prima ma, non essendo maggiorenne e non avendo l’auto per arrivare a Trani ad allenarmi, fui costretta ad attendere la maggiore età. Il primo anno in A2 fui allenata da Roberto Brattoli e feci molta panchina contendendomi il posto con Anna Ferrante, solitamente Roberto mi faceva entrare al tredicesimo punto (con l’allora set a 15) per ricevere e non dovevo sbagliare. Ricordo che quell’anno in squadra arrivò anche la prima straniera: l’americana Tracy Clark. In tanti anni ho ricoperto svariati ruoli, il mister mi impiegava per ricezione e difesa ma alla fine ero considerata il jolly della squadra ricoprendo più ruoli e diventando universale.

Dopo 6 anni di Aquila Azzurra in serie A2 e A1 approdai all’Acmei Bari in B1 ancora allenata da Roberto Brattoli con un altro ex Trani: Nicola Capocasale.

Dopo l’anno a Bari andai alla Sidis Lanciano allenata da Daniele Litterio, un gran personaggio, e rimasi per due anni in B1. Ho un bel ricordo di Lanciano, una gran bella esperienza in una società molto attenta ad investire molto sui provini di giovani giocatrici.

Dopo Lanciano sono ritornata in puglia ad Andria in B2, una società con grandi ambizioni allenata da Anna Grazia Matera e li ricoprivo i ruoli in posto 4 e posto 2. Ricordo tra le altre ragazze Elisabetta Cestino (oggi al Molfetta di B2), Eva Ceccatelli, Raffaella Calducci, Rosalba di Corato, Giusy Caterina, Antonella Civita insomma molte ragazze che poi ho rincontrato qui a Trani. Vincemmo subito il campionato di B2 approdando in B1. L’anno seguente la società costruì un vero squadrone inserendo nell’organico gente come la Micheletto e la Felicetti. Arrivammo ad un passo dai play off già al primo anno sfiorando la A2 e poi per vari motivi a fine anno la società fu costretta a sciogliersi. Sempre quell’anno mi sposai e a febbraio 2002 ricomincia ad allenarmi con l’Aquila Azzurra.

Se noi ti diciamo 10 Aprile 1994 tu cosa ci rispondi?

Il giorno che siamo approdati in serie A1. Bellissimo….mi ricordo tanti pianti…..Ricordo molto bene l’ultima partita in casa col Bari, venivamo già dalla vittoria col Firenze che ci permise di vincere il campionato ma eravamo anche reduci dalla sconfitta di Messina quindi ci tenevamo a finire in casa con una bella vittoria e così fù…ci fù una gran festa…

Gli anni della serie A, per chi gli ha vissuti, sono ricordi indelebili che non sbiadiscono col tempo. Descrivici qualche partita di A1 o A2 che ti è rimasta impressa e che ricordi volentieri

Come detto, ricordo molto bene la partita col Bari l’anno che salimmo in A1. Brattoli mi fece entrare e con le mie ultime due schiacciate vincemmo la partita. In quegli anni ci furono tante belle partite, certamente non posso dimenticarmi la partita col Matera in A1 in casa con tantissimo pubblico e con le tifoserie gemellate.

Raccontaci che rapporto avevi con le ex compagne di serie A e se continui ancora a sentirti con qualcuna

Con Rosa Ricci mi vedo tutt’ora giocando ancora insieme a Trani, ricordo che quando la ritrovai a distanza di anni sembrava che ci fossimo lasciate ieri. Ho avuto difficoltà a sentirmi con le altre ragazze di altre regioni, oggi certo con i cellulari e le e-mail è più facile ma qualche anno fa non era proprio così. Capita che mi vedo spesso con Paola Capuano, Ida Taurisano, Teresa Leo, tutte ragazze pugliesi insomma.

All’età di 24 anni diventi il capitano dell’Andra Lingerie Trani in A2 e il 14 aprile 1996 nello spareggio salvezza in casa con il Castellana conquisti il punto della vittoria al tie-breack riuscendo a murare l’ultimo assalto ospite. Descrivici che emozione hai provato in quell’istante e dopo una settimana a Vicenza nell’ultima gara di campionato vinta  e con la salvezza conquistata in extremis

Wow che memoria! In realtà non è che mi ricordo proprio questo particolare ma se lo dici tu ci credo….scherzi a parte non ho un buon ricordo dell’ultima serie A2 rispetto magari a voi tifosi. Una brutta esperienza per le varie sconfitte e con vari problemi anche di spogliatoio. Mi ricordo molto bene però di qualche giocatrice come Norma Ruggiero, una grande. La rincontrai in Sardegna quando militavo nel Lanciano, una gran bella persona.

Qual è stato il tuo rapporto con i vari mister che si sono susseguiti nel tempo?

Sono nata come palleggiatrice grazie al mio primo mister Corrado Minervini di Molfetta. Con gli anni Roberto Brattoli si può dire mi abbia cresciuta e mi ha fatto vedere com’era la pallavolo seria, con lui ho imparato tutti i fondamentali. Per me Roberto era una garanzia e con lui ho ottenuto i migliori risultati.

A Lanciano sono stata allenata da Daniele Litterio, con lui non mi sono mai scontrata anche avendo idee diverse. Ricordo che non concepiva come potessi prendere in ricezione tutte le palle che mi tirava riuscendo a capire il punto esatto dove sarebbe caduta la palla. Una volta addirittura mi fece allenare con la sola luce delle lampade di emergenza ma riuscii sempre a ricevere grazie agli insegnamenti di Brattoli: la ricezione è soltanto un fatto mentale e di concentrazione.

Toni Chieppa si può dire abbia seguito le orme di Brattoli visto che è stato per diversi anni suo secondo.

Cosa ti ha spinto a ritornare a giocare a Trani in serie C dopo 6 anni e rimetterti in discussione? E come fai a conciliare la tua vita sportiva con quella di mamma?

Dopo l’esperienza di Andria e dopo essermi sposata sentivo il bisogno di ritornare a calcare il campo da gioco. Spinta da Emilio (il marito ndr) sapendo che a Trani c’era una squadra che stava giocando in serie C decisi di tornare visto le belle esperienza trascorse. Per quanto riguarda il conciliare la vita sportiva con la mamma ti rispondo con una battuta dicendoti che il vero problema non è mio figlio ma mio marito….

Qual è il ricordo più bello come atleta nell’Aquila Azzurra?

Il ricordo più bello della serie A è semplicemente di come viveva la città in quegli anni per la pallavolo. Non c’era bar, locale o negozio senza un poster o un calendario della squadra e noi atlete venivamo letteralmente fermate per la strada, bellissimo.

Lo scorso anno, dopo svariati anni di Aquila Azzurra, la nostra tifoseria ti ha consegnato il Premio alla carriera, un giusto tributo ad una grande atleta che per anni ha onorato questa maglia. Commenti ed emozioni.

In tanti anni ho ricevuto molti premi e riconoscimenti sia dal mondo della pallavolo che dall’atletica ma ricevere un premio da voi tifosi è stata una grande emozione……mi ha fatto molto piacere e lo custodisco gelosamente

Parliamo dell’ultimo campionato di B2, un ottimo piazzamento o un gran rammarico visto che siamo riusciti a battere le prime due della classe approdate poi in B1?

Certamente è stata persa una grande occasione. Quest’anno la stagione è stata caratterizzata da molti alti e bassi dovuti in molti frangenti da incertezza ed insicurezza da parte di tutti, abbiamo gestito male l’approccio di qualche gara. Peccato, ci siamo fatti sfuggire una buona opportunità perché la squadra per vincere il campionato sulla carta l’avevamo noi. Secondo me è mancato anche un po’ il gruppo in alcuni momenti chiave, un aspetto molto importante che alla lunga ha pesato.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e che consigli ti senti di dare ai giovani pallavolisti che si affacciano a questo sport?

L’esperienza che ho fatto io vorrei che la provassero anche gli altri per ciò che mi ha dato la pallavolo. Questo sport ti insegna l’educazione, il rispetto delle regole anche se bisogna fare i conti anche con i momenti brutti, utili anche questi per farti crescere. Progetti per il futuro? Certamente continuare a fare la mamma ma mi piacerebbe molto anche allenare (lavoro permettendo), il pensiero di continuare a stare su un campo da gioco ed allenarmi anche dopo aver smesso mi alletta.

Nella tua lunga carriera sportiva qual è la giocatrice con quale avresti voluto giocare o che ammiri di più?

Ho avuto l’onore di giocarci insieme: è Mirela Sesti, l’ex centrale dell’Aquila Azzurra in A1 e A2. Aveva ed ha una muscolatura che non potete immaginare anche grazie al preparatore atletico del tempo Savino Liso e a me piaceva tantissimo. Ricordo il ritiro e la preparazione atletica negli anni della serie A a Madonna di Campiglio in piena estate…potete immaginare che tempi!

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Si ringrazia Nico Aurora e Radio Bombo per la gentile concessione della foto

 

 

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