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Nella precedente intervista Rossella di Bari ci raccontava che ti ha
conosciuto nelle finali del torneo provinciale a Castellana qualche anno
fa, magari partendo proprio da li raccontaci un pò la tua carriera
sportiva dagli inizi ad oggi…
Si,
con Rossella ci siamo conosciute proprio nelle finali regionali e abbiamo
giocato per due anni consecutivi nella stessa squadra allenata da Roberto
Brattoli e come secondo Piero Zampetta. Inutile dirvi che quelle selezioni
per me furono importantissime perché fui visionata da qualche dirigente
del Bari Volley e l’anno successivo andai a giocare con mia sorella Serena
proprio nel Bari in serie A all’età di 16 anni. In questa stagione giocai
le prime 7 partite titolare per poi sedermi in panchina e
contemporaneamente giocavo nel Valenzano in serie D e ricordo che
affrontai l’Aquila Azzurra che militava appunto in D quell’anno. L’anno
seguente continuai a rimanere nella rosa del Bari in A giocando in
contemporanea nel campionato giovanile. L’anno successivo lasciai Bari per
tornare a Giovinazzo e giocare in serie C dove affrontai nuovamente
l’Aquila Azzurra che mi notò e mi volle con se l’anno seguente in serie
B2.
Come mai hai scelto come sport proprio la pallavolo?
A
dirvi il verò ho iniziato a giocare a tennis sin dall’età di 9/10 anni a
Giovinazzo. Ho giocato per 3 anni ed ero bravina al punto tale da giocare
anche tornei al di fuori della mia città. Giocavo con mia sorella e spesso
ci paragonavano alle sorelle Williams, anche perché mia sorella di nome si
chiama anche Serena…poi ad un certo punto conobbi la pallavolo e ci fù un
periodo che giocavo in contemporanea a tennis e a pallavolo e alla fine mi
sono completamente innamorata del volley
Cosa fai nella vita oltre a giocare a volley?
Oltre a giocare studio Scienze Giuridiche di Impresa all’Università di
Bari e non vi nascondo che mi piacerebbe lavorare un domani nell’azienda
di mio padre (Milillo Trasporti ndr) anche per dare un seguito e una certa
continuità al grosso lavoro che dal nulla ha fatto mio padre. Oltre allo
studio quindi mi piace ascoltare musica e soprattutto mi piace uscire e
vivere la vita
La prossima avversaria sarà la capolista Aversa, all’andata vinse
facilmente per 3 a 0 ma affrontò un Trani non al meglio, come andrà
secondo te, il ritorno tra le mura amiche?
Certamente non vogliamo ripetere la figuraccia dell’andata. Sicuramente
abbiamo avuto problemi fisici, mi ricordo che Rosa Ricci non si allenò per
tutta la settimana e che Rossella Mastrototaro ebbe un infortunio alla
spalla in allenamento e comunque non giocammo al meglio. Si spera che in
casa con l’apporto del pubblico amico riusciamo almeno ad agguantare un
punto portando l’Aversa al tie-break.
Da quando sei arrivata a Trani nell’Aquila Azzurra anno dopo anno sei
cresciuta molto sia tecnicamente che in altri fondamentali, a 21 anni ti
senti già al top o hai ancora margini di crescita?
E’
verissimo, sono cresciuta moltissimo tecnicamente da quando sono arrivata
a Trani ma non mi sento di essere arrivata ancora al top. So che posso
ancora migliorare e non si finisce mai di imparare come ci dice
giustamente Rosa. Sono cresciuta grazie al mister Toni Chieppa e grazie al
campo su cui ho fatto esperienza in questi anni.
Dove pensi possa arrivare questa squadra quest’anno e nel prossimo
campionato? O meglio, questo gruppo può realmente puntare alla B1 già da
quest’anno?
Non
mi sento di dire che possiamo puntare alla B1 già da quest’anno, la nostra
massima aspirazione è agguantare il quarto posto e arrivare a giocarci i
play off. Diciamo che sarebbe il massimo risultato che possiamo fare anche
se, comunque vada, questa rimane una grande stagione rispetto a quella di
2 anni fa in cui prendevamo schiaffoni in faccia da tutti quanti. Siamo
cresciute e lo stiamo dimostrando coi fatti sul campo.
Qual è il tuo più bel ricordo che hai in tutti questi anni e il meno bello?
Certamente il più bello è la promozione in serie B2,anche perché per me
era la prima della carriera. Il meno bello quando sono svenuta 2 anni fa
in B2 in casa contro il Pick Up Potenza.
Cosa ti ha spinto a venire a giocare a Trani con tua sorella Serena?
Io e
Serena giochiamo sempre insieme, siamo come un “pacchetto” e siamo voluti
venire a Trani perché significava per noi la prima vera sfida oltre
l’esperienza in A. E poi sapevamo che a Giovinazzo non potevamo crescere
più di tanto e comunque lottavamo per salvarci in serie C, mentre arrivare
a Trani significava giocare in serie B2 e comunque crescere come altete.
Obiettivi nell’immediato futuro e sogni nel cassetto?
Beh,
ovviamente laurearmi e poi fare i soldi! Scherzo!! Vivere al meglio per
tutto il resto della mia vita e magari ritornare a giocare in serie A…
Intervista a cura del Gruppo Afecionados Trani 1999
www.afecionadostrani.it
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