|
A quanti
anni hai incominciato a giocare?
Ho
iniziato a giocare all’età di 7 anni, si può dire quasi per caso. Nella
mia scuola elementare compilai un questionario dell’Aquila Azzurra Trani e
addirittura alla domanda “che sport ti piacerebbe fare” scrissi tennis! Da
lì fui chiamata comunque dall’Aquila Azzurra per sostenere un provino per
la mia altezza che a quella età era superiore alla media e da lì iniziai
prima nel mini volley allenata proprio da Toni Chieppa, poi le varie under
13, 14, 18 sino alla B2 attuale.
Mi
ricordo che i primi anni ci allenavamo nella palestra delle suore Ventura
e poi alla Baldassarre e iniziai non come alzatrice ma come laterale. Poi
in un campionato di serie D presi il posto dell’alzatrice infortunata e da
allora sono rimasta in quel ruolo.
Oltre
all’Aquila Azzurra hai giocato in qualche altra società?
No
Che altro
fai nella vita oltre a giocare a pallavolo?
Studio
Fisioterapia. Lo scorso anno giocato da titolare ho avuto poco tempo per
dedicarmi al meglio allo studio, mentre quest’anno, visto che sono la
seconda palleggiatrice dopo Rosa, ho più tempo per studiare
Quali
sono i tuoi hobby?
Viaggiare
e fare shopping
Cosa hai
provato quando la società vi ha comunicato che sarebbe ritornata Rosa
Ricci a Trani?
Per me è
stata una grandissima emozione, quasi non ci credevo! Dovete sapere che
Rosa è sempre stata il mio idolo sin da piccolissima, ho sempre indossato
la maglia numero 3 in suo onore e stravedevo per lei. Il giorno che tornò
a Trani dopo tanto tempo, lo scorso campionato nella partita primato
Trani-Valenzano, ero davvero nervosa anche se concentrata per la partita.
Quando andai in battuta e la vidi non capì più niente e sono state le mie
compagne di squadra della panchina a farmi mantenere la calma e la
lucidità. Certamente chiunque di noi la domenica vuole giocare e ho subito
capito che per me non ci sarebbe stato molto spazio quest’anno ma da Rosa
stò imparando moltissimo, soprattutto in ricezione, e mi sarà molto utile
per il futuro.
In questi
anni si sono alternate, oltre a te, anche altre palleggiatrici come Manu
Martulli e Rosa Ricci appunto, cosa hai imparato da entrambe?
Da Manu
spero niente. Caratterialmente siamo differenti. Lei in campo è molto
severa, quando qualcuno sbaglia la rimprovera perché vuole che certi
errori non si ripetano ma io la penso diversamente. La pallagiatrice deve
cercare di dare equilibrio all’intera squadra e anche se sa che l’alzata
era perfetta e l’attacco è stato sbagliato deve sempre motivare e
incoraggiare chi ha sbagliato altrimenti tutta la squadra ne risente.
Da Rosa
invece, come ridicevo prima, stò imparando moltissimo, soprattutto in
difesa e in tutti i fondamentali in generale.
Che
differenza trovi che ci sia tra la passata B2 e quella di quest’anno che
vi vede ai vertici?
Secondo
me la vera differenza la stà facendolo lo spogliatoio. Due anni fa ci
furono dei problemi proprio su questo punto, problemi ormai risolti. Poi
non conoscevamo bene la serie B2 e il livello tecnico a differenza di
quest’anno.
Qual è il
tuo più bel ricordo che hai in tutti questi anni e il meno bello?
Il più
bello sicuramente la convocazione per le selezioni provinciali e regionali
per due anni di fila a 14 e 15 anni, sono ricordi che non si dimenticano.
Le finali le giocammo a Castellana e mi ricordo che vincemmo il torneo
provinciale ed io ero il capitano. Proprio lì conobbi Liviana Milillo.
Un altro
bel ricordo è anche la promozione in B2 dello scorso anno. Mentre il
ricordo meno bello è legato alla finale under 18 contro Il Noci, giocato
proprio a Trani al Tensostatico 2 anni fa.
Qual è il
campo o la squadra che vorresti rincontrare? E qual è,al contrario, il
campo che eviteresti di andarci volentieri?
Beh,giocherei ancora col Valenzano perché è sempre uno spettacolo, sia in
campo che fuori con le tifoserie gemellate. Una squadra che eviterei di
giocarci è il Lynx Bari, lo scorso anno giocammo a Triggiano in una
palestra scolastica e vincemmo per 3 a 2 e ci fu una discussione con la
squadra di casa per via delle docce ed altro...
|