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ROSSELLA MASTROTOTARO

 

Data e luogo di nascita: 14.08.1981  Altezza 1.77

Ruolo: CENTRALE

Numero: 6

Squadre precedenti: A.S.P.AQUILA AZZURRA TRANI, NEW VOLLEY TEAM MARGHERITA

 

A che anno hai iniziato a giocare a pallavolo e in che società hai cominciato a muovere i primi passi?

Ho iniziato a giocare a pallavolo nel settembre del 1990 all’età di 9 anni per pura casualità. Sin da 6 anni ho iniziato a praticare sport come nuoto, basket, pattinaggio ma nell’estate del 1990 mi avvicinai alla pallavolo grazie ad un corso gratuito estivo che organizzò l’Aquila Azzurra Trani e fui “scoperta” proprio da Gino Melodia, un allenatore di Altamura che all’epoca curava il centro CAS di Trani e che mi scelse per entrare nella rosa. Di quel gruppo ricordo che facevano parte anche Angela Palmiotto e Teresa Di Clemente. Ricordo con piacere che più avanti negli anni nel 1996 fui convocata in panchina in serie A2 per le gare casalinghe mentre contemporaneamente giocavo in serie D allenata da Franco Marzocca. Quell’anno fù bellissimo sia perché ebbi la fortuna di assaporare la serie A e anche perché vincemmo il campionato e salimmo in serie C.

Oltre all’Aquila Azzurra in che altre società hai militato?

Ho avuto soltanto un’esperienza oltre Trani, quella di Margherita alla New Team nella stagione 2000/2001, l’anno seguente alla retrocessione dell’Aquila Azzurra in serie D. La società mi propose di fare quest’esperienza anche perché sulla panchina del Margherita sedeva Pino Filannino (ex Aquila Azzurra ndr). Ho un bel ricordo di quell’anno, le ragazze e la società mi accolsero bene e facemmo un bel campionato al vertice. Ricordo che arrivammo terze con l’Amatori Bari che vinse il campionato e purtroppo non avemmo l’opportunità di fare i play off destinati soltanto alla seconda classificata. Se fossimo salite in serie B2 quasi sicuramente sarei rimasta lì, invece il destino mi ha riportato l’anno seguente a Trani a riaffrontare nuovamente un campionato di C con il ritorno immediato in quella serie dopo un anno di purgatorio in D.

Oltre la pallavolo che, pensiamo occupa un posto importante nella tua vita, di che altro ti occupi nel tempo libero o per professione?

Sono molto occupata per via del mio lavoro, faccio parte della cooperativa Prometeo di Trani e stò lavorando come educatrice di ragazzi diversamente abili alla scuola media Baldassarre e contemporaneamente porto avanti altri progetti sempre nel sociale in collaborazione con la Coop. Etnie di Bisceglie e la Caritas della nostra diocesi come ad esempio il progetto Sossa che mi vede consulente legale per l’orientamento dei detenuti extracomunitari sia nel carcere femminile che maschile di Trani. Non vi nascondo che con molto orgoglio io con altri soci abbiamo fondato anche una cooperativa tutta nostra.

Abbiamo letto su qualche articolo pubblicato che il tuo mito sportivo è Mirela Sesti, l’indimenticata centrale dell’Aquila Azzurra al tempo della serie A. Spiegaci un po’ il perché e cosa ti ricordi di quegli anni fantastici

Il tutto è nato da una cena che facemmo qualche anno fa con degli amici e tra questi c’era anche Nico Aurora che mi domandò che giocatrice mi piaceva in serie A e io risposi Mirela Sesti. Da ragazzina vedevo fare la 9 da due campionesse come Rosa Ricci e Mirela Sesti e oggi il destino ha voluto che al posto della Sesti ci sono io a fare la centrale sempre con Rosa al mio fianco e per me è un grandissimo onore ricoprire quel ruolo che è stato di Mirela.

Descrivici un po’ i tuoi pregi e difetti

Beh, da buon Leone sono testarda e logorroica ma anche ottimista, solare ed onesta con tutti. Sono anche molto orgogliosa di tutto ciò che faccio e delle cose in cui ci metto tutta me stessa.

Progetti per il futuro a breve e lungo termine?

Certamente continuare a giocare a pallavolo, lavorare per quello che ho studiato e continuare ancora a studiare perché non mi sento per niente arrivata e, infine, quando economicamente potrò farlo sposarmi.

In tutti questi anni, chi maggiormente ti è stata vicina e ti ha seguita e incoraggiata nel mondo della pallavolo?

Sicuramente la mia famiglia con mio padre in primis e Pasquale, il mio ragazzo.

Se avessi soltanto un desiderio da esprimere che cosa chiederesti?

A 24 anni mi ritengo pienamente soddisfatta di quello che ho, ho un lavoro, gioco a pallavolo e mi diverto, c’ho un fidanzato che mi vuole bene quindi non desidero niente di più di quel che ho dalla vita….anzi c’è una cosa che vorrei: un Lucano!

Dopo una fine 2005 un po’ in salita per la squadra con i tanti infortuni, l’inizio del 2006 è ritornato ad essere davvero spumeggiante sia per il gioco che per i punti pesanti raccolti. E’ un caso che questa rinascita sia avvenuta in concomitanza con il tuo recupero dopo l’infortunio alla mano e al rientro del capitano De Pinto?

Secondo me si, anche se c’hai ragione quando dici che i molti infortuni ci hanno condizionato negativamente nell’ultima parte dell’anno. Troppe volte sia io che molte di noi sono state costrette a non allenarsi bene o affatto per via degli infortuni che ci hanno pesantemente danneggiato e poi domenica in gara si vedeva quanto soffrivamo. Certamente con l’ingresso di Laura è subentrata una maggiore determinazione perché è il capitano ma non ci sono in squadra individualità, siamo tutti bene o male sullo stesso piano Ricci e Balducci a parte.

Parlaci un po’ di questo bel campionato che ci state regalando e di come lo stai affrontando magari rispetto ad altri campionati precedenti

Quest’anno ci stiamo togliendo tante soddisfazioni, a dar retta ai media siamo partiti a pari livello del Cellino ad esempio se non peggio e invece sul campo stiamo navigando in zona play off. Certamente quest’anno c’è stata una crescita psicologica e tecnica e un modo di affrontare le gare nettamente diverso, temprato dopo la figuraccia rimediata 2 anni fa. Dentro di noi c’è una gran voglia di riscatto e sono sicura che se fossimo state ripescate nello scorso campionato di B2, forti dell’esperienza, avremmo saputo affrontare le partite in modo diverso.

Dopo l’infortunio di Titti Delvino in serie B l’anno seguente con molto fair play gli hai ceduto la maglia numero 7 che fedelmente portavi da qualche stagione…nello spogliatoio quindi si è rivenuta a creare un rapporto saldo tra voi ragazze dopo qualche malumore nella scorsa B2?

Per parecchio tempo ho indossato la maglia numero 7 e il mio ragazzo che gioca a basket il numero 6 e in quell’anno decidemmo di scambiarci rispettivamente i numeri, io il 6 e lui il 7. Il mio numero piaceva a Marianna Del Rosso ma alla fine lo diedi molto volentieri a Titti Delvino che lo desiderava dopo l’infortunio..

Che sensazione ti fa giocare insieme a Rosa Ricci e negli anni scorsi con Isa Azzollini?

Rosa per me è una campionessa vera. Da sola e mezza squadra e l’altro quarto di squadra è Raffaella Balducci. Con Rosa, visto i nostri ruoli, ho un rapporto molto stretto, siamo praticamente in simbiosi e lei non smette mai di darmi consigli che memorizzo e li faccio miei perché so che tutto ciò che dice l’ha provato e l’ha vissuto. Praticamente,senza nulla togliere al nostro mister, Rosa è l’allenatrice in campo. Anche Isa è stata importante, come Rosa ha avuto la forza di rimettersi in discussione ritornando a giocare in serie che in realtà non le competono e ci ha trasmesso molte sue esperienza di gioco. Però visti i nostri ruoli differenti in campo non tanto la seguivo in attacco ma quanto in difesa e in ricezione dove è imbattibile.

Qual è il campo, la città o la tifoseria che vorresti rincontrare?

Certamente mi è piaciuto molto il clima che siè venuto a creare tra la vostra tifoseria e la tifoseria del Valenzano, quindi il Valenzano mi piacerebbe rincontrarlo per il clima di gemellaggio che si respira durante le gare. Mentre mi piacerebbe rincontrare per giocarci contro il Margherita, Modugno e Amatori Bari perché c’ho dei buoni ricordi in quanto in queste partite c’è sempre stata una grande carica emotiva che accompagnava le gare e che le rendeva uniche.

 
 

 

Si ringrazia Nico Aurora e Radio Bombo per la gentile concessione della foto

 

 

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