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SERENA MILILLO

 

Data e luogo di nascita: 08.03.1984 - BARI  altezza 1.81

Ruolo: OPPOSTA

Numero: 1

Squadre precedenti: VOLLEY BALL GIOVINAZZO, BARI VOLLEY, VALENZANO

 

Nella tua carriera pallavolistica hai giocato nel Giovinazzo, nel Bari, nel Valenzano e infine a Trani. Dove ti sei trovata meglio? Raccontaci un po’ di differenze tra i club

Nel Giovinazzo ho iniziato la mia carriera pallavolistica e mi sono trovata molto bene, giocare nella squadra della propria città è sempre il massimo e comporta un minor stress per i vari spostamenti. Non vi nascondo che se un domani ci sarà la possibilità di ritornarci magari con una squadra migliorata in serie C ci farei un pensierino. Nella mia parentesi di due anni a Bari mi sono trovata bene la prima stagione allenata da Donato Radogna perché ci ha molto incoraggiate mentre un po’ meno la seconda stagione quando il mister Nesic oltre a non farci giocare in partita ci teneva in disparte anche negli allenamenti. Negli ultimi anni a Trani mi sono trovata molto bene, agli inizi con alti e bassi ma soprattutto in quest’ultima stagione tutte noi ragazze dello spogliatoio siamo diventate molto affiatate e c’è un bel clima.

Come mai hai deciso di giocare a pallavolo dopo un’avvio promettente di carriera nel tennis?

A tennis ho giocato fino a quando ho potuto, ho iniziato davvero presto nella mia città, Giovinazzo, e con mia sorella Liviana eravamo bravine a tal punto da incontrarci sempre in finale. Continuare significava andare a Bari e alla nostra età di 14/15 anni per noi è stato impossibile. Poi abbiamo iniziato a giocare a pallavolo e abbiamo deciso di abbandonare il tennis.

Come vivi il rapporto dentro e fuori il campo con tua sorella Liviana?

Il nostro rapporto è splendido, ci diamo sempre man forte sia in campo che fuori e non riuscirei ad immaginare di giocare in una squadra senza di lei ecco perché nelle varie squadre dove abbiamo giocato abbiamo fatto sempre coppia fissa e così continueremo a fare.

Cosa fai oltre a giocare a pallavolo?

Studio Scienze Politiche all’università di Bari e, incrociando le dita, per dicembre penso di laurearmi.

Ti senti al top della carriera o, secondo te, hai margini di miglioramento?

Sicuramente io penso che almeno sino a quarant’anni c’è sempre da imparare nella pallavolo quindi non mi sento al top. I miglioramenti importanti si hanno durante gli allenamenti, se ci si impegna a fondo non si può che migliorare.

Vuoi fare della pallavolo una professione nell’immediato futuro (magari allenando) o la vedi come un hobby?

Nella mia vità non metto la pallavolo al centro di ogni cosa. Per me la cosa più importante è avere una famiglia. La pallavolo certo è importante per me ma la vedo come un hobby, seppur impegnativo. Se mi piacerebbe allenare? E perché no. L’idea di allenare non mi dispiacerebbe in un futuro.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno certamente è quello di avere una famiglia.

Avete mai pensato tu e Liviana di dividervi sportivamente?

No. Come detto prima siamo una coppia e giochiamo sempre insieme, così come insieme prendiamo queste decisioni.

Come sei caratterialmente lontana dal campo di pallavolo?

In campo mi descriverei come una persona che da l’anima, ecco perché non vorrei mai stare fuori o in panchina. Non sono certamente una persona passiva ma so essere equilibrata secondo i momenti: quando è il momento di fare la pazza la faccio, quando è il caso che stia al mio posto resto al mio posto, ecco tutto. Nella vita privata più o meno mi rispecchio abbastanza.

Descrivici dal tuo punto di vista com’è andato questo campionato quasi giunto al termine con la salvezza in tasca…

Secondo me questo campionato è andato molto bene. Chi poteva dire che a 5 giornate dal termine eravamo già salve? E’ forse anche per questo che ci siamo un po’ rilassate nelle ultimissime partite.

A tal proposito volevamo sapere se eri d’accordo con le affermazione del Presidente e cioè che per motivi di sovraffollamento dell’impianto del Pala Assi da molte società anche piccole siete costrette ad allenarvi non a sufficienza e poi ne risentite il calo fisico soprattutto nei tie-break

Forse è così ma non penso sia vero al 100%. Abbiamo accusato la stanchezza in qualche tie-break soprattutto nel girone di ritorno quando la fatica comunque si sarebbe fatta sentire.

Ad inizio stagione non era certissima la tua permanenza a Trani e per fortuna alla fine sei rimasta. Alla luce di questo campionato giocato da protagonista, quali sono gli obiettivi per la prossima stagione?

Quello che dite è vero ma a fine stagione scorsa ho parlato con il mister e non abbiamo avuto problemi. In questo campionato ho cambiato ruolo, da centrale ora gioco da opposta e soprattutto mi stò allenando molto meglio in settimana a differenza dell’anno passato. Il tutto mi ha premiata visto che questa stagione ho giocato si può dire sempre. Mi chiedete se resterò. A essere sincera ho ricevuto parecchie offerte ma penso che resterò perché qui ho trovato un gruppo davvero affiatato e un ambiente con voi tifosi che neanche a Bari nell’anno dalla A1 ho trovato. Poi se mi arriva un’offerta di 10.000 euro al mese…..

Ci tenevo a fine intervista di fare un ringraziamento a Mario!

Intervista a cura del Gruppo Afecionados Trani 1999

www.afecionadostrani.it

 

 

 

Si ringrazia Nico Aurora e Radio Bombo per la gentile concessione della foto

 

 

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