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Nella tua
carriera pallavolistica hai giocato nel Giovinazzo, nel Bari, nel
Valenzano e infine a Trani. Dove ti sei trovata meglio? Raccontaci un po’
di differenze tra i club
Nel
Giovinazzo ho iniziato la mia carriera pallavolistica e mi sono trovata
molto bene, giocare nella squadra della propria città è sempre il massimo
e comporta un minor stress per i vari spostamenti. Non vi nascondo che se
un domani ci sarà la possibilità di ritornarci magari con una squadra
migliorata in serie C ci farei un pensierino. Nella mia parentesi di due
anni a Bari mi sono trovata bene la prima stagione allenata da Donato
Radogna perché ci ha molto incoraggiate mentre un po’ meno la seconda
stagione quando il mister Nesic oltre a non farci giocare in partita ci
teneva in disparte anche negli allenamenti. Negli ultimi anni a Trani mi
sono trovata molto bene, agli inizi con alti e bassi ma soprattutto in
quest’ultima stagione tutte noi ragazze dello spogliatoio siamo diventate
molto affiatate e c’è un bel clima.
Come mai
hai deciso di giocare a pallavolo dopo un’avvio promettente di carriera
nel tennis?
A tennis
ho giocato fino a quando ho potuto, ho iniziato davvero presto nella mia
città, Giovinazzo, e con mia sorella Liviana eravamo bravine a tal punto
da incontrarci sempre in finale. Continuare significava andare a Bari e
alla nostra età di 14/15 anni per noi è stato impossibile. Poi abbiamo
iniziato a giocare a pallavolo e abbiamo deciso di abbandonare il tennis.
Come vivi
il rapporto dentro e fuori il campo con tua sorella Liviana?
Il nostro
rapporto è splendido, ci diamo sempre man forte sia in campo che fuori e
non riuscirei ad immaginare di giocare in una squadra senza di lei ecco
perché nelle varie squadre dove abbiamo giocato abbiamo fatto sempre
coppia fissa e così continueremo a fare.
Cosa fai
oltre a giocare a pallavolo?
Studio
Scienze Politiche all’università di Bari e, incrociando le dita, per
dicembre penso di laurearmi.
Ti senti
al top della carriera o, secondo te, hai margini di miglioramento?
Sicuramente io penso che almeno sino a quarant’anni c’è sempre da imparare
nella pallavolo quindi non mi sento al top. I miglioramenti importanti si
hanno durante gli allenamenti, se ci si impegna a fondo non si può che
migliorare.
Vuoi fare
della pallavolo una professione nell’immediato futuro (magari allenando) o
la vedi come un hobby?
Nella mia
vità non metto la pallavolo al centro di ogni cosa. Per me la cosa più
importante è avere una famiglia. La pallavolo certo è importante per me ma
la vedo come un hobby, seppur impegnativo. Se mi piacerebbe allenare? E
perché no. L’idea di allenare non mi dispiacerebbe in un futuro.
Qual è il
tuo sogno nel cassetto?
Il mio
sogno certamente è quello di avere una famiglia.
Avete mai
pensato tu e Liviana di dividervi sportivamente?
No. Come
detto prima siamo una coppia e giochiamo sempre insieme, così come insieme
prendiamo queste decisioni.
Come sei
caratterialmente lontana dal campo di pallavolo?
In campo
mi descriverei come una persona che da l’anima, ecco perché non vorrei mai
stare fuori o in panchina. Non sono certamente una persona passiva ma so
essere equilibrata secondo i momenti: quando è il momento di fare la pazza
la faccio, quando è il caso che stia al mio posto resto al mio posto, ecco
tutto. Nella vita privata più o meno mi rispecchio abbastanza.
Descrivici dal tuo punto di vista com’è andato questo campionato quasi
giunto al termine con la salvezza in tasca…
Secondo
me questo campionato è andato molto bene. Chi poteva dire che a 5 giornate
dal termine eravamo già salve? E’ forse anche per questo che ci siamo un
po’ rilassate nelle ultimissime partite.
A tal
proposito volevamo sapere se eri d’accordo con le affermazione del
Presidente e cioè che per motivi di sovraffollamento dell’impianto del
Pala Assi da molte società anche piccole siete costrette ad allenarvi non
a sufficienza e poi ne risentite il calo fisico soprattutto nei tie-break
Forse è
così ma non penso sia vero al 100%. Abbiamo accusato la stanchezza in
qualche tie-break soprattutto nel girone di ritorno quando la fatica
comunque si sarebbe fatta sentire.
Ad inizio
stagione non era certissima la tua permanenza a Trani e per fortuna alla
fine sei rimasta. Alla luce di questo campionato giocato da protagonista,
quali sono gli obiettivi per la prossima stagione?
Quello
che dite è vero ma a fine stagione scorsa ho parlato con il mister e non
abbiamo avuto problemi. In questo campionato ho cambiato ruolo, da
centrale ora gioco da opposta e soprattutto mi stò allenando molto meglio
in settimana a differenza dell’anno passato. Il tutto mi ha premiata visto
che questa stagione ho giocato si può dire sempre. Mi chiedete se resterò.
A essere sincera ho ricevuto parecchie offerte ma penso che resterò perché
qui ho trovato un gruppo davvero affiatato e un ambiente con voi tifosi
che neanche a Bari nell’anno dalla A1 ho trovato. Poi se mi arriva
un’offerta di 10.000 euro al mese…..
Ci tenevo
a fine intervista di fare un ringraziamento a Mario!
Intervista a cura del Gruppo Afecionados Trani 1999
www.afecionadostrani.it
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