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INTERVISTA A TITTI
DELVINO SU "PIU' VOLLEY" DI APRILE 2006
Dopo le
interviste a Rossella Mastrototaro e Toni Chieppa pubblicate
rispettivamente sulla rivista Più Volley di Febbraio e Marzo 06, vi
proponiamo l'intervista completa dedicata a Titti Delvino in edicola sul
numero di Aprile
Nella tua carriera da pallavolista hai giocato nel
Bitonto, Perugia e Trani. Puoi descriverci un po’ gli ambienti che hai
incontrato e se ci sono state delle differenze di allenamento o di tipo
societario ad esempio tra questi 3 club?
Ho iniziato
a Bitonto, l'ambiente lì era amatoriale e la pallavolo era vissuta e vista
soltanto come un divertimento con poche chance di poter ambire a qualcosa
di più. Poi ho avuto la fortuna di essere allenata da Pasquale Moramarco
che si è trasferito nelle giovanili del Perugia (prima squadra in serie A)
e mi ha fatto la proposta di seguirlo. Ovviamente ho accettato e ho
giocato in serie C a Perugia vincendo il campionato. Il clima lì era molto
rigido, la pallavolo veniva vista non soltanto come sport ma quasi come un
lavoro. Devo molto a questa società che mi ha permesso di crescere
tantissimo anche se con grandi sacrifici e doppi allenamenti al giorno.
Trani è un po' la via di mezzo tra Bitonto e Perugia, anche qui ho
incontrato un ottimo tecnico come Toni Chieppa e la pallavolo viene vista
ancora come sport anche se la si prende seriamente ovviamente.
Ci puoi tracciare un bilancio su questi primi 3 anni
all’Aquila Azzurra?
Sicuramente
buoni. A Trani mi trovo bene. Come detto prima, ho vissuto momenti
bruttissimi come l'infortunio e bellissimi come la promozione in B. Gli
avvenimenti brutti però mi hanno temprata e fatto crescere molto, ora mi
sento più forte e sento di aver accumulato anche quel tipo di esperienza.
Come ti è cambiata la vita dopo il grave infortunio
capitato 2 anni fa? E come hai visto dal di fuori la squadra in quello
sfortunato campionato?
L'infortunio
è stata la cosa più brutta della mia carriera. Sono rimasta ferma
praticamente un anno ed ho pensato seriamente di smettere di giocare a
pallavolo. Poi grazie alla mia famiglia, a Francesco e a voi che mi avete
dato la forza e incoraggiato nei momenti più difficili sono riuscita a
recuperare e a ritornare a giocare. Non dimenticherò mai quando
nell'ultima partita in casa durante la contestazione al mio arrivo al
palazzetto mi avete osannato. Sono cose che ti rimangono dentro per sempre.
A che
giocatrice di serie A1 (se esiste) ti paragoni o ti ispiri?
Mi piace molto la Aguero che gioca nel Novara. Ebbi la fortuna di
conoscerla personalmente qualche anno fa quando giocavo a Perugia e lei
era in serie A1 proprio con la squadra perugina, una giocatrice
eccezionale.
Cosa ti
piacerebbe fare quando tra 20 anni smetterai di giocare a pallavolo?
Sicuramente mi piacerebbe rimanere ancora nell’ambiente, magari
facendo l’allenatrice del settore giovanile, mi piacerebbe trasmettere ai
ragazzi che per la prima volta si affacciano al mondo della pallavolo un
po’ della mia esperienza accumulata in questi anni di volley.
Ti senti
al top della carriera o senti che puoi ancora crescere e migliorarti
ulteriormente?
Sicuramente non sono ancora arrivata al top, sento che posso
crescere e migliorare notevolmente non in un fondamentale in particolare
ma in senso generale. Sicuramente giocare a questi livelli in una serie
importante come la B ti aiuta a crescere e imparare molto sul campo di
gioco.
La
classifica attuale di serie B2 rispecchia secondo te i reali valori in
campo o qualche squadra ha fatto di più o di meno rispetto alle
aspettative e al suo potenziale?
Secondo me la classifica rispecchia bene i reali valori delle
singole squadre in questo campionato di serie B2, c’è un Aversa
meritatamente al comando e le dirette inseguitrici come Potenza, Napoli e
Ostini sono di prima fascia. Il Valenzano? Certamente si è svegliato un po’
in ritardo ma la squadra vista a Trani merita la salvezza e come squadra
pugliese me lo auguro.
Secondo
te questo gruppo è pronto a fare il grande salto nel prossimo futuro? In
altre parole, può ancora migliorare fino ad arrivare al traguardo della B1
nei prossimi anni?
Secondo me questo è un buon gruppo che con l’apporto di Rosa
Ricci e Raffaella Balducci può fare grandi cose. Penso che guardando
nell’immediato futuro ci sia tutto il potenziale per salire di categoria
almeno sulla carta, poi stà a noi dimostrarlo sul campo di partita in
partita.
Cosa
rappresenta per te la pallavolo?
Per me la pallavolo rappresenta almeno metà della mia vita ed è
per me il modo di dare spazio alla mia personalità. Certamente non sono
tutte rose e fiori e sappiamo benissimo che dietro un risultato ci sono
sacrifici enormi ma i risultati e le vittorie ricompensano appieno le
fatiche fatte.
Ci
racconti la tua giornata tipo con e senza la pallavolo?
La mattina la dedico allo studio mentre il pomeriggio agli
allenamenti. Quando non ci alleniamo in serata esco con gli amici e mi
piace cantare e suonare la chitarra.
Qual è il
tuo film preferito?
The man of honor
Hai la
possibilità di scegliere di andare ad un concerto gratis: chi artista
sceglieresti?
Uno fra Anastasia e Alex Britti
In tutti
questi anni, chi maggiormente ti è stata vicina e ti ha seguita e
incoraggiata nel mondo della pallavolo?
Certamente il mio ragazzo che mi è stato sempre vicino anche nei
momenti meno felici.
Se avessi
soltanto un desiderio da esprimere che cosa chiederesti?
Beh, la prima cosa che mi viene in mente è quella di giocare una
partita con la maglia della nazionale!
Fai delle
diete particolari come sportiva?
Non ho una dieta specifica, il giorno prima della gara mi
mantengo un po’ mentre la domenica mangio pasta in bianco e una fettina di
carne.
Sei
stuperstiziosa?
Si, infatti indosso un ferrettino nei capelli in ogni partita e
addirittura per scaramanzia abbiamo fatto cambiare il menù pre partita
all’Hotel Trani e abbiamo vinto col Salerno…
Che altro
sport segui oltre la pallavolo?
Seguo il calcio e la squadra del mio ragazzo e gli altri sport in
generale
Quali
sono gli obiettivi che ti prefiggi per il futuro?
Laurearmi in Economia e Commercio e continuare a giocare a
pallavolo ad alti livelli
Intervista a cura del Gruppo Afecionados Trani 1999
www.afecionadostrani.it
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